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ASSEMBLEA ENAJ A CAVALLINO TREPORTI DA OGGI FINO A DOMENICA 2 OTTOBRE 2022

Lio Piccolo

Da oggi a domenica 2 ottobre 2022 Cavallino Treporti sarà la capitale del giornalismo agricolo specializzato europeo. La località lagunare ospita infatti l’assemblea generale annuale di ENAJ, lo European Network of Agricultural Journalists, che riunisce le associazioni nazionali specializzate dei Paesi dell’Unione Europea e di quelli (come Norvegia e Svizzera) aderenti ad EFTA, la European Free Trade Association.  Da un anno, alla guida di ENAJ c’è la giornalista italiana Lisa Bellocchi.

ENAJ con le sue attività raggiunge un bacino di oltre 3.000 giornalisti agricoli in molteplici Paesi. Lo scopo è agevolare i colleghi nelle relazioni con i politici ed i responsabili europei, scambiarsi esperienze, fare relazioni e conoscere di persona le esperienze di eccellenza dell’agricoltura europea. Quest’ultimo risultato viene perseguito progettando “low budget press tour”, cioè viaggi di formazione a costi ridotti. Anche a Cavallino Treporti i 40 giornalisti europei avranno modo di incontrare direttamente gli agricoltori e i loro prodotti e di approfondire cosa significa “farming in the lagoon”, cioè coltivare negli spiazzi di terra tra l’acqua salata.

Lisa Bellocchi, Presidente di ENAJ

L’opportunità di ospitare l’assemblea generale 2022 di ENAJ si è resa possibile grazie alla collaborazione tra l’associazione italiana UNAGA (Unione nazionale Giornalisti Agricoli) ed il Comune di Cavallino Treporti, che ha colto quanto sia importante fare conoscere in tutta Europa le caratteristiche positive del territorio. Volentieri hanno aderito al progetto anche numerose strutture dell’area, a cominciare dal Parco turistico e dagli operatori del turismo e dell’agricoltura. Il programma ufficiale inizierà venerdì all’interno della restaurata Batteria Pisani, con una conferenza del Prof. Eriberto Eulisse, direttore del Network globale dei Musei dell’acqua dell’Unesco. Nella giornata di sabato i giornalisti incontreranno alcuni agricoltori del territorio e con il trenino effettueranno un inedito viaggio guidato tra le barene, fino a Lio Piccolo. L’assemblea si svolgerà nella sala Civica di Ca’ Savio. La domenica, grazie all’impegno del Comune di Venezia e del Gruppo AVM, gli ospiti europei faranno una conoscenza più stretta con le isole della laguna: i vigneti di Mazzorbo e i carciofi di Sant’Erasmo; qui i giornalisti faranno anche la golosa esperienza della festa del Mosto.

“I colleghi di ENAJ – spiega la presidente Bellocchi – sono sempre molto curiosi di esperienze sul campo, di cui poi riferiscono nei loro media specializzati. Ed è sempre un piacere scoprire con quanto interesse, ma anche con quanto calore umano si rapportano con gli agricoltori ospiti”. 

 

 

PER LA PRIMA VOLTA LE GRANDI RAZZE ITALIANE PROTAGONISTEAL SOMMET D’ÉLEVAGE DI CLERMONT-FERRAND DAL 4 AL 7 OTTOBRE 2022

 

Esemplari di bovini di razza chianina

di Anna Mossini, giornalista ARGA Emilia Romagna

Al Sommet de l’Élevage che si terrà a Clermont Ferrand (Francia) dal 4 al 7 ottobre 2022, sarà possibile ammirare alcuni splendidi esemplari di bovini da carne di alcune delle razze rappresentate da ANABIC – Chianina, Marchigiana e Romagnola – che per la prima volta partecipa a una delle più importanti rassegne internazionali dedicate all’allevamento dei bovini da carne.

“Questa grande occasione a cui parteciperemo per la prima volta da protagonisti – dichiara il direttore di ANABIC (Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani Carne), Stefano Pignani – rappresenta per noi una straordinaria opportunità per far conoscere a un pubblico di esperti internazionali le eccellenze italiane del nostro settore, rispetto al quale stiamo portando avanti importanti progetti scientifici e iniziative di valorizzazione su cui puntiamo con decisione”. Sono poco più di 5.000 gli allevamenti associati ad ANABIC, distribuiti in 18 regioni che da nord a sud dell’Italia allevano complessivamente 160.000 capi: nel 70% dei casi in modo estensivo, quindi totalmente al pascolo.

