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GIORNALISTI SPECIALIZZATI E LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

In concomitanza con l’annuncio del nuovo Ministero della Transizione Ecologica e del cambio al vertice del Ministero delle Politiche Agroalimentari, Unaga ha riunito on line la Giunta nazionale allargando la partecipazione ai dirigenti delle Arga alcuni dei quali hanno invitato gli associati.

Collegati il Presidente Roberto Zalambani, i vice Presidenti Donato Fioriti e Geppina Landolfo, il Presidente del Cts Mimmo Vita, il tesoriere e responsabile della segreteria e del sito Efrem Tassinato, la responsabile dei rapporti internazionali Lisa Bellocchi, i Presidenti delle Arga di Lazio e Toscana Roberto Ambrogi e Franco Polidori.

Progetti di comunicazione, corrette informazioni sul Recovery Plan e sugli investimenti ambientali e energetici sono stati gli argomenti più trattati.

Riguardo alla formazione e all’aggiornamento dei giornalisti, é stato deciso di rinforzare l’uso di piattaforme digitali utilizzando come relatori non solo colleghi preparati e competenti ma anche protagonisti della società civile e delle imprese in nome dell’economia circolare e delle produzioni italiane di qualità.

La vice presidente di Enaj Lisa Bellocchi ha presentato il convegno internazionale sugli effetti della Brexit sia per il Regno Unito che per l’Europa e i progetti di Ifaj per valorizzare i comunicatori specializzati di tutti i media.

STORIE DI PADULE, QUEL CUORE PULSANTE CHE NESSUNO HA

di Franco Polidori, Presidente ARGA Toscana

I fucecchiesi non si rendono conto del patrimonio unico che possiedono, il Padule di Fucecchio, una volta ricchissimo territorio di caccia, ma anche di fonte di sostentamento di tante famiglie che vi abitavano.

Ora l’obiettivo è cambiato: la natura, l’ambiente sono i nuovi percorsi delle nuove generazioni. Si percorre il Padule in lungo e in largo, col tempo bello e anche con quello incerto. Gli odori e i silenzi si sommano tra loro. Spiace ancora oggi che le plastiche tutt’oggi non siano sparite da questo ambiente. C’è bisogna ancora di cultura, a un deciso no alla inciviltà dell’abbandono di grandi e piccoli rifiuti, perchè questa aerea umida unica in Italia è di tutti. Perchè anche una piccola bottiglia di plastica lasciata da una parte e magari inghiottita dal fango paduloso, può far danno. Se ne sono accorti i numerosi fotografi professionisti e non, che fanno a gara a chi scatta la migliore fotografia dei numerosi uccelli che vi abitano. Secondo un recentissimo studio sono oltre tredicimila gli uccelli censiti e presenti in Padule. Un vero e proprio record.

E i vari Calvani, Remi, Pacini, Pardi, Santini, Sansoni, Amato Nerucci, Toti Volves,  ovvero gli autori di questi scatti rimangono stupefatti da tanta bellezza. Ci sono anche i fotografi non professionali e quelli che lo diventeranno. Non poco per una realtà che ha programmato per gli anni futuri un Fucecchio Turismo tutta da bere.

TRANSIZIONE ECOLOGICA CONVEGNO FORMATIVO – WEBINAR DOMANI 15 FEBBRAIO 2021

UNAGA e Rete Wigwam collaborano alla promozione di questo importante evento formativo promosso dal Festival francescano e aperto anche alla stampa specializzata e agli ambientalisti, molto utile a capire come si dovra’ muovere il nuovo Ministero della Transizione ecologica affidato al professor Roberto Cingolani a cui auguriamo buon lavoro e assicuriamo la nostra collaborazione.

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Siete invitati al webinar “Transizione ecologica: cos’è, come si fa, quanto costa.”

Lunedì 15 febbraio 2021 alle ore 20:30 Gaël Giraud, gesuita, economista e autore di Transizione ecologica si pone in dialogo con Stefano Arduini, direttore di Vita, Cinzia Vecchi, direttore organizzativo del Festival Francescano, fra Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano e direttore di Antoniano Bologna, Massimo Ramundo, redattore di Nigrizia, Lorenzo Fazzini, direttore di EMI Editrice Missionaria Italiana per tracciare una strada di conoscenza per un futuro sostenibile.

