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UNAGA: Nei ristoranti cinesi di qualità, contro la paura collettiva

Foto di gruppo nel ristorante cinese “Tian Tian” di Bologna

Il Presidente di Unaga-Fnsi ha partecipato a una cena presso il ristorante cinese “Tian Tian” (“Ogni giorno”) di  Bologna, organizzata dall’Associazione culturale e di contrasto al degrado della zona universitaria “Via Petroni e dintorni” con la partecipazione del Presidente Giuseppe Sisti e della Presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Maria Amorevole. Roberto Zalambani, dopo aver apprezzato la validità dei piatti proposti e la scelta di prodotti e ingredienti di qualità, si è intrattenuto con i proprietari e il personale auspicando che la paura collettiva lasci il posto a un’attenzione razionale e consapevole e alla solidarietà verso una comunità seria e integrata nel tessuto socio-economico della città. Compito della stampa specializzata – ha affermato – è quello di informare correttamente e in modo documentato e scientifico sulle situazioni, come è il caso del Coronavirus, che creano preoccupazione nell’opinione pubblica, senza cedere alla tentazione di dare enfasi agli allarmismi ingiustificati.

 

 

 

LO SPRECO DI CIBO PER LA PRIMA VOLTA IN CALO NELLE CASE DEGLI ITALIANI

GETTIAMO 4,9 € A SETTIMANA NELLA SPAZZATURA, MA ERANO 6,6 NEL 2019: IN POCO PIÙ DI UN ANNO L’ITALIA “RISPARMIA” 1 MILIARDO E MEZZO, INVERTENDO LA TENDENZA SPRECO DEL 25%. LO ANNUNCIA IL RAPPORTO 2020 DELL’OSSERVATORIO WASTE WATCHER, PRESENTATO AL MINISTERO DELLA SALUTE INSIEME AGLI EVENTI PROMOSSI PER LA 7^ GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE, MERCOLEDÌ 5 FEBBRAIO. UN ITALIANO SU 3 SI DICHIARA SENSIBILIZZATO DAI FRIDAYS FOR FUTURE, PER 7 ITALIANI SU 10 (68%) L’ULTIMO DECENNIO È STATO DECISIVO PER DIVENTARE ATTENTO AGLI SPRECHI, DETERMINANTI PER 1 ITALIANO SU 2 I GRANDI PARADOSSI E LE DISEGUAGLIANZE DEL MONDO, E PER QUASI IL 57% LA SENSIBILIZZAZIONE PRODOTTA ATTRAVERSO LA VEICOLAZIONE DI DATI E INFORMAZIONI.

ROMA – La notizia è “storica” per qualsiasi indagine sullo spreco alimentare domestico degli ultimi 10 anni: per la prima volta i dati monitorati nelle case degli italiani registrano un calo di circa il 25%. Lo annuncia l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg alle soglie della 7^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, mercoledì 5 febbraio 2020, promossa dalla campagna Spreco Zero con il patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente, della Salute e degli Affari Esteri. Un appuntamento che quest’anno si focalizzerà sul binomio cibo – salute, quindi sulla prevenzione dello spreco come un presidio concreto per la salute dell’ambiente e della persona. «Una consapevolezza che cresce finalmente anche nel nostro Paese, perchè il 66% degli italiani ritiene ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo, secondo i dati Waste Watcher 2020 – spiega la Sottosegretaria al Ministero della Salute Sandra Zampa – E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti specifici del suo impatto sulla salute sono determinanti per 1 italiano su 3, il 36%. Il Ministero della Salute sostiene e promuove con decisione le iniziative della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare, consapevole che lo stato di salute delle popolazioni del pianeta, sia ricche che povere, è fortemente influenzato dal livello e dalla qualità della nutrizione. Una dieta corretta è un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie, e di gestione e trattamento in molte altre: l’Oms ci ricorda che sono quasi 3 milioni le vite che si potrebbero salvare ogni anno nel mondo grazie a un consumo sufficiente di frutta e verdura fresca».

«Quelli presentati dal Rapporto Waste Watcher 2020 sono numeri importanti che non possono lasciarci indifferenti – osserva Roberto Morassut, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – La consapevolezza degli italiani oggi è indubbiamente maggiore che negli anni scorsi, ma non basta. Lo spreco alimentare è una questione etica, sociale, economica ed ambientale che va affrontata con progetti di networking concreti e che si inserisce nei grandi temi della sostenibilità e della circolarità delle risorse, che ci vede in prima linea come Governo e come Ministero dell’Ambiente. Per raggiungere gli obiettivi 2030 dettati all’Agenda ONU, in particolare il 12 e 13 che sono legati al cibo e prevenzione dello spreco e ai cambiamenti climatici, dobbiamo puntare al coinvolgimento di tutta la collettività, dagli enti pubblici alle imprese, alle scuole, con la definizione di obiettivi mirati e misurabili in termini di riduzione emissioni e diminuzione di impatto ambientale. Penso per esempio ad una misurazione, perlomeno biennale, dei Diari di Famiglia nei prossimi 10 anni, per avere dati certi e una realistica percezione dell’andamento dei comportamenti nel tempo. Serve un’azione sinergica delle istituzioni volta a informare l’opinione pubblica e a rieducare i cittadini ad abitudini di acquisto e consumo più consapevoli e virtuose. In sinergia col MIUR possiamo sensibilizzare le nuove generazioni, attraverso la diffusione di kit scolastici di prevenzione dello spreco nelle scuole, magari anche con un contest ludico legato al kit che la campagna Spreco Zero ha già introdotto».