“È questa una delle più importanti caratteristiche delle razze che rappresentiamo – continua Pignani – che nel caso della Podolica e della Maremmana arrivano anche alla più alta percentuale del 90% di animali allevati al pascolo. Per tutti il rapporto con la natura è simbiotico e l’integrazione con l’ambiente, di cui sono un importante presidio, è totale”.

Esemplari di razza romagnola

Sostenibilità, tutela del territorio, difesa di un patrimonio culturale che ha radici molto profonde sono valori che ANABIC intende trasmettere a un consumatore sempre più attento alla qualità del cibo che porta sulla sua tavola e interessato a conoscerne la provenienza. “Vogliamo rispondere adeguatamente a queste esigenze – sottolinea ancora il direttore ANABIC – puntando su una comunicazione capillare attraverso la quale, ad esempio, far sapere quello che stiamo facendo per ridurre l’impatto ambientale derivante dalle emissioni degli animali. Grazie al progetto I-Beef, finanziato dal ministero delle Politiche agricole, avvalendoci di strumentazioni innovative e di uno staff di alto livello il nostro Centro Genetico di Perugia misura infatti le emissioni di metano di tutti i torelli delle varie razze presenti nel Centro e ne analizza al contempo il paventa – conclude Stefano Pignani – la nostra storia, le caratteristiche delle razze che rappresentiamo e le produzioni che ne derivano, insieme al lavoro che ANABIC sta portando avanti, parlano per noi” microbioma ruminale, cioè l’insieme dei microrganismi esistenti nel rumine e responsabili della produzione di metano durante la ruminazione, per cercare di individuare quegli animali che presentano i valori più bassi di emissioni studiandone il profilo genetico. È un percorso iniziato da poco ma molto all’avanguardia che, siamo certi, porterà a interessanti risultati. Non solo. Spesso il consumo di carne rossa viene a torto demonizzato sulla base di convinzioni puramente ideologiche. Non tutti però sanno che le carni di razza Chianina, Marchigiana, Maremmana, Podolica e Romagnola hanno dimostrato scientificamente di avere un basso livello di colesterolo, sono ricche di grassi insaturi e povere di grassi saturi, quindi ottime per una dieta che alla salubrità unisce un altro fondamentale elemento: la valorizzazione del territorio e del patrimonio in esso racchiuso.  immenso patrimonio sarebbe a rischio. Anche sul piano della trasparenza e della tracciabilità delle produzioni ANABIC è all’avanguardia; infatti è l’unica associazione in Italia ad aver depositato il Dna di tutti gli animali allevati.

Nella nostra Banca del DNA sono infatti conservati ben 600.000 campioni che rappresentano un autentico baluardo per eventuali verifiche sulla qualità della carne, oltre a costituire un importante ostacolo alle potenziali frodi.

BONUS 200 EURO PER I GIORNALISTI, DOMANDE AL VIA. ECCO COME FARE LA RICHIESTA ALL’INPGI

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato 24 settembre 2022 il decreto ministeriale contenete i criteri e le modalità per la concessione, da parte degli Enti di previdenza privatizzati, dell’indennità una tantum di 200 euro prevista dal decreto “Aiuti” quale misura di sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori autonomi e dei professionisti a seguito della crisi energetica e al rincaro dei prezzi. Come ricorda il blog InpgiNotizie.it, possono beneficiare dell’indennità i giornalisti liberi professionisti o titolari di una collaborazione coordinata e continuativa iscritti all’Inpgi che, nel periodo d’imposta 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro e a condizione che alla data del 18 maggio scorso:

– fossero già iscritti all’Ente, con partita Iva attiva e attività lavorativa già avviata entro la medesima data;
– abbiano effettuato almeno un versamento, totale o parziale, della contribuzione dovuta con competenza a decorrere dall’anno 2020. (Questo requisito non si applica a tutti coloro per i quali alla data del 18 maggio non fossero previste scadenze ordinarie di pagamento da effettuare. Possono quindi fare domanda anche coloro che si sono iscritti nel periodo 1° gennaio – 17 maggio 2022).

