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ROADHOUSE COMPIE VENT’ANNI CON 200 RISTORANTI

Da sinistra Nicholas Bigard AD di Roadhouse, Carlo Santini Assessore del Comune di Fiorano e Alfonso Iannotta, Marketing Director Roadhouse

Con l’apertura il 22 ottobre 2021 del nuovo Roadhouse Restaurant di Fiorano Modenese, in Via Giardini località Ubersetto, la catena di casual dining ha tagliato il nastro dei 200 locali, esattamente a vent’anni dal primo ristorante inaugurato a Legnano nel 2001.

Da allora l’espansione è stata costante e capillare, portando l’insegna in 15 regioni italiane.  Nel tempo, Roadhouse Spa si è evoluta diventando una holding che sviluppa brand di proprietà nel segmento della ristorazione casual dining: Roadhouse Restaurant, che oggi ha inaugurato a Fiorano Modenese il suo 167° locale.Calavera Restaurant, format ispirato alla cucina messicana nato nel 2017 e che ora conta 14 ristoranti. Billy Tacos, format fast che propone ricette street food di ispirazione messicana che ha raggiunto in pochi mesi 17 locali.Smokery, dedicato alle specialità di carne affumicata Low&Slow con innovativa formula “all day”. “Il progetto di una nuova catena di ristorazione come Roadhouse – afferma Nicolas Bigard, Amministratore Delegato di Roadhouse – si deve alla visione e alla lungimiranza della famiglia Cremonini, che fin dall’inizio ne ha studiato il lancio e ha poi accompagnato negli anni lo sviluppo sostenendolo con importanti investimenti. Una visione che, partita dal formato dei ristoranti di carne alla griglia, si è poi ampliata ad altri brand proprietari. I punti di forza, che hanno garantito il successo di Roadhouse, si riassumono nella qualità del prodotto e del servizio, nel costante sforzo di innovazione, anche digitale e nella miglior offerta possibile al miglior prezzo”.
“L’apertura del 200° ristorante non è un punto di arrivo: abbiamo già per il 2022 un importante piano di sviluppo che ci porterà ad aprire altri 10-15 locali in diverse regioni”.

I ristoranti Roadhouse servono ogni anno oltre 11 milioni di clienti, gli iscritti al Club Fedeltà sono 1.500.000 e la società dà lavoro quasi a 3.000 persone, con un’età media di 28 anni e il 61% di donne.

IN FRIULI VENEZIA GIULIA IL GELATO ARTIGIANALE DIVENTA LEGGE VENUDO

Il gelatiere e presidente nazionale di categoria per Confartigianato, Giorgio Venudo

di Carlo Morandini, Presidente ARGA Friuli Venezia Giulia

Il Gelato artigianale è in legge a cominciare dal FVG. Successo dell’iniziativa del gelatiere Giorgio Venudo, presidente nazionale di categoria per Confartigianato. Il percorso dell’iniziativa normativa è supportato fin dall’inizio da ARGA FVG.

Il gelato artigianale, quello che parte dal presupposto che sia stato un artigiano del gusto a prepararlo utilizzando le materie prime atte a realizzare un prodotto sano e nutriente, capace anche di assicurare al palato dei degustatori, grandi e piccini, la piacevolezza dei sapori naturali, ha finalmente ottenuto il riconoscimento ufficiale. Il Friuli Venezia Giulia è infatti la prima Regione d’Italia a codificare e certificare un prodotto dell’arte dolciaria realizzato già dagli antichi romani, che nella nostra Regione vanta diverse eccellenze perché ha potuto contare sulla palestra dei sapori delle grandi realtà balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado, ma anche sullo spirito imprenditoriale e innovativo, sempre senza perdere di vista il gusto della tradizione e i prodotti locali e tipici, di alcuni artigiani illuminati. Per esempio a Udine, già negli anni ’70, facevano scuola le gelaterie Pancera, Sommariva, dell’Orso di Pravisani, a Lignano i fratelli Giorgio Arturo De Pellegrin e i De Filippis, a Grado Pancera. La norma, la proposta era stata sottoscritta da 17 Consiglieri, è stata illustrata al Consiglio regionale, che l’ha approvata, dalla consigliera Maddalena Spagnolo, di Latisana, sensibile all’argomento della qualità, non solo rivierasca, artefice della condivisione con le rappresentanze del mondo economico. L’iniziativa è del presidente nazionale dei gelatieri per Confartigianato, Giorgio Venudo, artigiano del gusto che ha legato la storia della sua famiglia alla produzione del gelato artigianale servito, direttamente in spiaggia, a centinaia di migliaia di turisti e degustatori di ogni età e provenienza.