«Ancora una volta attraverso il Rapporto Waste Watcher abbiamo misurato la “temperatura” ecologica del Paese: perché lo spreco alimentare è una questione centrale nelle abitudini quotidiane, a casa come nelle fasi di acquisto e conservazione del cibo – spiega il promotore della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market – La nuova indagine Waste Watcher stima uno spreco settimanale medio di € 4,9 per nucleo familiare che ci porta a un dato nazionale di ca 6,5 miliardi € considerando l’insieme delle famiglie italiane*. Un calo, appunto, del 25% circa rispetto all’ultimo Rapporto Waste Watcher 2019, attestato su un valore medio di € 6,6 settimanali per nucleo familiare, per un totale di ca 8,4 miliardi €. Sommando il costo dello spreco nelle case a quello della filiera produzione/distribuzione – oltre € 3miliardi 293 milioniarriviamo a un costo complessivo di poco meno di 10 miliardi € per lo spreco annuale in Italia, dati 2020. Il “risparmio” 2020 si attesta dunque su 1 miliardo e mezzo di euro, conquistato quasi completamente nelle case degli Italiani. Waste Watcher ci segnala anche che la comunicazione dei dati funziona in termini di sensibilizzazione: il 57% degli italiani ha aumentato la propria consapevolezza grazie alla diffusione delle indagini sullo spreco. Ottimi risultati – conclude Segrè – che ci fanno ben sperare per il futuro, perché la strada della prevenzione è ancora lunga. Compie 10 anni nel 2020 Spreco Zero, campagna pubblica di sensibilizzazione sostenuta da fondi privati: molte le iniziative, a cominciare dagli eventi della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco in programma domani, 5 febbraio»

«La tendenza che registriamo quest’anno con i dati Waste  Watcher non può che essere estremamente incoraggiantedichiara Luca Falasconi, curatore dei progetti Reduce e 60 Sei ZERO promossi dal Ministero dell’Ambiente e Università di Bologna – DISTAL con la campagna Spreco Zero. Il lavoro fin qui fatto è andato nella direzione sperata e ne siamo orgogliosi, ora però diventa necessario consolidare e rendere concreto questa tendenza con una reale diminuzione dello spreco nei bidoni della spazzatura. In vista di questo obiettivo dobbiamo promuovere un profondo cambiamento culturale fra i consumatori finali ed in particolar modo tra i più giovani, insegnando loro sin dai primi anni di scuola a ridare valore al cibo e sensibilizzandoli sul problema dello spreco alimentare e sulla necessità di prevenirlo e ridurlo. A tal fine è stato realizzato un kit di educazione e sensibilizzazione contro lo spreco alimentare rivolto agli alunni della scuola primarie e che prevede anche il coinvolgimento delle loro famiglie. Il kit didattico costituisce un vero e proprio strumento ludico per diffondere la cultura anti-spreco e promuovere una maggiore sensibilità sul tema della lotta allo spreco alimentare. Il Kit è scaricabile in modo del tutto gratuito dal portale www.sprecozero.it dove oltre ai materiali didattici e ludici è possibile trovare anche il manuale delle istruzioni su come utilizzarlo».

Dal 2014 ad oggi la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è l’oc­casione per sensibilizzare su una questione centrale del nostro tempo: l’appuntamento è mercoledì 5 febbraio a Roma, nella sede della Fondazione ENPAM (piazza Vittorio 78) dalle 10.30: “Stop food waste, feed the planet” è il tema 2020 su cui si confronteranno il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e molte istituzioni internazionali, dalla FAO al World Food Programme, anche in vista della 1^ Giornata mondiale per la Consapevolezza sullo spreco e le perdite alimentari proclamata dalle Nazioni Unite (29 settembre 2020). Molti gli interventi istituzionali programmati: oltre al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che da anni sostiene le iniziative della Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, sono previste relazioni di Roberto Morassut, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, del Sottosegretario al Ministero della Salute Sandra Zampa, del Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri e di Chiara Gadda, promotrice della legge nazionale sullo spreco alimentare. Molti i rappresentanti di istituzioni internazionali: per la FAO Rosa Rolle, a capo del Team tecnico sulle perdite e gli sprechi alimentari, di Vincenza Lomonaco, Ambasciatore presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Roma. Per il World Food Programme interverrà Vincenzo Sanasi d’Arpe, presidente del Comitato Italiano. E sempre domani saranno proiettati i video saluti di sensibilizzazione del divulgatore scientifico Piero Angela e dell’attrice Veronica Pivetti, alla quale va il Premio Vivere a Spreco Zero 2020 nella categoria testimonial. In programma anche una vetrina dedicata alle Best Practices di enti pubblici, imprese, scuole e cittadini e l’Aperitivo #sprecozero con degustazione dei piatti cucinati e serviti dagli studenti dell’Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti di Roma su ricetta d’autore dello chef Filippo La Mantia con cibo di recupero dalle eccedenze della grande distribuzione.  *Fonte ISTAT: n.° 26.081.199 nuclei familiari composti in media da 2,3 cittadini).