Per quanto riguarda il requisito reddituale dei 35mila euro, questo è calcolato al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali ed escludendo dal computo i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate assoggettate a tassazione separata. Inoltre, sulla base di quanto disposto dall’articolo 20 del decreto legge n. 144 del 23 settembre 2022 (“Aiuti-ter”) se nel periodo d’imposta 2021 il reddito complessivo percepito – determinato sempre sulla base dei predetti criteri – sia stato non superiore a 20.000 euro annui, è prevista una maggiorazione dell’importo del bonus di ulteriori 150 euro. A tal fine, nella domanda da presentare all’Istituto dovrà essere evidenziata questa specifica condizione reddituale. Per ottenere il bonus è necessario presentare apposita domanda all’Inpgi sul modulo predisposto, a decorrere dalle ore 12 di lunedì 26 settembre ed entro le ore 20 del 30 novembre 2022, esclusivamente in modalità telematica accedendo all’interno della propria area riservata (https://areaiscritti.inpgi.it) e seguendo le istruzioni riportate nella pagina web. A tal fine è opportuno verificare la corrente validità dei codici di accesso alla propria area riservata. Qualora siano scaduti o se ne sia sprovvisti, è necessario attivare il prima possibile la procedura per il recupero (reperibile qui). Gli uffici dell’Inpgi, dopo aver verificato la regolarità dei previsti requisiti, provvederanno ad erogare la somma in favore di coloro che ne avranno fatto richiesta. L’erogazione avverrà sulla base dell’ordine cronologico della presentazione delle domande.

ATTENZIONE
Nel caso in cui il soggetto interessato sia iscritto contemporaneamente all’Inps e all’Inpgi, l’istanza per ottenere il bonus dovrà essere presentata esclusivamente all’Inps.

DOPO LA DRAMMATICA ALLUVIONE NELLE MARCHE CON MORTI E DEVASTAZIONI, DOBBIAMO RIFLETTERE TUTTI: AUTORITÀ, ESPERTI E COMUNICATORI

Sassoferrato (AN) – Foto Serena Moretti

di Luana Spernanzoni, Presidente ARGA Marche, segreteria Cts UNAGA

La voce ancora trema. Chiediamo ad alcuni cittadini di Senigallia, Sassoferrato, Ostra come stanno e come sta andando. Sono trascorsi 12 giorni dalla drammatica alluvione che ha colpito le Marche nella serata del 15 settembre, una nottata di inferno mai annunciato. Il tempo del dolore sembra sospeso e infinito.

C’è ancora oggi incredulità. Quanto accaduto é qualcosa di inimmaginabile e terribile, un numero inaccettabile di vittime. Troppi sono morti, troppe vite giovani spezzate dall’acqua e dal fango. Come immaginare così tanta violenza e pioggia dopo l’estate più torrida e siccitosa. Gli esperti provano a raccontare un fenomeno che non si era mai visto prima, una terminologia sconosciuta, nubifragi dovuti a temporali autorigeneranti. Difficile capire di che si tratta se non prendendo atto del mutamento climatico nel quale siamo intrappolati. Sono caduti 400 millimetri di pioggia in pochissimo tempo. Ogni abitante del territorio  colpito è sconvolto e non si dà pace. La paura è negli occhi degli anziani che mai non hanno visto nulla di simile, l’angoscia è negli sguardi dei più giovani che continuano senza tregua a spalare e ripulire tutto quello che il fango si è preso spegnendo la luce del futuro. Il comprensorio è ancora più vasto di quanto i media mainstream riportano. Anche dove fortunatamente non ci sono state vittime, la distruzione non è quantificabile e riguarda campagne e città, non solo della provincia di Ancona e Pesaro Urbino, ma anche di Macerata. La cronaca è concentrata emotivamente nella drammatica ricerca dei dispersi e nelle indagini avviate dalla Magistratura per individuare illeciti e eventuali responsabilità. La distruzione e la melma sembrano non avere né fine né confini. Aziende agricole, imprese, attività commerciali hanno avuto ingentissimi danni. La rete viaria è distrutta o danneggiata da Nord a Sud delle Marche. A Sassoferrato (AN), uno dei Borghi più belli d’Italia, in primis. Non viene quasi mai nominato questo delizioso paese di 7mila abitanti, noto per la storia e per la maestria nel dipingere volti di Madonne del concittadino  barocco Giovan Battista Salvi, detto appunto “Il Sassoferrato”. A una settimana dal disastro sia il centro storico che l’intero territorio comunale è in ginocchio. Diverse frazioni sono ancora isolate. La rete stradale ed elettrica è stata spazzata via dal fango e dalla piena del fiume Sentino e dei suoi affluenti. Almeno 26 dipendenti hanno perso il posto di lavoro perché l’azienda dove lavoravano semplicemente non esiste più. Le altre? Tutte coperte di melma, una melma infinita contrastata attivamente fin dalle prime ore dell’emergenza da una straordinaria sinergia solidale ed efficiente tra l’amministrazione comunale e i suoi cittadini.  Negli altri centri, grazie al tam tam dei social, gli aiuti sono scattati tra cittadini che hanno aiutato chi aveva più bisogno di altri o era solo.