L’evento è organizzato da EMI in collaborazione con Festival Francescano, Nigrizia, Vita e Antoniano .

Per iscriverti basta cliccare a questo linkISCRIVITI ORA

Festival Francescano

Tel. +39 334 2609797 | info@festivalfrancescano.it | www.festivalfrancescano.it

SICILIA: IL FLOROVIVAISMO MERITA DI ENTRARE NEL PATRIMONIO UNESCO

Due splendidi paesaggi “mare e monti” del territorio del Gal Tirrenico

La sfida che verrà lanciata il 16 febbraio al Tavolo tecnico del Mipaaf é di avviare un percorso per far riconoscere al florovivaismo la possibilità di far parte della Lista Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

“L’odierno florovivaismo – affermano il Direttore del Gal Tirrenico Roberto Sauerborn e il responsabile amministrativo Franco Machì – affonda le radici in una sapienza centenaria e nel rapporto di profonda sostenibilità tra uomo e ambiente che ne ha consentito il meraviglioso sviluppo”.

Il settore florovivaistico siciliano é il primo polo produttivo italiano per qualità e originalità dei prodotti con 2500 ettari di coltivazioni. Nella sola provincia di Messina si contano più di 700 aziende, 400 delle quali sono localizzate nei comuni del Gal Tirrenico con milioni di piante a dimora e migliaia di occupati.

“Ecco perché il nostro comprensorio tirrenico, culla dei vivai, ha indicato il percorso per il riconoscimento UNESCO partendo dai settori agrumicolo e olivicolo – spiegano Sauerborn e Machì – che vede in prima fila la governance pubblica del Gal Tirrenico Mare Monti e Borghi a partire dai Sindaci dei Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Mazzarrà Sant’Andrea, Rodì Milici e Furnari e dalle aziende di Terme Vigliatore dove sono presenti le maggiori produzioni”.

Unaga e la stampa specializzata della Sicilia sono impegnate nell’affiancare questo percorso a livello di comunicazione con l’auspicio che anche la Programmazione dei Fondi Europei e il Recovery Found lo tengano nel dovuto conto.

AGRESTO, PRODOTTO MEDIEVALE TOSCANO RIPROPOSTO

di Franco Polidori, Presidente ARGA Toscana

L’Agresto è un tipo di aceto balsamico medievale un tempo prodotto in Toscana. Ora grazie all’azienda agricola e agrituristica La Marrucola a San Miniato provincia di Pisa, è di nuovo entrato in produzione a versione limitata.

Uve acerbe collocate al sole su un canneto predisposto al sole pieno, poi in un tono passati alcuni giorni un misto con aceto di vino e varie tipologie di spezie. L’Agresto era in uso in medioevo e sostituiva il tradizionale aceto di vino di un tempo. Una ricerca su libri storici adesso l’ha fatto rinascere grazie a Ezio Cenni che è chiamato anche il Pavarotti di San Miniato, proprietario del La Marrucola che gestisce assieme alla figlia.

FUCECCHIO TURISMO, NUOVO ENTE NATO NELLA CITTA’ DI INDRO MONTANELLI

di Franco Polidori, Presidente ARGA Toscana

Federico Sgherri neo Presidente di Fucecchio Turismo

Federico Sgherri è il primo Presidente di Fucecchio Turismo, il vice è Cristina Cartura, e il segretario è anch’essa donna, Letizia Matteoli.

“Lavoreremo per far conoscere le eccellenze del nostro territorio in Italia e all’estero”. E’ Federico Sgherri il primo Presidente dell’Associazione Fucecchio Turismo, eletto all’unanimità dal consiglio direttivo per la nomina delle cariche dell’Associazione. Oltre al Presidente sono state elette, sempre all’unanimità, Cristina Cartura in qualità di vice presidente e Letizia Matteoli come segretario e tesoriere. A loro si aggiungono gli altri 8 membri del consiglio direttivo che, oltre al Sindaco Alessio Spinelli e all’Assessore al Turismo Daniele Cei, comprende Lorenzo Calucci, Rachele Caponi, Lara Cecconi, Alessandro Manetti, Giulio Wilson e Luciano Zingoni. Dopo l’assemblea che il 27 gennaio scorso ha dato i natali all’Associazione, alla quale hanno aderito 29 soci fondatori tra cui strutture ricettive, tour operator, affittacamere e associazioni, adesso dunque tutto è pronto per iniziare a lavorare al fine di valorizzare il patrimonio culturale e le attrattive turistiche del Comune di Fucecchio.