Un percorso di sensibilizzazione durato alcuni anni, quello di Venudo, sempre supportato dalla nostra Associazione e dall’Associazione culturale La Riviera friulana, che ha coinvolto categorie e produttori. Fino ad arrivare alla formulazione dell’articolato varato dalla Regione, che conferma così la sua leadership nelle iniziative volte alla salvaguardia dei prodotti, alla tutela della genuinità e alla valorizzazione del gusto della tradizione. Mentre per i consumatori si tratta di un risultato importante perché consente di scegliere tra i prodotti realizzati secondo le ricette di un tempo e con gli ingredienti dell’area, la nuova legge si tradurrà in una opportunità per gli artigiani del gusto del settore, i gelatieri, che nel FVG, secondo Confartigianato, sono complessivamente 332, un dato che comprende anche le imprese artigiane di pasticceria, mentre quelle del gelato, rispetto a questo valore, sono circa 250. Un settore, che come aveva evidenziato di recente Venudo a un evento svoltosi a Udine all’Enaip, soffre della carenza di personale specializzato, alla quale gli Istituti professionali del FVG cercano di sopperire. Anche per questo, ma per buona parte per motivi anagrafici, tra il 2014 e il 2019 sono state chiuse 17 attività. Mentre la pandemia ha causato la chiusura di altre dieci attività tra il 2019 e il 2020. La nuova legge otterrà risultati positivi anche nel settore turistico, specialmente tra gli ospiti della nostra realtà appassionati della scoperta del territorio e delle sue peculiarità e proposte: i protagonisti del cosiddetto ‘turismo lento’, che rappresentano ormai una fetta importante del flusso turistico, specialmente fuori stagione, quando è possibile gustare con maggiore serenità i prodotti del territorio e il territorio. Per esempio, sono decine gli austriaci, e non solo, confini e pandemia permettendo, che anche nella trascorsa stagione estiva hanno valicato le Alpi o scelto i trasporti intermodali favoriti dalla Regione, per scendere lungo la ciclovia ‘Alpe Adria’ che corre sul sedime dell’ex ferrovia Udine-Tarvisio, e hanno raggiunto Venzone, dove un altro Maestro gelatiere, Vincenzo Aiello, tra l’altro allievo dei De Pellegrin, propone e ripropone loro i gusti che hanno fatto la storia dell’arte del gelato friulana.

Poi, i cicloturisti, grazie ai collegamenti quasi interamente completati, e ai trasporti intermodali, bici-bus, treno, anche motonave, raggiungono la Riviera friulana e si spostano verso Grado, Lignano Sabbiadoro, oppure oltre, verso il Veneto orientale e il resto della riviera adriatica.

CORSO ORDINE DEI GIORNALISTI ALL’AGRITURISMO ISOLA AUGUSTA, OCCASIONE DI RELAZIONI E INCONTRI

di Carlo Morandini, Presidente ARGA Friuli Venezia Giulia

Quando un corso diviene occasione di approfondimento e riscoperta, anche rilettura più attenta di tematiche già note, ed è il momento per conoscere e opportunità inesplorate o per svelare dubbi e preoccupazioni dalle quali i settori interessati possono trarre giovamento. Una sintesi complessa e articolata di una serie di stimoli, riflessioni, rivelazioni che l’evento formativo “Comunicare i prodotti del territorio tra genuinità e concorrenza“, organizzato sotto l’egida dell’Ordine dei giornalisti da ARGA FVG con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana e l’ospitalità, e non solo, di Massimo Bassani nell’agriturismo Isola Augusta, ha saputo motivare. Introdotto dal saluto del Segretario generale dell’Unione nazionale delle ARGA, UNAGA, Gian Paolo Girelli, è stato aperto dalla riflessione del presidente regionale di ARGA FVG; e della Riviera friulana, Carlo Morandini, sul rapporto tra denominazione e marchi e le vocazioni di un’area e di un territorio. Ovvero, i prodotti, e da essi i marchi, sono la sintesi della cultura del territorio, l’espressione delle identità. A volte sono introdotti dall’uomo, altre consentono e hanno consentito lo sviluppo e l’economia di piccole comunità, del Docg, o di aree più vaste, le Dop per i prodotti, le Doc per la viticoltura. Per questo sono appetibili e a volte vittime di influenze, scambi, compensazioni stabilite da lontano che possono stravolgere filiere e percorsi produttivi, quindi la vita e l’economia di settori e famiglie, nel bene o nel male, vedi i casi Tocai, fenomeni e epidemie come ‘Mucca pazza’, il caso Prosek e l’allargamento della Doc Prosecco, idea geniale dell’allora Ministro Zaia per dare ossigeno all’economia vitivinicola del nordest, i casi Parmesan e le contraffazioni. Identità del territorio, sviluppo di aree, idee di marketing territoriale spesso anch’esse geniali come la rivendicazione della denominazione di Riviera friulana a parte del territorio della Bassa friulana, lo sviluppo di realtà rurali che oggi hanno raggiunto l’eccellenza da terreni un tempo ritenuti marginali o limitabili a colture massive, ma delle quali però già gli antichi avevano intuito le vocazioni.