DATI WASTE WATCHER 2020

L’anima “sostenibile” degli italiani si affaccia a un 2020 che richiederà attenzione speciale e costante per le esigenze dell’ambiente e il futuro del pianeta. Innanzitutto 7 italiani su 10 si scoprono in piena consonanza con il “green new deal”, e il 40% degli intervistati (ben 4 italiani su 10) dichiara di sentirsi vigile e sensibile rispetto alle esigenze dell’ambiente anche senza le sollecitazioni di movimenti come i “Fridays for future”. Mentre il 33%, un italiano su 3, si sente “raggiunto” dalla sensibilizzazione di questo movimento, che lo ha portato ad aumentare l’attenzione verso la sostenibilità nel quotidiano (16%) o perlomeno ad avviare una riflessione in merito (17%). Ma c’è anche chi, sulla scia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, non concorda con le richieste dei movimenti ambientalisti e ritiene non ci siano particolari urgenze in tema ambiente sulla Terra: i “negazionisti” sono pochi, ma non pochissimi, il 9%, in pratica 1 italiano su 10 si dichiara scettico sul tema.

In occasione della 7^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, mercoledì 5 febbraio, l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg presenta il suo Rapporto 2020 che registra un deciso calo dello spreco alimentare domestico, la vera “voragine” degli sprechi. Lo spreco settimanale medio costa € 4,9 € a nucleo familiare per un totale di ca 6,5 miliardi € e un costo complessivo di circa 10 miliardi € che include gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre € 3miliardi 293 milioni.  L’ultimo Rapporto Waste Watcher, diffuso nel corso del 2019, si era attestato su un valore medio di € 6,6 settimanali per nucleo familiare (il costo di 600 grammi circa di spreco settimanale), per un totale di ca 8,4 miliardi €, la tendenza 2020 è quindi di ca il 25% in meno in termini di spreco alimentare nelle case degli italiani.

Il Rapporto Waste Watcher 2020 è legato allo spreco percepito. Il dato dello spreco “reale” era stato calcolato nel 2018 – 2019 misurando lo spreco nelle famiglie italiane con i test scientifici dei “Diari di famiglia” (Progetto Reduce dell’Università di Bologna /Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero), registrando € 8,70 di spreco alimentare settimanale per ogni nucleo familiare, per un costo complessivo di 11.500 miliardi di € ogni anno. In termini di peso i Diari avevano misurato uno spreco di ca 100 grammi al giorno pro capite, per un totale di ben 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia. L’aspettativa è che anche la prossima rilevazione dei Diari di Famiglia dimostri che lo spreco alimentare domestico è in calo, e che il lavoro di sensibilizzazione e promozione di buone pratiche stia producendo reazioni positive fra i cittadini.

Cibo e salute sono il nuovo binomio strettamente “attenzionato” dagli italiani: una consapevolezza che diventa quasi plebiscito, perché quasi 7 italiani su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così’ per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%. E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%. Mentre per un’identica percentuale di italiani (36%) questo aspetto incide in una certa misura non determinante. Il 13% degli italiani ritiene di poter dare per scontato questi aspetti rispetto al cibo in vendita e una residua percentuale non ci fa caso (6%) o non ha elementi specifici di valutazione (9%). Per attingere informazioni sulla salubrità e sul valore del cibo che si intende acquistare, essenziali si confermano le etichette, vera e propria carta di identità dei prodotti e punto di riferimento per i consumatori: ben il 64% dichiara di consultarle al momento dell’acquisto come garanzia di sicurezza per i prodotti di cui si ciberà, mentre 1 italiano su 2 (51%) attribuisce valore alla stagionalità dei prodotti, come garanzia di scelta alimentare corretta. I prodotti bio sono presidio di certezza nell’acquisto del cibo per 1 italiano su 5 (19%) e una significativa percentuale dichiara di informarsi prima di fare la spesa (17%).  Ma, come detto, c’è anche una percentuale di consumatori che non presta attenzione particolare alla tipologia del cibo in rapporto all’impatto sulla salute (complessivamente 1 cittadino su 4). Anche per loro, se volessero avere maggiori informazioni circa il cibo acquistato, l’etichetta resta riferimento primario (40%), insieme alla stagionalità dei prodotti (35%) e alle informazioni preventive (20%). Meno significativa, per questa fascia di cittadini, l’attenzione ai prodotti bio (14%).