Cristina Cartura al centro è la vicepresidente di Fucecchio Turismo

“Sono grato ed onorato di poter presiedere l’Associazione – commenta il neo Presidente Federico Sgherri – con la quale ci poniamo l’ambizioso obiettivo di sviluppare e far crescere l’offerta turistica della nostra città, non soltanto per quel che riguarda le strutture ricettive ma anche per tutto ciò che è inerente le attività commerciali, in modo da offrire una gamma di servizi sempre più ampia e qualificata ai nostri turisti. Sul nostro territorio vantiamo delle eccellenze che possono permetterci di fare un salto di qualità nell’offerta turistica, quindi il nostro compito sarà quello di lavorare per far conoscere Fucecchio in Italia e all’estero e, al contempo, far crescere questa Associazione”.

“La nascita dell’Associazione Fucecchio Turismo – prosegue l’Assessore al Turismo Daniele Cei – rappresenta la conclusione di un lungo percorso a fianco delle strutture ricettive e di chi opera nel settore del turismo per riuscire, con l’impegno di tutti gli attori in campo, a far emergere l’identità turistica di Fucecchio e affermare la nostra città come un luogo attrattivo per le proprie bellezze, naturalistiche, storiche e culturali. Un punto di arrivo che è allo stesso tempo il punto di partenza affinchè Fucecchio possa affermarsi come destinazione turistica vera e propria”.

ARGA ABRUZZO, UNAGA E FIGE PREMIANO IL “CORFINIO”, IL LIQUORE PIU’ LUMINOSO E ODOROSO DEL BEL PAESE RIPROPORRA’ IL LEGAME ARTISTICO CON NAPOLI E VIA TOLEDO

da sinistra: Sergio D’Andrea (fotoreporter), Donato Fioriti (vicario Unaga), Fausto Napoli Barattucci (il Corfinio), Santino Strizzi (Chef), Ugo Iezzi (Pres. Fige)

di Ugo Iezzi, Presidente Fige (CSE) e Donato Fioriti, Vicario Nazionale Unaga (FNSI)

A Chieti nel 1848 si inaugura il Caffè Corfinio, nel centro storico dell’attuale corso Marrucino nell’antico Palazzo Lepri, che vende un suo distillato dolce a base di erbe e zafferano, chiamato Corfinio. Qualche anno dopo, nel 1870, aprirà il Caffè Meletti nella piazza principale di Ascoli Piceno, con distilleria di riferimento per il suo distillato a base di anice.