Claudio Fabbro agronomo, giornalista, membro della prestigiosa Accademia dei georgofili

È il caso di Isola Augusta, che Renzo Bassani ha inventato intuendo le potenzialità di sabbie e ghiaie sulle quali però già i romani avevano pensato di sviluppare la vite e l’ulivo. Sotto le quali scorrono acque calde sotterranee oggi utilizzate da Isola Augusta per rendere sostenibile ecologicamente l’agriturismo e le realtà aziendali. Massimo Bassani ha ricordato la lettura che Gino Veronelli ebbe delle terre lambite dalle brezze marine e intiepidite dalla vicinanza delle acque lagunari, definendo queste, per estensione l’intera Riviera friulana un Cru. Con vocazioni che nulla hanno da invidiare alla Riviera dei Fiori, alla Riviera del Conero, alla Riviera amalfitana, alla Riviera delle palme. Dall’agricoltura massiva del periodo a vini biologici, macerati, ma anche internazionali e autoctoni che oggi, come Isola Augusta, vincono riconoscimenti a Merano, nel Benelux in concorsi universalmente riconosciuti. E se il vino sparkling di Palazzolo dello Stella ha vinto il primo premio al Merano Wine Festival, Iacopo Bassani, figlio di Massimo, lo scorso anno là è stato eletto wine-maker dell’anno. Ma anche le guide, come quella di Luca Maroni, rivolgono attenzione ai prodotti di Isola Augusta che la Ue premia quale modello di sostenibilità, raggiunto sotto la guida di Massimo Bassani, ideatore del Movimento turismo del vino, già vicepresidente di Agrapromo, ideatore assieme a Piero Pittaro del percorso Un Vigneto chiamato Friuli, della Casa del vino. Un percorso che è parallelo alla crescita della identità del vigneto regionale. Come accuratamente dettagliato da Claudio Fabbro, agronomo, giornalista, membro della prestigiosa Accademia dei georgofili e tra i fautori del riconoscimento professionale dei tecnici del mondo rurale. Ma, soprattutto, mentore di comunicatori del mondo agricolo, e in particolare del vino. Con il taglio semplice ma preciso del maestro dei comunicatori del vino friulano, Claudio, che confessa di avere appreso quest’arte del comunicare la cultura del territorio da Isi Benini, Gino Veronelli, Claudio Cojutti, Licio e Bruno Damiani, ha accompagnato l’uditorio in un excursus tra le radici della storia del vino fino ai nostri giorni, soffermandosi sugli stravolgimenti che hanno subito le produzioni, ma anche la moda dei consumi. Per esempio, dall’immediato dopoguerra a oggi, dalla richiesta del tai, il tajo, bicchiere di vino Rosso (Roos), bianco (blanc), all’osteria, si è passati a una richiesta più dettagliata rispetto alla produzione (negli anni ’50 limitata a Merlot e Tocai), oggi declinata rispetto all’articolazione delle produzioni. Ma la ‘lectio’ di Fabbro meriterà un pezzo dedicato nei prossimi giorni. Un compito non facile, quello che attendeva Walter Bergamini: mantenere alta l’attenzione dei presenti, giornalisti specializzati, dopo i tre precedenti interventi di spessore.  Bergamini, tecnico della qualità anche per i rapporti tra la Regione FVG e il Ministero, ha parlato di identità dei prodotti e del loro ruolo di espressione e matrice del territorio, sviluppando considerazioni apparentemente banali, ma dalle quale scaturiva una serie di considerazioni tutte connesse alla salvaguardia di quel tesoro e scrigno di identità che sono i prodotti della tradizione. Non poteva essere trascurato il passaggio sulle contraffazioni, delle quali anche in questo periodo si parla molto, ma anche della sovrapposizione dei marchi e del ruolo della stampa specializzata per guidare, preparare, favorire, educare i consumatori a riconoscere i prodotti, i cibi, le bevande genuine e di qualità, elemento essenziale per la salute e la prevenzione. Ricollegandosi alla considerazione iniziale del presidente Morandini il quale aveva citato l’aforisma caro a medici e ricercatori, secondo il quale ‘siamo ciò che mangiamo’. Ma anche Bergamini, della freccia scoccata dall’arco di Claudio Fabbro parleremo a parte, riservava una sorpresa ai corsisti-giornalisti. Ricordando che il FVG è in Italia forse la Regione che possiede le maggiori risorse di biodiversità, da record continentale e non solo il numero di piante, funghi, specie viventi presenti sul territorio, ha evidenziato che vi sono centinaia di piante autoctone eduli, che potrebbero essere oggetto di sviluppo agronomico e agroalimentare per creare ricchezza al territorio. E con esse decine di specie fungine. Che occorre però saper distinguere, così come le piante, da quelle tossiche per l’uomo. Dal che l’importanza della certificazione delle piante che vengono impiegate in cucina, anche dal mondo della ristorazione, salvo che lo stesso chef o ristoratore sia uno studioso e/o profondo conoscitore di questa davvero articolata materia. Genuinità, qualità, prodotti naturali certificati e controlli all’origine: la ricetta del vero gelato artigianale ribadita dall’ultimo relatore, il capo nazionale dei gelatieri per Confartigianato, Giorgio Venudo. Anche Giorgio ha voluto stupire gli ospiti di Isola Augusta, svelando le sue origini: la nonna è stata la cuoca della Zarina. Al rientro nella Riviera friulana, il nonno, fa esperienze vissute, avviò la produzione del gelato che proponeva in spiaggia dal carretto a pedali refrigerato con il sale e i pani di giaccio. Da allora è passato molto tempo, ma il gelato vero, quello non gonfiato d’aria per ridurre la necessità di ingredienti anche costosi, realizzato con materie prime di pregio, riesce ancora a sconfiggere quello prodotto con tecniche moderne ma non sempre attinenti alla genuinità ma legate alla chimica delle produzioni. Saper riconoscere un gelato genuino dal colore, che non deve esser artificiale, per esempio quello alla nocciola di colore chiaro, il pistacchio non verde brillante, il limone non giallo, la menta non verde ecc. Sono scelte per richiamare soprattutto l’attenzione dei più piccini ma che non premiano il gusto, la genuinità, la professionalità dei gelatieri, gli artigiani del gelato, non i gelatai che sono i puri venditori. Tanta la carne al fuoco nel corso con crediti formativi OdG ideato da ARGA FVG, che come ha evidenziato il chiusura il vicepresidente regionale dell’Ordine, Amos D’Antoni, nel portare il saluto del Presidente, Cristiano Degano, ha evidenziato il ruolo della stampa specializzata nel mondo rurale e in particolare nellos viluppo dell’agricoltura di pregio, di qualità, di eccellenza, che specialmente nella vitivinicoltura si è ritagliata spazi di livello assoluto sullo scenario mondiale del gusto.