SGOMENTO

I marchigiani tenaci, resilienti e discreti, hanno superato più volte disgrazie e calamità ma questa volta è diverso. Non era mai successo niente di così distruttivo, acqua e fango. Non conoscevano questi nemici, non erano mai stati mai tanto dannosi e mortiferi. Forse è questa realtà nuova e incredibile che rende tutto ancor più difficile. Se una cittadina come Senigallia ha più volte avuto alluvioni, prima di questa ultima nel 2014 il fiume Misa era straripato allagando sottopassi, campi e garage, quattro le vittime. Le Marche conoscono il terremoto, la distruzione delle case, polvere, macerie. Ma non il fango che travolge tutto, né lo scatenarsi violento dei fiumi che fino al giorno precedente erano asciutti. Per affrontare gli eventi sismici in regione da tempo si informa la popolazione, nelle scuole si svolgono annualmente le esercitazioni per imparare a convivere in territorio sismico. Ma per affrontare la piena impetuosa del fiume, un nubifragio, la melma che copre e sommerge tutto non sono preparati.  Lo spavento è nella voce, nel gruppo in gola.  Non solo. Negli sguardi c’è la paura del futuro, le lacrime trattenute a stento mal celano disperazione e l’angoscia per non avere più nulla. E’ davvero perso tutto. Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, conosce bene i territori interni delle Marche. Dopo il terremoto del 2016 che ha visto la ricostruzione ferma al palo (è ripartita solo recentemente grazie alle scelte e ai nuovi provvedimenti del Commissario Lignini), lo sa bene, “se non si interviene nell’immediatezza con ristori economici, aiuti importanti, sospensione delle tasse, ripristino delle infrastrutture…i territori muoiono”. Per sempre. Ecco, è questa la priorità, la vera emergenza, quello che invocano i sindaci alle istituzioni. Ripristinare la rete viaria, e sostenere economicamente, imprese, artigiani, dipendenti che non hanno più nulla. Devono essere messi in condizioni economiche di ricominciare e risollevarsi. Non si può aspettare.

COSA SI POTEVA FARE E NON SI E’ FATTO. La gestione del fiume e la difesa del territorio

Sassoferrato (AN) – Foto Luana Spernanzoni

 

Ormai è certo, il cambiamento climatico determina fenomeni estremi, come l’alluvione delle Marche. Troppa pioggia su terreni arsi caduta in poche ore. Ma è anche vero che incuria e dissesto idrogeologico abitano stabilmente nel nostro Paese. Ad ogni pioggia consistente, si verificano danni ingentissimi causati da smottamenti, alluvioni, frane. Si dimenticano sempre troppo presto le conseguenze derivanti dalla mancata gestione e manutenzione dei fiumi, del territorio, del paesaggio. La bellezza va tutelata. Costantemente. Le amministrazioni hanno messo da parte la gestione urbanistica indispensabile a mantenere in equilibrio il territorio antropizzato. “Se nonostante le piogge consistenti, i due più importanti fiumi della provincia di Macerata, Potenza e Chienti non hanno creato grandi problematiche a seguito delle ingenti piogge, è perché rispettivamente per 54 e 65 chilometri di lunghezza dalla sorgente in poi, sono stati oggetto di lavori di pulizia e sono stati tagliati gli alberi lungo gli argini”, ci racconta l’Ing. Marzialetti dirigente del Genio Civile Marche Sud. “E’ questo il prototipo della difesa del suolo da applicare costantemente. E’ necessario – spiega l’ingegnere – levare gli alberi dall’alveo che creano problemi ai ponti e determinando esondazioni.“ Le polemiche trovano humus fertile in campagna elettorale, purtroppo il disastro coglie le Marche mentre non c’è un governo in carica. Per gli interventi di somma urgenza dell’intero territorio sono stati stanziati 5 milioni di euro. “Troppo pochi” dicono i Sindaci, “non bastano per risollevare il settore agricolo né le imprese” piangono artigiani, commercianti, imprenditori ed i sindaci”. Nei giorni successivi la Regione Marche attiverà un fondo straordinario di 4,2 milioni di sostegno alla liquidità delle imprese colpite.