A inizio ‘900, dopo Chieti e Pescara, viene inaugurato il Caffè Corfinio di via Toledo n. 322 che arricchisce ulteriormente il medagliere della famiglia Barattucci. Nel cuore pulsante ed elegante di Napoli viene aperta  una caffetteria, definita “bomboniera” dagli illustri frequentatori soprattutto per gli affreschi realizzati dal pittore Francesco Paolo Michetti, caratterizzandosi con i suoi colori, odori e vivacità nella “città più popolare e gaia del mondo”, definita così dai più grandi scrittori dell’epoca. Stiamo parlando di una via unica al mondo che ospitò i locali più alla moda del tempo. Dagli anni 60 dell’Ottocento Napoli si affollò di punti di incontro raffinati e moderni tra cui il famosissimo e ancora attivo Caffè Gambrinus, e di tantissimi e spettacolari locali della Bella Epoque. A Napoli dal 1700 al 1800 videro la luce più di 100 caffè. Tra i tanti caffè rinomati di via Toledo (riconvertita in via Roma per ragioni risorgimentali), scrivono gli storici su varie pubblicazioni con tema gli “Antichi Caffè di Napoli”, è da menzionare il Caffè Corfinio di Emilia Barattucci ed il marito Michele Rosica, frequentato da Ferdinando Russo, Edoardo Scarfoglio, Salvatore Di Giacomo, Ugo RicciSilvio e Bertrando Spaventa, Benedetto Croce, Gabriele d’Annunzio e tantissimi altri personaggi che si incontravano in un caffè che tanta parte ebbe come buon ritrovo  nella vita notturna dei giornalisti, degli scrittori e degli artisti napoletani. Il caffè, come quello di Chieti, aveva le pareti affrescate da Michetti, come scrive Edoardo Scarfoglio, “Ciccillo (per gli amici) gli ha dipinto a fresco tutto il caffè.”  Un legame della famiglia Barattucci con Napoli che continua ancora con il rifondatore del liquore “più luminoso e più odoroso d’Italia”, Fausto Napoli Barattucci. Un legame artistico che ci fa immaginare anche un legame musicale del Caffè Corfinio di via Toledo con il poeta napoletanissimo Domenico Titomanlio, in arte Tito Manlio, autore di bellissime canzoni napoletane come “Aneme e core” e della celeberrima canzone, con le musiche del maestro Giovanni Danzi, della celeberrima canzone “Voglio vivere così col sole in faccia” del 1941. La maggior parte delle canzoni napoletane di Tito Manlio sono state scritte nei caffè di via Toledo. Ma la canzone che meglio evoca l’ambiente del Caffè Corfinio di Napoli è “Voglio vivere cos’ col sole in faccia”. La canzone che parla di dolcezza da cogliere di fiore in fiore per vivere e goder l’aria del monte, ci rimanda con il colore luminoso de sole magicamente al nostro Corfinio, il primo distillato dolce e non amaro del fiori e piante della Majella. Un liquore luminoso e odoroso, ma anche, per la presenza di alcune erbe officinali della Majella, afrodisiaco, quindi vivace. Ed il connubio artistico tra la “Piccola Napoli”, così scriveva sulla Terza Pagina del quotidiano “Il Tempo” di Roma il teatino Ettore Paratore, e la “Grande Napoli”, sta per esaltarsi di nuovo con una nuova confezione del Corfinio dedicata alla via dei caffè napoletani  di “Via Toledo” e che vedrà la luce il prossimo Natale  nel giorno della apertura della “bomboniera” a Napoli nei primi anni del Novecento. Il nuovo deus ex machina del Corfinio, Fausto, ha ricevuto ieri una pergamena di apprezzamento da Arga Abruzzo, Unaga- FNSI (i giornalisti agro alimentari della Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e FIGE (Federazione Italiana Giornalisti Enogastronomici), unitamente al dono della moneta “Corfinium”, LA MONETA COMMEMORATIVA DELL’UNITA’ D’ITALIA ricevuta in dono “illo tempore” dalla Vice Presidenza della Giunta Regione Abruzzo. UNAGA E FIGE hanno assegnato LA MONETA quale riconoscimento all’attività imprenditoriale ultra secolare della famiglia Barattucci , in particolare nella produzione  del liquore “CORFINIO”. A Corfinio,  venne coniata la prima moneta con il nome Italia. Era il 90 a.C. A questa prima moneta d’Italia si sono ispirate le medaglie realizzate dall’orafo Eugenio Di Rienzo. Da un lato, recano l’immagine di Giulio Cesare, con la scritta Italia, dall’altro due guerrieri che simboleggiano l’alleanza di popoli italici che, costituitisi in lega, scelsero come capitale Corfinio e insorsero contro Roma. Le medaglie sono realizzate in argento 925.  L’eclettico Fausto Napoli Barattucci, nel ringraziare commosso, ha rilanciato con un nuovo impegno progettuale per realizzare una confezione artistica di grande presa. Il nuovo Corfinio si caratterizzerà con uno dei disegni che Michetti realizzò nel caffè di via Toledo, per raccontare la storia meravigliosa del Corfinio napoletano. L’idea di Fausto Napoli Barattucci è quella di omaggiare Napoli e la cultura napoletana che in via Toledo si diede appuntamento ai massimi livelli internazionali. La nuova bottiglia in preparazione, che riproporrà il mix favoloso di erbe e alcool, frutto di  antiche e sapienti conoscenze dell’alchimia, si fregerà della collaborazione della FIGE (Federazione Italiana Giornalisti Enogastronomici), di Arga Abruzzo (Unaga -FNSI) e di Unaga (FNSI) in quanto vuole essere anche un ringraziamento, non solo al territorio teatino, ma soprattutto ai tantissimi appassionati gourmet del Bel Paese, che con il liquore odoroso e luminoso “col sole in faccia”, hanno, sia ieri che oggi, riscaldato il loro spirito conviviale, ed apprezzato il rimando storico del Corfinio di far rivivere una determinata epopea classica, che fin dall’inizio i Barattucci, col nome della prima capitale di un territorio chiamato Italia (Corfinium e la Lega Italica), fecero.