Un processo e un percorso di sviluppo che come ha ribadito D’Antoni è certamente stato favorito dai gradi comunicatori che proprio il giornalismo del FVG ha avuto e ha tutt’ora, da Isi Benini, alla memoria del quale ARGA dedica un premio giornalistico, a Claudio Cojutti, presidente onorario di UNAGA, al compianto Piero Villotta, ricordato nell’occasione, a lui è dedicato un premio per tesi di laurea finanziato dalla moglie Adriana Ronco Villotta, presente al corso, a Carlo Morandini, che ha ideato questi premi e iniziative come nella quale grande protagonista, ancora una volta, è stato un pioniere della viticoltura non solo della Riviera friulana, ma del vigneto FVG e del Nordest, che è Massimo Bassani.

 

VINITALY A VERONA CON UNA “SPECIAL EDITION” DAL 17 AL 19 OTTOBRE 2021

VinItaly, la tradizionale fiera internazionale del vino, è alle porte con una “special edition” che si svolgerà a Verona dal 17 al 19 ottobre 2021. L’iniziativa business & professional, messa in campo da Veronafiere, è un ulteriore passo nel percorso di avvicinamento alla 54^ edizione “classica” della manifestazione, che tornerà dal 10 al 13 aprile 2022.

La “special edition” è stata presentata a Milano, in una conferenza stampa ospitata da Regione Lombardia, presenti l’Assessore Regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, la Professoressa Roberta Garibaldi, esperta internazionale di enoturismo, Giovanna Prandini, Presidente di Ascovilo, l’Associazione che riunisce 13 Consorzi vinicoli del territorio lombardo. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Lisa Bellocchi, Presidente di ENAJ, lo European Network of Agricultural Journalists. È intervenuto anche il Presidente di ARGA Lombardia-Liguria Fabio Benati.

Interessante il focus sul sistema vinicolo Lombardo, che conta circa 3.000 aziende, un terzo delle quali a guida femminile, con una produzione d’eccellenza: il 90% dei vini cisalpini è DOC o DOCG, contro una media nazionale del 70% circa.

Durante il lockdown le cantine hanno lavorato, mettendo a tema sostenibilità e innovazione, salvaguardando i livelli di occupazione e preparando un rientro alla grande per il turismo in cantina, che negli ultimi mesi ha dimostrato di essere molto apprezzato dagli italiani, ma anche dagli stranieri “golosi” del nostro stile di vita.

GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE 2021: TRASFORMARE I SISTEMI AGROALIMENTARI PER COSTRUIRE UN FUTURO SENZA FAME

15 ottobre 2021, ore 11:00-13:00, il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, apre l’evento ibrido; Papa Francesco invia un videomessaggio.