I CAMPI ALLAGATI

“La Coldiretti sta aiutando le aziende colpite e chiede alle istituzioni di agire in fretta in questa drammatica situazione di emergenza” afferma Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche, sottolinea che “servono fondi e una normativa in deroga per semplificare un carico burocratico che, come è oggi, porterebbe alla paralisi totale e quindi all’abbandono del territorio”. Dunque non si tratta di propaganda, anche per il settore agricolo, ritorna la preoccupazione espressa da Curcio. Le aree interne rischiano lo spopolamento definitivo.

LE MAGLIE DELLA RETE SOLIDALE, GENEROSA ED EFFICACE

Ci piace raccontare un altro aspetto del disastro che non emerge dalle cronache ed è tutt’altro che è scontato. E’ davvero forte e viva la generosità delle nuove generazioni. I giovani marchigiani delle zone colpite, non stanno dormendo quando il resto del mondo è sveglio, come scrive nel libro “Gli sdraiati” Michele Serra. Crolla nelle Marche colpite la retorica che negativamente condanna e definisce ragazzi e ragazze in età scolare. Invece grazie ai loro freschi muscoli, alla loro determinazione, il fango viene lavato via, restituendo vita a garage e case sommerse, oggetti, biciclette. A Senigallia come negli altri centri, gran parte degli adulti è necessariamente dovuta tornare alle occupazioni che sono fuori città e non sono finite nell’acqua. Ad aiutare vicini, amici e imprese sono andati loro, ragazzi e ragazze. Il parroco della parrocchia di Santa Maria della Neve (parrocchia del Portone) è attivo promotore degli aiuti e coordina i ragazzi. A partire da lunedì 19 settembre 2022, organizza le squadre dei giovani volontari che aiutando a spalare fango si sentono degni sostituiti dei genitori che necessariamente hanno ripreso il lavoro fuori città. Giornate impegnative certo, cominciano di prima mattina e terminano dopo cena. Il pasto collettivo scioglie la tensione e porta chiacchere gioiose. Tornano a casa sfiniti e sorridenti per dormine nei loro letti e ripartire con rinnovata energia il giorno successivo. La rete solidale è scattata anche nei confronti degli animali domestici scampati al nubifragio ma rimasti senza casa, sfollati. Molti amici a quattro zampe hanno avuto bisogno di cure e assistenza. Il canile di Senigallia è finito sott’acqua, i cani sono stai accolti dal canile di Fano. In molte situazioni, cura e affetto per gli animali ha salvato tante bestiole. Sono molte le attività svolte attivamente da volontari di tutte le generazioni. Talvolta indossano una divisa, molto spesso non sono numericamente sufficienti. In questa situazione sono proprio le nuove generazioni che volontariamente aiutano riscattando ogni brutto pregiudizio. La comunicazione li chiamerà angeli del fango? Non ci piace etichettare comportamenti generosi e complessi. Certo i giovani hanno volontà, non sono gli sdraiati. Qualche educatore investe su di loro. Con gioia, guardando al futuro. 

UNAGA COLLABORA ALLA PROMOZIONE DELLA GIORNATA EUROPEA DEL BIOLOGICO DEL 23 SETTEMBRE 2022

Istituita per celebrare il settore e valutare i progressi della transizione agroecologica, la Giornata europea del biologico rappresenta l’occasione per valutare l’andamento della produzione, l’evoluzione della domanda dei consumatori e per continuare a sensibilizzare su un modello agricolo che tutela la salute dell’uomo e dell’ambiente, oltre a contribuire a mitigare i cambiamenti climatici.