In ogni caso, l’asticella dell’attenzione per la questione spreco si è quindi decisamente alzata: lo dichiarano d’altra parte 7 italiani su 10 (68%) per i quali l’ultimo decennio è stato decisivo per approcciare la gestione del cibo in modo più consapevole, mentre per il 24% l’attenzione è rimasta inalterata. Determinante, per ben 1 italiano su 2, sono i grandi paradossi e le diseguaglianze del mondo, quindi un aspetto etico-sociale, l’evidenza di tanti cittadini del mondo malnutriti e sottoalimentati, a fronte di tanti altri “spreconi”. Ma è notevole, per quasi 6 italiani su 10 (57%) la sensibilizzazione prodotta negli ultimi anni attraverso la veicolazione di dati, esattamente come quelli di questa indagine, visto che l’Osservatorio Waste Watcher dal 2012 sistematicamente monitora i comportamenti e le abitudini alimentari degli italiani. E la sensibilizzazione di campagne informative e iniziative coinvolgenti sul tema spreco, che ha raggiunto oltre 1 italiano su 5 /23%). Un po’ meno sono filtrati i messaggi della produzione/grande distribuzione (14%), dei media (12%) e le raccomandazioni di singoli personaggi autorevoli (5%). Quali sono i cibi più sprecati, in rapporto alle abitudini di acquisto degli italiani? In testa alla ‘hit’ resta il cibo fresco e quindi potenzialmente più deperibile, per il 32% degli italiani (frutta, verdura, latte, formaggi …), ma è interessante rilevare che secondo 7 italiani su 10 l’eccedenza è legata alla “bulimia”: il 73% dichiara infatti che è troppo il cibo cucinato, oppure acquistato in ragione delle mitiche offerte 2 per 3 o ancora per l’abitudine dell’unica spesa settimanale che ci porta a comprare più di quanto possiamo smaltire. La spesa è infatti un “rito” che la maggior parte degli italiani compie settimanalmente (37%) oppure 2/3 volte alla settimana per 1 italiano su 3 /32%). Un italiano su 10 fa la spesa ogni giorno (11%), e 2 intervistati su 10 semplicemente sulla base della reale necessità di acquisto (18%).

Info: www.sprecozero.it

(Fonte: ufficiostampa@volpesain.com)

Nicola Di Noia nuovo DG di UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano. Gli auguri di buon lavoro di UNAGA

Nicola Di Noia, nuovo Direttore Generale di UNAPROL

Nicola Di Noia è stato nominato nuovo Direttore Generale di UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano. L’incarico è stato conferito all’unanimità da parte del Consiglio di Amministrazione su proposta del Presidente David Granieri in considerazione delle sue rilevanti competenze nel settore olivicolo. L’UNAGA formula al dott. Di Noia felicitazioni e auguri di buon lavoro.

Nato a Taranto nel 1973, Dottore Forestale laureato presso la Facoltà di Agraria di Bari, Nicola Di Noia ha maturato la propria esperienza presso la Confederazione Nazionale Coldiretti in qualità di responsabile nazionale del settore olio di oliva e come Direttore del Centro di Assistenza Agricola Coldiretti. Assaggiatore professionista di olio e Capo Panel COI, Di Noia è impegnato da anni nella diffusione della cultura dell’olio extravergine di qualità e delle olive da tavola, è inoltre membro del gruppo di lavoro “Olio d’oliva e olive da tavola” del Copa-Cogeca di Bruxelles e partecipa al Comitato consultivo per l’olio d’oliva e delle Olive da Tavola del Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid.

La nomina alla guida di UNAPROL di un professionista del settore quale il dott. Di Noia – spiega il Presidente Granieri –  ha per noi un preciso valore strategico. L’Associazione, che rappresenta ad oggi gli interessi di 160 mila imprese olivicole con oltre 250 mila ettari impegnati in produzioni di alta qualità, intende proseguire ed intensificare infatti la propria battaglia per la valorizzazione e la salvaguardia dell’olio extravergine di oliva italiano e per il suo continuo miglioramento qualitativo.

A questo fine stiamo lavorando su fronti multipli: diffondere fra i consumatori una vera cultura dell’olio aiutandoli ad orientarsi sul mercato, battersi in sede COI ed UE per rendere più restrittivi i parametri qualitativi dell’olio extravergine, abbassando in particolare a 0,4% la soglia dell’acidità per far emergere come extravergine solo l’olio migliore, promuovere la coesione territoriale della filiera olivicola e rafforzarla commercialmente tramite la rete delle nostre Organizzazioni di Produttori”.

Politica Agricola Comunitaria: il valore della riforma verde. Workshop di Veneto Agricoltura con ARGAV e UNAGA a Fieragricola Verona

Il Prof. Frascarelli, relatore al Workshop di Veneto Agricoltura, Argav e Unaga

Il 93% degli europei considera i cambiamenti climatici un grave problema tanto da aver fatto almeno un’azione per migliorare la situazione. Ecco perchè il Green Deal, presentato a dicembre  2019 dalla Commissione Europea, propone di investire ingenti risorse . ” Tutti pero’ devono muoversi nella stessa positiva direzione “, ha affermato nell’ affollato workshop promosso da Veneto Agricoltura d’ intesa con ARGAV e UNAGA a Fieragricola di Verona il 1° febbraio 2020 il professor Angelo Frascarelli dell’ Università di Perugia.