La Giornata mondiale dell’Alimentazione viene celebrata il 16 ottobre di ogni anno per commemorare la fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione di quest’anno è la trasformazione dei sistemi agroalimentari ai fini di una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno. Il messaggio della Giornata mondiale dell’Alimentazione è più critico che mai. Crisi climatiche, conflitti e pandemia da COVID-19 hanno sconvolto milioni di vite e di mezzi di sussistenza nell’ultimo anno, mentre le emergenze umanitarie in Afghanistan, a Haiti e in altre zone nevralgiche hanno peggiorato la sicurezza alimentare mondiale. Oltre 3 miliardi di persone – quasi il 40% della popolazione mondiale – non possono permettersi una dieta sana. Dobbiamo cambiare il nostro modo di produrre e consumare il cibo, nonché costruire sistemi alimentari più resilienti, inclusivi e solidi, in grado di fare la differenza. La Giornata mondiale dell’alimentazione è un invito ad agire. Venerdì 15 ottobre 2021, alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione 2021, QU Dongyu, Direttore Generale della FAO, con i capi delle altre agenzie ONU con sede a Roma, David M. Beasley, Direttore Esecutivo del Programma alimentare mondiale (PAM), e Gilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), aprirà ufficialmente le celebrazioni di quest’anno con un evento ibrido che si terrà a Roma. La cerimonia presenterà speciali videomessaggi di Papa Francesco e del Segretario Generale dell’ONU, António Guterres. Anche il professor Klaus Schwab, Presidente esecutivo del Forum economico mondiale, interverrà virtualmente. Nel pomeriggio, un gruppo di oratori terrà un dialogo su tè e caffè, al fine di esplorare le tradizioni e i metodi di produzione che stanno alla base di queste bevande e che uniscono culture diverse. In 150 paesi si terranno eventi dedicati alla Giornata mondiale dell’alimentazione, che sarà così una delle giornate internazionali più celebrate dell’anno, presente anche a Expo Dubai con attività ed eventi che invocano una solidarietà mondiale, finalizzata a ripensare e a rimodulare i nostri sistemi alimentari.

Per il secondo anno di fila, celebriamo i nostri eroi dell’alimentazione attraverso una campagna multipiattaforma che premia agricoltori, produttori e tutti coloro che offrono cibo alle nostre comunità, e che aiutano a crescere, nutrire e sostenere il nostro mondo.

Passare all’azione

 

Aiutaci a dare alla Giornata mondiale dell’Alimentazione la visibilità che merita. Come? Segui le nostre celebrazioni mondiali il 15 ottobre 2021. Richiedi interviste con esperti FAO prima o in quella stessa data. E sfrutta al massimo le nostre risorse di comunicazione.

Registrati qui per assistere alla cerimonia (11:00-12:00 CEST) e alla conferenza (12.00-13.00 CEST)

Per giornalisti ed editori:

Per foto, clip audio, materiale video/b-roll, contattare: (+39) 06 570 53625 o FAO-newsroom@fao.org.

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SICILIA: NASCE IL PARCO NATURALISTICO DEI MONTI E BORGHI PELORITANI

La Presidenza e i partecipanti al convegno

di Patrizia Biagi, Presidente AGAS

Il Parco dei Monti e Borghi Peloritani é una realtà, la cui sede sarà a Basicó proprio presso il Palazzo Baronale De Maria e che il sindaco Gullo, in apertura dei lavori, ha offerto a titolo gratuito per farne la sede legale.

 

Questo é il principale  messaggio venuto fuori dal convegno di Basicó del 9 ottobre 2021, con voce unanime di tutti i partecipanti: il Parco può rappresentare la svolta sostenibile per  il territorio Peloritani e per tutti i suoi borghi.

 

Oggi, nei fatti si sono poste le basi per la formazione del Comitato Promotore con il coordinamento e la guida del GAL Tirrenico che condurrà alla definizione di una proposta di Piano del Parco.

 

Dopo i saluti del sindaco di Basicó, Ing. Filippo Gullo, e del presidente del GAL, Dott. Girolamo Bertolami, il direttore, Arch. Roberto Sauerborn, ha dato il via ai lavori relazionando sui motivi dell’interesse per il Parco e degli strumenti normativi e finanziari che ne permettono la progettazione e l’attuazione.

 

La proposta dell’Organismo Intermedio, avrà il pieno appoggio politico dell’On. Tommaso Calderone che, intervenuto ai lavori, ha espresso parole di elogio e convinta condivisione per la proposta assumendo il formale impegno di sposare l’iniziativa formalizzandone la proposta al Governo Regionale con tutti i sindaci e i privati che vorranno starci: “il GAL é uno strumento potente per risollevare le sorti del territorio e la proposta del Parco amplifica queste possibilità”, ha concluso. 

 

Il sindaco di Taormina, On. Mario Bolognari, ha fatto un approfondito  intervento sulle dinamiche turistiche partendo da Taormina che guarda con grande interesse a nuove forme di accoglienza diffuse per evitare la massificazione delle presenze che, nei fatti, non portano nuove risorse al territorio sino a quando non si riuscirà a prolungare il periodo di permanenza e a creare una filiera locale delle economie.

 

Tutti i sindaci presenti hanno condiviso l’iniziativa, così come i partners privati unitamente agli Ordini professionali che, ognuno presentando il tema specifico con diverse declinazioni e aspetti di dettaglio, attendono da decenni l’attivazione di questo importante strumento di gestione e sviluppo sostenibile dei Peloritani e che oggi, grazie alle risorse del periodo di transizione, alla competenza e professionalità dell’UdP, del direttore del GAL, Arch. Roberto Sauerborn, e di concerto con tutti coloro che vorranno partecipare alla sua formazione, potrà divenire realtà.