Il Comune di Bologna e le organizzazioni del bio festeggiano la prima Giornata europea dedicata al biologico, istituita dalla Commissione europea, presentando nuovi progetti e iniziative per favorire lo sviluppo del settore. Sarà anticipata la Festa del BIO, che farà tappa a Bologna in ottobre, e presentati nuovi dati di Nomisma sull’andamento dei consumi bio.

 

INVITO AL CONVEGNO DI SABATO 17 SETTEMBRE 2022 (ORE 11:00) ISOLA DELLA SCALA (VR)

In occasione della 54^ edizione della Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr), in programma dal 14 settembre al 2 ottobre 2022, Veneto Agricoltura organizza – sabato 17 settembre alle ore 11:00 – il convegno “L’agricoltura per l’acqua, l’acqua per l’agricoltura”.

Nell’occasione saranno presentati i risultati di una serie di progetti realizzati da Veneto Agricoltura nel territorio regionale che possono essere di ispirazione per orientare le scelte finalizzate a rendere l’agricoltura veneta più resiliente di fronte agli effetti provocati dai cambiamenti climatici.

Veneto Agricoltura da anni sta affrontando il tema dell’uso sostenibile della risorsa idrica in agricoltura, in stretta collaborazione con la Regione e i Consorzi di Bonifica del Veneto.

Per reagire alla sempre più evidente carenza di acqua le linee di intervento sono sostanzialmente due: accumulare l’acqua quando è abbondante e risparmiare l’acqua il più possibile. Ti aspettiamo!!!

 

ARGA FRIULI VENEZIA GIULIA: A FLAVIO DI PIETRO IL PREMIO CARATI D’AUTORE ALLA CARRIERA 2022

A Flavio Di Pietro il premio Carati d’autore alla Carriera 2022 a San Michele al T. (Ve)

Riconoscimento ideato dalla Stampa agricola e agroalimentare, da Assoenologi con Unione cuochi

La consegna alla presentazione a Casa Giocona della Carta del Gusto 2021 della Riviera friulana

Hanno scelto questa volta il Veneto Orientale, nel quale si trovano attività di pregio che fanno riferimento alla Riviera friulana, le associazioni professionali dei settori dell’informazione, dell’enologia e della formazione e promozione dell’alta cucina, per consegnare a uno dei premiati l’ambito riconoscimento Carati d’autore, ideato da ARGA FVG e da Assoenologi FVG, ora con il concorso dell’Unione cuochi, e destinato a personaggi impegnati a far conoscere, promuovere e valorizzare il territorio rivierasco. Il premio Carati d’autore 2022 alla Carriera è andato a Flavio Di Pietro, giornalista, dapprima fotografo, da decenni anche direttore ed editore, che nel corso dello svolgimento della professione giornalistica, che svolge tutt’ora, ha posto particolare attenzione a mettere in luce peculiarità, ricchezze, attrattive della Riviera friulana. Gli è stato consegnato a San Michele al Tagliamento (Ve) nell’agriturismo Casa Gioconda della famiglia Toniatti Giacometti, dall’assessore al Turismo di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, dal Presidente dell’Associazione culturale La Riviera Friulana, dal direttivo di ARGA FVG, dai responsabili del Club per l’UNESCO di Udine, Renata Capria D’Aronco, e della sezione friulana di Italia Nostra, Gabriele Cragnolini, presenti operatori, esponenti del volontariato culturale del territorio, artisti, curiosi del territorio. Attento conoscitore dell’area e della città nella quale ha svolto e svolge la maggior parte del suo lavoro giornalistico e di editore, che è Udine, Flavio Di Pietro ha seguito, affrontato, descritto con esperienza le attività, gli eventi, le occasioni e che hanno animato il territorio, con particolare riguardo al mondo dello sport, per il quale ha sempre nutrito una grande passione, ma anche a quelli del turismo e dello spettacolo. Amico di giornalisti fondanti dell’informazione come Vittorino Meloni e Sergio Gervasutti, dal cassetto dei ricordi ama estrarre il servizio che fu inviato a realizzare in Cile, per seguire il friulano Barazzutti alla Coppa Davis: per una serie di coincidenze si ritrovò seduto accanto al Generale Pinochet. L’evento si è svolto ai bordi della piscina di Casa Gioconda, che si trova in località Bevazzana, a poca distanza dalla sponda destra del fiume Tagliamento, in prossimità delle ciclabili che uniscono i percorsi turistici del Veneto orientale con quelli, alcuni realizzati di recente, della Riviera friulana e del Medio Friuli connessi anche con la Ciclovia Alpe Adria verso l’Austria. Si è svolto alla presentazione della Carta del Gusto della Riviera friulana 2021, questa volta formato magazine, che raccoglie le esperienze maturate nella ripartenza dalla pandemia dalle realtà rivierasche di pregio. In questa edizione, la quinta sotto forma di pubblicazione, il Presidente Morandini svela situazioni e motivi che lo hanno spinto a ideare la nuova denominazione territoriale per l’area rivierasca dell’Alto Adriatico e il suo retroterra tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, ma anche a pubblicare il libro La Riviera friulana creando poi, su sollecitazione degli operatori e degli amministratori dell’area, a promuovere la costituzione dell’Associazione culturale La Riviera friulana che presiede. La Carta del gusto 2021, è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