Lo slogan “Dal produttore al consumatore”, traduzione più larga dall’inglese “Farm to fork”, ovvero “Dall’azienda alla forchetta“, deve trasformarsi in politiche coerenti e continuative coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera. “Anche i giornalisti, che hanno responsabilità nell’ aver orientato i cittadini verso una forte sensibilità ambientale e salutistica – ha continuato – devono continuamente migliorare la propria professionalità specializzando le competenze”.

Introdotto dal Commissario straordinario Alberto Negro e coordinato dal capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura e Presidente del Cts Unaga Mimmo Vita, l’ incontro ha visto, tra gli altri, gli interventi del Presidente dell’Unione dei giornalisti agroalimentari Roberto Zalambani, del Direttore de L’Informatore Agrario Antonio Boschetti, del Presidente di ARGAV Fabrizio Stelluto.

 

 

“Green deal” e formazione per la meccanica agricola a Fieragricola Verona

Il Presidente Alessandro Malavolti e il Direttore Generale di Federunacoma Simona Rapastella rispondono alle domande dei giornalisti

Il nuovo corso annunciato dalla Commissione Europea per la riduzione dell’impatto ambientale delle attività economiche rischia di penalizzare l’agricoltura, che già teme la riduzione dei fondi destinati alla PAC. I moderni macchinari agricoli sono un presidio per l’ambiente ma occorrono anche le competenze scolastiche e professionali per saperli impiegare efficacemente. Lo ha affermato Alessandro Malavolti Presidente di Federunacoma il 29 gennaio 2020 a Verona nel corso di una affollata conferenza stampa nell’ ambito di Fieragricola.

L’ Unaga era rappresentata dal Presidente Roberto Zalambani, che ha posto la questione dello sviluppo delle tecnologie per il verde urbano, dal Presidente del Comitato Scientifico Mimmo Vita e dal componente della Segreteria Fabrizio Salce Parisotto.

Presenti anche i colleghi e le colleghe di Agrilinea e di Tam Tam Video pro. Sostegno al rinnovo del parco macchine, migliore gestione dei PSR e tempistiche differenziate tra macchine agricole e automotive nell’applicazione delle normative comunitarie: sono questi i punti chiave per una politica della meccanizzazione agricola sostenuti da FederUnacoma. A questi punti, che la Federazione dei costruttori italiani ha già posto all’attenzione delle autorità politiche in sede nazionale e comunitaria, si aggiungono due ulteriori elementi che rispondono a nuove emergenze, quelle rappresentate del “Green Deal” europeo, e dallo stato della ricerca e dell’istruzione e formazione professionale in tema di meccanizzazione agricola. In questa prospettiva FederUnacoma ha promosso il 22 e 23 gennaio scorsi, a Bruxelles, un evento seminariale insieme con un incontro con gli europarlamentari italiani e un’audizione in Parlamento. Il vasto progetto di riconversione dell’economia europea verso i paradigmi della green economy e dell’economia circolare – annunciato dalla nuova Commissione – può infatti rappresentare per il settore agricolo nello stesso tempo un’opportunità ed una minaccia. La meccanizzazione agricola, con le innovazioni tecnologiche sviluppate in questi anni, ha permesso una drastica riduzione nell’uso di pesticidi e fertilizzanti e significativi risparmi di acqua e risorse naturali, e questo ruolo – sostiene FederUnacoma – deve esserle riconosciuto. “Se il settore primario viene interpretato come elemento cardine di ogni politica ambientale, allora la svolta “green” può portare l’agricoltura al centro dell’agenda politica, e il nuovo corso non finirà per sottrarre fondi alla PAC”. L’evoluzione dell’agricoltura verso tecnologie 4.0 e criteri di maggiore sostenibilità necessita però di un forte investimento in termini di istruzione scolastica e formazione professionale.

1 Febbraio 2020 a Fieragricola Verona: Il Green Deal Europeo con UNAGA, ARGAV e Veneto Agricoltura

Risultati immagini per green deal europeoImportante appuntamento con la presenza straordinaria alla Fiera dell’Agricoltura di Verona di Roberto Zalambani, Presidente di UNAGA, di Mimmo Vita Presidente del CTS di UNAGA (che modera l’incontro), di Fabrizio Stelluto Presidente di ARGAV, di Antonio Boschetti Direttore de L’Informatore Agrario e di Alberto Negro Commissario straordinario di Veneto Agricoltura.

UN GREEN DEAL PER UN’EUROPA A IMPATTO ZERO SUL CLIMA

Con il Green Deal si punta a rendere sostenibile l’economia dell’Unione, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità. Si tratta di un progetto ambizioso che coinvolgerà tutti i settori dell’economia, compresa l’agricoltura, che dovrà però fare i conti con le ristrettezze del futuro bilancio pluriennale UE. In Fieragricola a Verona, sabato 1° febbraio (ore 11:30), Veneto Agricoltura con UNAGA e ARGAV (giornalisti agroalimentari), proporrà un seminario su questo importante tema. Interverrà il Prof. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia.