Come giornalisti di FIGE, Arga Abruzzo e Unaga esprimiamo al geniale Fausto apprezzamento e  riconoscimento per quanto fa per la città di Chieti e, più  in generale, per quanto fa per l’Abruzzo e Molise (per noi sempre uniti) nella sua attività di imprenditore e inventore, come il suo  creativo trisavolo, valorizzandone la tradizione e la storia millenaria,  anche per la apertura del museo del Corfinio dedicato alla storia dei Barattucci, in via Amendola nello storico villino Barattucci. Un museo da visitare con tutti i cinque sensi, senza tralasciare il sesto, quello identitario e che nei prossimi giorni sarà trasmesso televisivamente con Misericordia Tv, bouquet TV6, su canale 636 (Abruzzo) e 604 (Molise) nel cosro della trasmissione “AlterNewsPress- quando il sociale fa notizia”. Dolce ci muove un sentimento… il Corfinio a noi gente della Majella!   

PASSIONE PER IL GIORNALISMO, LA NATURA, I GIOVANI – PREMIO LANDOLFO E TARGA NECCO

 

Passione. Per il giornalismo, per la natura, per i giovani. L’essenza di una vita racchiusa in una parola. Quella più utilizzata per tracciare il profilo umano e professionale di Francesco Landolfo, vicedirettore del Roma di Napoli e segretario dell’Ordine dei giornalisti scomparso 14 anni fa, nel cui nome è stata celebrata la nona edizione del premio di giornalismo a lui intitolato.

Una cerimonia a porte chiuse, aperta solo ai premiati e ai componenti della giuria, nel rispetto delle vigenti normative anticovid.

Nella splendida sala dell’Istituto di cultura meridionale di Napoli, debitamente distanziati, sono intervenuti il direttore del Roma, Antonio Sasso che ha portato il saluto dell’avvocato Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto; il presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli, il segretario del Sindacato Unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri; Gerardo Ausiello, consigliere nazionale Fnsi e Antonella Monaco, consigliera nazionale Unarga. I saluti finali affidati a Geppina Landolfo, figlia di Francesco e presidente di Arga Campania, che ha dato appuntamento alla prossima edizione, quella del decennale, nella speranza che la cerimonia possa essere aperta al pubblico. 

Poi spazio ai premiati, per tracciare uno spaccato sulla professione e le sfide che l’attendono. Per la carta stampata il riconoscimento è andato ex aequo a Stefano Renna per Castel Volturno, gli invisibili al tempo del virus (la Repubblica) e a Dario Sautto per Il pm ferma i lavori nella Valle dei Mulini: «Paesaggio a rischio» (Il Mattino). Per la radio-televisione a Davide Uccella per “Scampia tra Vele e integrazione (Vg21, Canale21). Per il web (ex aequo) a Rosario Balestrieri per Potature pericolose: a rischio la salute degli alberi e la nostra incolumità (NapoliToday) e a Giuseppe Delle Cave per L’ultimo samurai delle vigne flegree (Roma online). 

Nell’ambito del premio viene assegnata ogni anno una targa nel ricordo del giornalista Gianpaolo Necco, consigliere nazionale Fnsi e Unarga, che quest’anno è andata a Raffaele Perrotta per “Pattumiera Vesuvio, vergogna senza fine” (Il Mattino).

 

IL GIARDINO DELLE ARANCE DIVENTA DIGITALE

Il Giardino delle Arance è la campagna educativa nazionale realizzata da Oranfrizer – leader in Italia per la produzione e distribuzione di agrumi e parte integrante del gruppo internazionale Unifrutti – nasce e cresce dal 2014 grazie alla collaborazione con Librì Progetti Educativi e con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione nella comunicazione di Unaga. 