 

Apprezzamento per l’iniziativa é stato espresso dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, direttamente all’Arch. Roberto Sauerborn con un messaggio giunto durante i lavori.

LIGURIA, PARLA ALESSANDRO PIANA, L’AGRICOLTURA REGIONALE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

L’Assessore Alessandro Piana

di Guido Ghersi, vicepresidente ARGA Lombardia Liguria

La Regione Liguria da qualche anno ha affidato un’analisi del settore agricolo al “CREA”, redattore dei testi Alberto Sturla.

La ricerca prende in considerazione l’andamento congiunturale di: agricoltura, politica agricola, ambiente e risorse naturali, pesca ed acquacoltura.  Abbiamo, in proposito, intervistato Alessandro Piana, Vice Presidente della Giunta Regionale ligure nonchè Assessore all’Agricoltura e di altre inerenti attività, che ci ha detto: “L’edizione 2021 dell’agricoltura ligure, offre al lettore la consueta fotografia del settore agroalimentare, collocato nel contesto più ampio dell’economia regionale. Viene descritta un’agricoltura capace di esprimere produzioni di qualità, di crescente successo nei mercati nazionali ed esteri, con eccellenze sempre più orientate alla multifunzionalità, tramite l’integrazione delle attività esperienziali e di marketing capaci di svelare l’identitaria matrice lungo tutta la filiera. Malgrado la carenza, in alcuni casi, di funzionali infrastrutture, l’intraprendenza degli imprenditori liguri è evidente, come dimostrano le innumerevoli aziende di piccole dimensioni o delle aree interne, che non possono usufruire di hub produttivi. Proprio la dinamicità, assieme alla propensione all’innovazione e alla digitalizzazione, hanno contrastato i negativi effetti della pandemia portando in molti casi a ripensare le politiche aziendali anche in chiave di una maggiore sostenibilità”.

Assessore, la Regione Liguria come si è mossa?

“Il supporto al comparto agroalimentare della Regione è stato potenziato fin dalle prime fasi emergenziali, con l’attivazione di rapidi sostegni, pari ad oltre 6 milioni di euro, proseguendo sia con l’apertura di diverse misure del Piano di Sviluppo Regionale sia tramite confronti con i vari livelli istituzionali e con le associazioni di categoria, per gettare le basi dell’agricoltura del futuro. La Regione ha poi ulteriormente incrementato, in questi cinque mesi, la promozione dei prodotti liguri e delle experience offerte da agriturismi,fattorie didattiche ed aziende ittiche per sostenere tutto il comparto agroalimentare ed aumentare la consapevolezza degli abitanti nel consumo responsabile. Le sfide di oggi, per una efficace ripartenza, vanno definite nel raggio della programmazione alla fine del prossimo anno che prevede, oltre alla tradizionale dotazione finanziaria del FEASR anche le aggiuntive risorse del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (Next Generation EU)”.


PIEMONTE, LA ROBIOLA DI ROCCAVERANO SI PROMUOVE CON LE FILIERE ARTIGIANALI DEL TERRITORIO

La robiola di Roccaverano DOP

di Fabrizio Salce, Presidente Cts ARGA Piemonte e Valle d’Aosta

Successo per la Robiola di Roccaverano DOP in tanti eventi: fiere, manifestazioni, degustazioni. Si è concluso il percorso, durato ben 2 anni, del progetto “Rob-In” al quale hanno aderito anche i produttori territoriali di salumi, vini, farine, dolci, zafferano, cereali, miele e vermouth.

Le nostre capre vanno a scuola

 

Il Consorzio di Tutela  si augura di potere continuare su questa strada per dare sempre più importanza alle filiere produttive delle specialità artigianali del comprensorio di produzione del tipico formaggio caprino. La Robiola è stata presente al 20esimo Salone Internazionale dell’Alimentazione CIBUS  accompagnata dai formaggi Castelmagno e Murazzano, grazie alla collaborazione dei degustatori dell’ONAF del Piemonte. Con altri due formaggi, l’Ossolano e il Murazzano, con il coordinamento di ONAF e Terre Alte DOP successo per la presentazione congiunta durante le giornate di CHEESE 2021 nella città di Bra, 13esima edizione della famosa kermesse internazionale dedicata ai prodotti lattiero caseari andata in scena dal 17 al 20 settembre 2021. Un altro evento di pregio da menzionare: la DOUJA D’OR di Asti. Anche in questa manifestazione non è mancata la collaborazione con ONAF delegazione di Asti e Piemonte Land of Perfection divenuta di recente Piemonte Land of Wine; ovvero il Consorzio volto a valorizzare le eccellenze vitivinicole. Grande partecipazione di pubblico anche al recente evento in Francia nella città di Beausoleil (gemellata con Alba) presso il Marché des Couleurs et Saveurs d’Italie. La Robiola di Roccaverano DOP presente a Acqui Terme il 7 ottobre per un evento promosso dal Comune e dall’Associazione Comuni del Brachetto d’Acqui DOCG. Tre postazioni con tre produttori di vino in abbinamento posizionate in corso Italia e in corso Viganò.