Il Green Deal Europeo, presentato a dicembre 2019 dalla Commissione, prevede una serie di azioni per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Il documento, accolto con favore da tutte le parti sociali, illustra anche gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento che l’UE metterà a disposizione. Il Green Deal riguarda tutti i settori dell’economia, in particolare i trasporti, l’energia, l’edilizia, vari settori industriali, le TIC, l’agricoltura, ecc. E’ proprio sul binomio Green Deal e agricoltura che sarà dedicato il seminario proposto da Veneto Agricoltura, d’intesa con UNAGA e ARGAV (giornalisti agroalimentari), sabato 1° febbraio (ore 11:30) nello stand della Regione Veneto (Pad. 4) a Verona in occasione di Fieragricola.

L’importante tema sarà affrontato, tra gli altri, dal Prof. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia che spiegherà come gli agricoltori europei siano sì pronti a fornire e sostenere una visione così ambiziosa come questa proposta dall’UE nei confronti del clima, ma a condizione che il Green Deal sia coerente con lo sviluppo del settore agricolo. Ormai da anni gli agricoltori europei chiedono politiche coerenti, redditi decenti e lo stop ad una rappresentazione “ingiusta” del comparto. Si tratta di concrete preoccupazioni che devono essere affrontate con urgenza, ancora più oggi di fronte ad un Green Deal che solleva più domande tra gli agricoltori europei di quante non siano le risposte che dovrebbe invece offrire. Avere una visione chiara sui cambiamenti climatici è per l’Unione Europea senz’altro obbligatorio, ma questo dovrebbe avvenire nell’ambito di un progetto concreto e realistico, che davvero “non lasci indietro nessuno”, come recita il documento della Commissione sul Green Deal.

PETTINEO, NELLA SICILIA TIRRENICA: IL RISCATTO DI UN ANGOLO DI PARADISO MEDITERRANEO

Il Limone in Seccagno, prodotto agro alimentare tradizionale (P.A.T.)

(di Franco Polidori) Pettineo, è un piccolo comune siciliano del Messinese che è anche un piccolo gioiello che racchiude storia, tradizione, cultura contadina, gastronomia. Pettinèo, va con l’accento sulla seconda e, per non sbagliare, è un borgo di circa 1300 abitanti, incastonato tra lembi di macchia mediterranea, lo sguardo rivolto verso le isole Eolie, irto su un piccolo colle di 300 metri a soli 6 chilometri dal mare.

E che mare.. mare azzurrissimo, limpido ricco di riflessi azzurri. Qui anche in pieno inverno si pesca, tre piccole imbarcazioni ogni mattina verso le 10:30 tornano dal loro giro di cattura. A gennaio è il mese delle seppie, grandi e possenti, e di altri pesci, ma anche i polpi abbondano, e i pescatori locali con le loro speciali reti li catturano.

Vita dura quella dei pescatori, ma anche dei contadini che sono rimasti. Un tempo, Pettineo poteva contare su una popolazione di oltre 3000 abitanti, ma l’agricoltura non sfama più e si cercano allora alternative.

Il Sindaco di Pettineo, Domenico Ruffino

Verso le vicine città di Palermo, di Catania e di Messina, l’assai più prossima e ricca Cefalù che sta a meno di 30 chilometri, e poi Santo Stefano di Camastra che è meno distante ancora. Nel tempo si è emigrato anche all’estero e succede ancora.

Il centro storico soffre, le case vuote, contenitori che potrebbero essere inseriti in un piano di recupero deciso e robusto. Eppure, le strade che conducono alle splendide chiese sono curate: nuove pavimentazioni, nuovi cestini per la piccola raccolta rifiuti con scritte che fanno pensare. Questo è Pettineo.

Ma si pensa al lavoro, come è giusto che sia. Con chiarezza, l’attuale sindaco Domenico Ruffino a capo di una nuova giunta civica insediatasi nel giugno 2017 aferma: “Il punto centrale che è il nocciolo della questione, è il lavoro. Proprio qualche giorno fa un ventenne pettinese mi ha chiesto consiglio perchè ha trovato lavoro in Germania. Ha detto che gli mancherà questa terra, i rapporti di paese, gli amici. Noi, come Comune, possiamo amministrare, non trovare lavoro, però nel nostro piccolo cerchiamo di creare le condizioni perché i posti di lavoro crescano e i giovani restino qua. Ci sono da rilanciare agricoltura, turismo, ambiente. Ci sono segnali di cambiamento. Abbiamo intercettato finanziamenti per più di 5 milioni, li investiremo nella scuola, attività sportive, centro storico, ambiente, un nuovo turismo e rilancio del nome della cittadina.” Sì, perché Pettineo fa parte dell’Associazione Nazionale dei Comuni Fioriti, dove il comune siciliano ha fatto la sua buona parte nel raduno nazionale a Pomaretto in Piemonte. E’ chiamato il paese degli ulivi secolari (ce n’è uno spettacolare vecchio di 1000 anni).