La Carta del Gusto 2021 si apre con il saluto e una riflessione sulla valorizzazione della realtà rivierasca dell’Assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, e presenta anche il ruolo, le attività, le azioni e iniziative dei sodalizi culturali che sostengono il progetto rivierasco fin dalla sua fase germinale, ovvero il Club per l’UNESCO di Udine, la sezione di Udine di Italia Nostra, il Comitato per Romeo e Giulietta friulani, il Foto Cine Club Lignano. È con quest’ultimo sodalizio, presieduto da Gianfranco Cervesato, che l’Associazione La Riviera friulana ha condiviso parte del materiale fotografico utilizzato per la Carta del Gusto, così come altre iniziative che hanno avuto riscontro efficace tra i media e il pubblico. Carati d’Autore e la presentazione della Carta del Gusto 2021 sono stati preceduti da una sfilata dell’atelier Axia Mode di Martignacco (Ud), di Anna Lombardo. Mentre a conclusione della giornata sono stati degustati i vini delle Aziende agricole Toniatti Giacometti, Prosecco, Chardonnay, Rosè, Cabernet Franc.

WITTFRIDA MITTERER DIRIGE LA PRESTIGIOSA RIVISTA DI BIOARCHITETTURA. I REPORTAGE DELL’ULTIMO NUMERO

La zona del porto di Beirut dopo la tremenda esplosione del 2020

di Roberto Zalambani, Presidente UNAGA

Una bella, grande rivista (anche nel formato) che aiuta a riflettere sulla sostenibilità attraverso esempi virtuosi in giro per il mondo.

E’ giunto in questi giorni agli abbonati e negli scaffali di 64 librerie di varie regioni italiane il numero 134. Si tratta del magazine “Bioarchitettura”, ed è edito dall’omonima Fondazione, con un sottotitolo che ne rivela la missione, abitare la terra. La dirige la collega giornalista, associata ARGAV e UNAGA, Wittfrida Mitterer che, dalla redazione di Bolzano, spazia alla ricerca di progetti innovativi, proposti e soprattutto realizzati, come piccolo segno di speranza affinchè l’uomo si decida finalmente a fare pace con se stesso e con la natura.

La rinascita del centro di Beirut con l’area archeologica romana

L’articolo scelto come editoriale è di Lamberto Iezzi e riprende una relazione tenuta dal Presidente di “Prometeo in Venezia – Centro di ricerca e innovazione” al convegno internazionale “Nature in mind” tenutosi a Roma nel maggio scorso. Seguono un’intervista al neurobiologo vegetale Stefano Mancuso e una serie di reportage dalla Norvegia alle Alpi austriache, dal cimitero napoleonico di Civita d’Antino in Abruzzo alle “coesistenze ibride” in Sardegna per la transizione ecologica. La direttrice traccia il positivo bilancio della 17a edizione della Fiera Klimahouse svoltasi a Bolzano nel maggio scorso e dell’interesse suscitato dal contributo di Bioarchitettura attraverso la mostra “Costruire ecologico e CO2 free in Alto Adige” con presentazione di esperienze di difesa dell’ambiente e valorizzazione del territorio.