A seguire la Fiera del Tartufo di Mombercelli del 17 ottobre 2021, Gusta Cherasco live il 23 e 24 ottobre 2021 nel cuore della storica città e la Fiera del Tartufo di Canelli il 21 novembre 2021.

 

CHIUSA LA PRE-COP DI MILANO, PRESIDENTE LOMBARDIA: CAMBIARE CON I GIOVANI

foto di Riccardo Giordano

di Fabio Benati, segretario ARGA Lombardia Liguria

Chiusa a Milano la Pre-Cop 26, evento preparatorio della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 26), che si terrà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021. In quella occasione sarà chiesto ai 200 Paesi partecipanti di intraprendere una serie di azioni concrete per tutelare il clima, tra cui il calo delle emissioni di gas serra entro il 2030. In particolare, sarà sollecitato il rispetto dell’Accordo di Parigi del 2015 che prevede di mantenere l’aumento delle temperature sotto 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali, e se possibile non oltre 1,5 gradi. Per riuscirci le emissioni inquinanti andranno azzerate entro il 2050. Si arriverà a Glasgow sulla scorta di quanto condiviso in quelle che qualcuno ha già ribattezzato come “Le Cinque Giornate di Milano”, dato che si è discusso di clima sia in occasione dei due eventi internazionali Youth4Climate e Pre-Cop26, entrambi al centro congressi Mico (Milano Congressi). “Abbiamo la responsabilità e il dovere – ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, intervenuto ai lavori della Pre – COP 26 – di non deludere tanti giovani di tutto mondo che chiedono ai policy maker e ai leader della finanza globale di agire ora per il cambiamento e di fare ognuno la nostra parte per avviare una transizione sostenibile. Coinvolgere i giovani in questo processo è infatti fondamentale perché il futuro è nelle loro mani e loro ne saranno i veri protagonisti”. “Gli occhi del mondo sono puntati in questi giorni sul nostro territorio che, dopo un anno e mezzo di pandemia – ha continuato – riprende la sua corsa. E proprio riprendere il cammino dopo il Covid, ci dà l’occasione per ‘spingere’ verso una transizione che, come hanno ricordato tutti i presenti dal palco di ‘Youth4Climate’, appare oggi indispensabile”

CRUCIALE RUOLO REGIONI NELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA – Il contributo di idee di Regione Lombardia è derivato dai lavori dell’incontro ha ospitato l’incontro tra le regioni del mondo “Dialogue for climate action – sub-national governments call for raising ambition towards Cop26”’, a cui hanno partecipato tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia, Fontana, l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, il sottosegretario all’Energia e all’Ambiente del Governo scozzese, Michael Matheson, e l’Alto Rappresentante del Governo britannico per la Cop26, Nigel Topping. Nel corso dei lavori, ospitati a Palazzo Lombardia, sono stati illustrati gli impegni sul clima da parte delle Regioni.

foto di Riccardo Giordano

IL PRESIDENTE FONTANA: PARTECIPARE AL PROCESSO DI DECISION MAKING – “Il ruolo delle Regioni – ha spiegato Attilio Fontana – è prezioso. Credo infatti fermamente che tutti i livelli di governo, a partire dal più vicino ai cittadini, debbano partecipare alla costruzione di iniziative e politiche efficaci in materia di clima e crescita equa e circolare”. “Le Regioni – ha  sottolineato – devono poter incidere in quel processo di decision-making troppo spesso relegato al più alto livello governativo. Le politiche nate dal basso sono, per mia esperienza, le più efficaci, poiché sono espressione dei bisogni più immediati di cittadini e imprese”. L’assessore all’Ambiente e al Clima ha evidenziato come “Sul fronte del contrasto al cambiamento climatico le Regioni chiedono ai Governi nazionali di agire unitamente e di avere un ruolo di primo piano non solo nelle politiche ambientali, ma anche al tavolo dei negoziati”.

L’ASSESSORE CATTANEO: LOGICA INCLUSIVA – “Questo tema va affrontato a livello ‘glocale’ – ha rimarcato l’assessore – con accordi globali tra Stati, come avverrà a Glasgow attraverso la Cop26, ma anche con azioni locali. Sono le azioni locali, secondo le Nazioni Unite – ha ribadito – che rappresentano tra il 70-80% degli interventi per contribuire alla soluzione del problema. Per questo mi aspetto che i negoziati a Glasgow siano dunque perseguiti in una logica inclusiva”. “Per questa ragione – ha continuato – la Lombardia ha voluto organizzare insieme alla Scozia questo incontro con le Regioni del mondo per far sentire la sua voce ed essere protagonista nel contrasto al cambiamento climatico”. “La nostra regione – ha detto ancora Cattaneo – sta agendo concretamente con atti di governo, su molti dei quali siamo all’avanguardia, che ci hanno permesso di programmare politiche per raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica e sostenibilità ambientale: dall’approvazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, al piano regionale Ambiente e clima, dall’Osservatorio sull’economia circolare e transizione energetica, al Piano Energetico Ambientale Regionale, sino al Piano rifiuti verso l’economia circolare”.