Ma è anche un paese letteralmente immerso in un territorio ricco di agrumeti con prodotto agro alimentare tradizionale (P.A.T.), il Limone in Seccagno. Da questo agrume nasce la famosa Granita tipica al limone in seccagno di Pettineo, di cui il Comune terrà una Sagra nel prossimo Agosto di quest’anno chiamata “Festa del Limone in seccagno”, e a cui verranno abbinati anche concorsi e corsi di cucina.

In febbraio 2020 ormai prossimo, dal 9 al 11, alla Fiera Internazionale del Turismo di Milano, Pettineo sarà presente assieme alla costituita Rete dei Comuni Fioriti della Sicilia. A maggio la gran festa per Santa Oliva, patrona di Pettineo, una tradizione consolidata da tempo.

Mentre, per l’oro di queste parti, ovvero l’olio extravergine di oliva di Pettineo si attende il prossimo disciplinare ministeriale: “Lavoriamo per ottenere il riconoscimento della tipicità del nostro olio” dichiara il sindaco. Non è finita. Per incentivare un nuovo turismo saranno istituiti nuovi percorsi ciclo turistici e di trekking nel territorio pettinese. “Valorizzeremo il territorio” precisa Domenico Ruffino “tutti ne trarranno beneficio perché è tempo di cambiare passo”.

Infine la parte dell’Arte: qui, nella vallata, c’è la Fondazione “Fiumara d’Arte” del mecenate pettinese Antonio Presti che ha dato ai territori di queste parti numerose istallazioni, ricche di indubbio fascino, come la Finestra sul mare, La Piramide che sorge sul 38° parallelo, il labirinto di Arianna e tante altre.

“Dobbiamo creare un percorso comune che coinvolga tutti i territori”  sottolinea a tal senso il sindaco, il quale pensa a come coinvolgere ancora di più le associazioni pettinesi.

Qui infatti si fa teatro con una specifica costituita attività, c’è un organizzato gruppo Avis, vicino alla Chiesa Madre c’è la sede della Società Agricola, poco distante la Società Operaia, importanti realtà fondate a metà dell’800, ed entrambe tutt’ora operanti.

Pettineo è chiamato il paese degli ulivi secolari (ce n’è uno spettacolare vecchio di 1000 anni)

Seppie, grandi e possenti, ma anche i polpi abbondano

“Può sembrare retorico e utopistico, ma la nostra amministrazione deve lavorare per il bene comune, occorre trasmettere il bello, i veri valori, investire e credere di più nella scuola come grimaldello anticipatore dei tempi. Le nuove generazioni non ce lo perdonerebbero. Obiettivo? Riconoscere il vivere civile come valore aggiunto, dare case popolari a chi non le ha, ridurre le tasse alle famiglie come abbiamo fatto con le compartecipazioni delle quote mensa. I piccoli comuni come il nostro soffrono delle poche certezze, ma non dobbiamo arrenderci. Se tutti faranno la loro parte, ce la potremo fare”, chiosa e conclude il sindaco.

Dall’1 al 3 aprile 2020 debutta a Veronafiere b/open, rivolta ai professionisti dell’Agroalimentare bio e benessere naturale. Nasce l’alleanza internazionale delle fiere b2b

Flavio Innocenzi, Direttore commerciale di Veronafiere

Nasce “The Organic Trade Fairs Alliance”, una nuova alleanza a livello internazionale che unisce le fiere b2b del biologico italiane ed estere. In prima fila nel promuovere il progetto, B/Open, la manifestazione organizzata da Veronafiere (1-3 aprile 2020), insieme a Bio-Beurs (Zwolle-Olanda, 22-23 gennaio 2020), Organic&Natural Products Expo (Johannesburg-Sudafrica, 8-10 maggio 2020) e Natexpo (Lyon-Francia, 21-22 settembre 2020).The Organic Trade Fairs Alliance è una piattaforma globale e un forum di scambio di conoscenze, che mira a fornire sostegno al settore dell’agricoltura biologica, dell’industria alimentare biologica e dei cosmetici naturali. Con un obiettivo ben definito: diffondere e supportare un modello di nutrizione e di personal care focalizzato su tutto ciò che è sano e salutare, sull’attenzione all’ambiente, al clima globale e al rispetto dei lavoratori.«Veronafiere, attraverso B/Open, ha intercettato uno spazio di mercato rivolto al segmento b2b del mondo biologico, che risultava ancora scoperto e andava presidiato», è il commento del direttore commerciale di Veronafiere Flavio Innocenzi.

B/Open, in programma a Verona dall’1 al 3 aprile 2020, è la prima fiera in Italia esclusivamente b2b, rivolta agli operatori del food certificato biologico e del natural self-care. Dalle materie prime al prodotto finito al packaging, la nuova manifestazione di Veronafiere presenta tutta la filiera, frutto di un’accurata selezione delle aziende espositrici studiata sulle esigenze dei compratori professionali. Tra le tante conferme, nell’organic food, Cereal Docks, Agricola Grains, Altalanga oltre al gruppo Specchiasol (con i marchi Larico e San Demetrio) e Chiara Cantoni, partner di Ringana, per la cosmesi naturale e il settore fitoterapico.