La campagna educativa porta sui banchi di scuola di tutta Italia un frutto della Dieta Mediterranea, tra i più buoni e famosi del nostro Paese: l’arancia rossa coltivata alle pendici del vulcano Etna, in Sicilia. Il progetto, che ha già coinvolto oltre 150.000 studenti della scuola primaria e le loro famiglie, parla alle classi di agrumi vivaci e buoni, di stili di vita sani ed equilibrati, di agricoltura e rispetto per l’ambiente, di tradizioni culinarie e territorialità, di valorizzazione delle risorse naturali e umane. Con la sua quinta edizione, per la prima volta, nel 2021 Il Giardino delle Arance diventa totalmente digitale per raggiungere tutti i bambini e portare a scuola – anche attraverso la DAD – nuove attività, informazioni, curiosità come ha spiegato l’amministratore Delegato di Oranfrizer Nello Alba.

Il viaggio interattivo nel Giardino delle Arance è accessibile gratuitamente per tutti, introduce in un paesaggio vulcanico dove sarà possibile esplorare da vicino gli agrumeti di Sicilia. Da smartphone, tablet o LIM, sarà possibile navigare in nove diverse sezioni create per giocare e svelare le caratteristiche di tante varietà di arance, limoni e mandarini.

Nell’area speciale riservata alle scuole tutte le insegnanti delle classi III, IV e V della scuola primaria potranno registrarsi e scaricare delle unità didattiche aggiuntive che saranno disponibili nelle prossime settimane, e inoltre potranno partecipare al laboratorio Il Trasformarancia per candidare gli elaborati degli alunni ad un concorso a premi.

Scopri di più www.ilgiardinodellearance.oranfrizer.it

IN SARDEGNA LA PRODUZIONE DEI CARCIOFI SOTT’ACQUA

di Maurizio Orrù, segretario ARGA Sardegna

In Sardegna due mesi di piogge stanno mettendo in grossa crisi l’intero comparto agricolo ed in particolare le colture del carciofo. Questa situazione comporta delle perdite economiche che variano dal 40% al 70%.

Il carciofo è un prodotto fortemente legato al territorio isolano vocato a questo tipo di produzione. Le coltivazioni di carciofo, di tipo spinoso sardo, rappresentano il 42% circa della superfice totale investita in questo tipo di ortaggio. Questo repentino maltempo provoca, soprattutto in agricoltura, danni economici che indeboliscono ulteriormente la fragile economia della Sardegna. Secondo una circostanziata indagine della Coldiretti, le perdite economiche per il settore vanno dal 40% al 70% e comprendono i circa 12 mila ettari coltivati a carciofo in Sardegna, che vanno dalla Bassa valle del Coghinas al Sulcis, passando per il Medio Campidano. “Nel Sulcis le perdite sono intorno tra il 40% e il 50% – afferma Tobia Desogus agricoltore- i campi sono perennemente allagati”. A tale riguardo la Coldiretti regionale ha preso posizione attraverso il Presidente Battista Cualbu “Purtroppo i cambiamenti climatici stanno condizionando l’agricoltura e vanno a sommarsi a quelle straordinarie dovute al Covid. Adesso sono le troppe piogge, ma qualche mese fa era il problema inverso. Ribadiamo la necessità di interventi straordinari per adattare l’agricoltura al nuovo clima”. “In questa situazione di emergenza -afferma Luca Saba direttore Coldiretti Sardegna- le aziende agricole continuano a subire una burocrazia lenta e nemica delle imprese. In questi giorni gli agricoltori già in difficoltà, per i danni ai cambiamenti climatici e al Covid, devono rinnovare le assicurazioni per i loro campi, ma non hanno ancora ricevuto il rimborso previsto per fine anno di Agea. Questo in molti casi gli costringerà a rinunciare alle assicurazioni e pagarne salatamente le conseguenze”. La situazione è critica. Si fa portavoce di questa situazione l’agricoltore Giuseppe Onnis “Stiamo tagliando un terzo dei carciofi rispetto a dieci giorni fa. Prima entravamo nei campi ogni 3/4 giorni, adesso ogni 10/15”.

Anche la CIA del Nord Sardegna ha preso una posizione politica e sindacale chiedendo urgentemente agli organi istituzionali preposti tutte le procedure amministrative al fine di accertare i danni economici, per un giusto ristoro alla martoriata categoria degli agricoltori sardi.