LE REGIONI PROTAGONISTE NEI NEGOZIATI – Con la Scozia, e in collaborazione con Region4 Sustainable Development e Under 2 Coalition, Regione Lombardia lavorerà affinché anche le Regioni possano avere un ruolo centrale nei negoziati di Glasgow.

LE PROPOSTE – I lavori sono stati una preziosa occasione per il confronto e per spingere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione che anche le Regioni si sono poste per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali di riduzione delle emissioni climalteranti.

Nel dettaglio le Regioni hanno ribadito le seguenti proposte:

– assicurare lo zero netto globale entro il 2050 e limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi C. Che significa accelerare l’eliminazione graduale del carbone, ridurre la deforestazione, accelerare il passaggio ai veicoli elettrici, incoraggiare gli investimenti nelle energie rinnovabili;

– adattarsi per proteggere le comunità e gli habitat naturali, ossia proteggere e ripristinare gli ecosistemi, costruire difese, sistemi di allerta e infrastrutture resilienti e agricoltura per evitare la perdita di case, mezzi di sussistenza e persino vite umane

– mobilitare la finanza

– collaborare per il Rulebook (Regolamento sugli Accordi climatici) di Parigi, accelerando l’azione per affrontare la crisi climatica attraverso la collaborazione tra governi, imprese e società civile.

A margine delle “Cinque giornate di Milano” si è svolta anche la cerimonia di piantumazione di 20 tra ciliegi, tigli, aceri e querce in un’area vicina al fiume Lambro. All’evento erano presenti 20 giovani in rappresentanza di Europa, Asia, America meridionale e settentrionale, Africa, Antartide e Oceania, partecipanti alla ‘Youth4Climate: Driving ambition’. “Un’iniziativa simbolica – ha commentato l’assessore all’Ambiente e Clima – e un’occasione per Regione Lombardia per dare il benvenuto a tutti i giovani presenti a Milano. Ascoltare le loro proposte e mostrare come, oltre alle parole, la nostra Regione appoggia le azioni concrete per la lotta al cambiamento climatico. Questo bosco compenserà ogni anno 5 tonnellate di anidride carbonica”. L’evento s’inserisce nel progetto di valorizzazione naturalistica dell’area presso il fiume Lambro. Oltre alla loro piantumazione, altri 380 alberi (uno per ogni delegato alla Youth4Climate) verranno messi a dimora entro la ‘Conferenza delle Nazioni Unite’ sui cambiamenti climatici, che si svolgerà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre 2021.

A REGGIO CALABRIA “L’OLIVETO DELLE MONACHE” RACCONTA DI DONNE A GUIDA DI IMPRESE AGRICOLE

di Claudio Venditti, consigliere ARGA Calabria

“L’oliveto delle monache” di Nunzio Primavera è stato presentato il 27 settembre a Reggio Calabria. L’evento è stato promosso dalla Coldiretti di Reggio Calabria e da Donne Impresa Coldiretti. L’autore è stato intervistato dalla giornalista Anna Foti.

Nunzio Primavera, per oltre 40 anni redattore nelle principali testate economiche e agroalimentari, è autore di saggi sulla storia della Coldiretti e sulla riforma agraria e biografo del fondatore Paolo Bonomi, a Reggio Calabria ha iniziato la sua formazione giornalistica negli anni ’70 collaborando alla Gazzetta del Sud quando a capo della redazione reggina era Aldo Sgroj e al Corriere di Reggio di Gino Aliquò. Nel suo romanzo d’esordio racconta una storia di emancipazione femminile e più in generale dà voce all’imprenditoria rosa che mostra di avere una marcia in più anche in agricoltura.

Le donne – lascia intendere l’autore – sanno che per far crescere un’attività bisogna mettersi insieme e puntare su chi è davvero competente: le monache del romanzo e le ragazze che collaborano con loro si affidano alla consulenza della Coldiretti per valorizzare l’antico oliveto e farne un’azienda agricola nella quale produrre ottimo olio e prodotti officinali.

Gli effetti della legge di orientamento che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana, la straordinaria ambientazione tra il mare dello Stretto, i monti Peloritani e l’Aspromonte, ma anche la contrapposizione tra la lungimiranza delle imprenditrici e la grettezza della mafia, sono alcuni dei piani di lettura dell’avvincente romanzo firmato da Nunzio Primavera, profondo conoscitore dell’Italia contadina e grande appassionato della Sicilia e della Calabria.