Di grande interesse il reportage di Salvatore Festa “La rinascita del porto di Beirut: rigenerare la bellezza di una città cosmopolita e martoriata”. Come non vederci un motivo di speranza per quando finirà la terribile guerra in corso ai confini dell’Europa?

 

 

LA DELEGATA DI UNAGA AL CONGRESSO MONDIALE DELLA STAMPA AGRICOLA IN DANIMARCA

Lars Frederick Thalbitzer, Presidente dell’Associazione danese dei giornalisti agricoli

di Lisa Bellocchi, Presidente di ENAJ

Questa è una storia di grande tenacia, con l’happy end da favola.  E’ la storia dell’Associazione Danese dei giornalisti agricoli, che nel 2016 decise di candidarsi ad ospitare il congresso mondiale di IFAJ (la Federazione mondiale dei giornalisti agricoli). Nel 2018 la decisione fu ufficializzata durante il congresso in Olanda. Per l’anno successivo era già pianificato il congresso negli Stati Uniti e la Danimarca avrebbe dovuto essere protagonista nel 2020. Ma ci si mise il Covid, che costrinse ad un primo congresso online. Causa Coronavirus, congresso solo virtuale anche nel 2021. Poi finalmente si è potuto ricominciare a viaggiare, e l’estate 2022 ha permesso di celebrare il congresso mondiale in presenza. Sede ufficiale, il centro congressi di Vingsted; aeroporto più vicino, quello di Billund, la città natale dei famosi mattoncini Lego. A seguire i lavori del congresso, circa 200 giornalisti specializzati dai 5 continenti (purtroppo, pochissimi dall’Africa). Ottima organizzazione, esperienze in campo interessanti, buone occasioni di networking tra colleghi. Anche il meteo ha dato una mano, regalando ai presenti giornate di sole con clima piacevolissimo: quasi fresco, per chi arrivava da un’Italia già torrida.

Lars Frederik Thalbitzer, Presidente della Danske Fødevare- og Landbrugsjournalister, verso la fine del congresso si prende 5 minuti di libertà e mi racconta come hanno proceduto per arrivare al soddisfacente risultato. Primo problema, trovare gli sponsor; secondo, decidere chi fa cosa. Così è nato un Comitato organizzatore di 3 persone. Questa specie di troika è stato punto di riferimento per tutti i colleghi coinvolti; una task force speciale ha curato la comunicazione del congresso direttamente e tramite i social di IFAJ.

Foto di gruppo, al centro, con la maglia rossa, Lisa Bellocchi

Grande impegno per decidere la location del congresso mondiale, confrontando prezzi e opportunità. I prezzi in Danimarca, sono particolarmente alti. La scelta di Vingsted, un’ampia struttura in mezzo ai boschi, ha permesso di calmierarli. Anche se alla fine la spesa a a carico di ogni partecipante non è stata irrilevante. Punto forte del congresso la scelta del tema generale, “Nutrite il vostro cervello, sfidate i preconcetti”, e la sua declinazione attraverso visite ad aziende agricole o ad impianti produttivi d’avanguardia. Il nostro lavoro è stato agevolato da un utilissimo “congress book” che illustrava analiticamente e preventivamente dati e caratteristiche di ciò che si sarebbe visitato. A curarlo, Jorgen Lund Christiansen e Hanne Gregersen, entrambi infaticabili anche durante i giorni di Vingsted. L’anno prossimo, il congresso mondiale sarà in Canada, nella regione dell’Alberta, dal 28 giugno al 3 luglio 2023. Nel 2024 sarà in Svizzera, poi, anno dopo anno, gli ospitanti sono già stati programmati: saranno Israele, Kenia e Croazia.

Sarebbe bello se UNAGA potesse candidare l’Italia ad essere la sede del Congresso 2028… Nel frattempo, per “allenarsi” a come si fa, sarebbe utile che più colleghi italiani partecipassero agli eventi internazionali. L’esperienza vale il prezzo.

 

LA COMMISSIONE EUROPEA A ECOMONDO 2022