Patrocinata da Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e da Regione Veneto e supportata da Ass.O.Cert.Bio (Associazione Organismi di Certificazione del Biologico italiani), Bioagricert (Organismo di controllo e certificazione biologica), Ccpb (Consorzio Controllo Prodotti Biologici ), la rassegna si svolgerà nei padiglioni 1 e 2 di Veronafiere. Più specificatamente, nel segmento dell’alimentazione biologica saranno rappresentati anche i prodotti nutraceutici, dietetici, integratori, pet food, servizi, packaging ecologici; ingredientistica per prodotti bio, ma anche prodotti per il benessere; bellezza e cura della persona comprenderanno cosmesi, trattamenti naturali, piante officinali e derivati, prodotti per la salute e la cura della persona, servizi. B/Open sposa inoltre un format interattivo, con numerosi momenti di networking e formazione, esclusivamente dedicati a produttori, trasformatori e operatori professionali.

I numero del settore. Secondo gli ultimi dati disponibili diffusi dal Fibl (istituto di ricerca tedesco dell’agricoltura biologica) e relativi al 2017, la filiera «organic» mondiale ha raggiunto un fatturato di 92 miliardi di euro, con 70 milioni di ettari coltivati da 2,9 milioni di produttori. In Italia il comparto bio dà lavoro a 76mila aziende, sviluppa un fatturato di 3,6 miliardi di euro e rappresenta circa il 4% della spesa alimentare globale degli italiani. Accanto al settore dell’agro-alimentare, anche il mercato della cosmesi biologica sta vivendo un periodo di crescita economica. Secondo gli ultimi dati di Cosmetica Italia, il fatturato green nel 2017 delle aziende intervistate tocca 1 miliardo di euro, pari al 9,5% del fatturato cosmetico italiano (10,9 miliardi di euro).
Fonte: Servizio stampa Veronafiere

WIGWAM E BOMBE ECOLOGICHE. PARTE IL PROGETTO PER SIN TORVISCOSA CON MINISTERO DELL’AMBIENTE E UNAGA

(3 gennaio 2020) Anno nuovo, progetti nuovi. Il 2020, per Rete Wigwam inizia con un nuovo progetto, risultato vincitore di un bando del Ministero dell’Ambiente, mirato alla consapevolizzazione sui temi ambientali, della popolazione scolastica residente intorno all’area SIN (Sito contaminato di Interesse Nazionale) Caffaro di Torviscosa nella Riviera Friulana.

Il progetto, che sarà realizzato con un contributo del Ministero destinato alle associazioni riconosciute che operano nel settore ambientale, si inserisce nell’azione di educazione ambientale destinata alle scuole più sfortunate, quelle situate all’interno dei 41 siti contaminati d’interesse nazionale (SIN), che sono tra i luoghi più inquinati d’Italia e nei cui territori docenti e alunni si trovano a dover combattere una quotidiana battaglia contro l’inquinamento e il degrado ambientale.

Le attività, vedranno convolti in primis la Wigwam Local Community della Riviera Friulana nel cui territorio si trova la SIN Caffaro di Torviscosa; le scuole facenti parte dell’Istituto Comprensivo “Università Castrense” di San Giorgio di Nogaro; la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Direzione Marittima di Trieste / Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Nogaro; l’Istituto di Ricerca Riconosciuto Agriteco di Venezia-Marghera; l’Unione Nazionale dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali e la sua associazione regionale ARGA Friuli Venezia Giulia ed infine, per la sua consolidata esperienza, dal Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Città di Venezia e di Venezia-Marghera.

Ogni rivoluzione – afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – non può non partire dai piccoli gesti quotidiani di tutti noi. Cambiare il paradigma ambientale si può, a partire dalle nuove generazioni. Ritengo fondamentale promuovere il più possibile l’educazione ambientale e penso che con questi progetti finanziati dal ministero si possa dare il via a una transizione ecologica solida. Con il valido supporto delle associazioni ambientaliste si può scrivere una nuova pagina anche in alcuni dei territori più inquinati d’Italia, quelli che ricadono nei SIN, dove cittadini, insegnanti e alunni devono combattere quotidianamente contro l’inquinamento, una piaga che con la conoscenza, la consapevolezza e l’entusiasmo dei fanciulli può essere progressivamente sconfitta”.

CONSIGLIO NAZIONALE UNAGA: Il valore della stampa specializzata per la credibilità della professione

Il Presidente di UNAGA Roberto Zalambani e il Segretario Generale Gian Paolo Girelli

Efrem Tassinato, Responsabile della Segreteria Nazionale di UNAGA e del web istituzionale, presenta la nuova testata “UnargaNews.org”

Dopo il Consiglio Nazionale , svoltosi a Bologna dal 13 al 14 dicembre 2019, Unaga acquisisce nuove certezze e stimoli ad operare in modo sempre piu’ incisivo per recuperare presso gli utenti e i consumatori la credibilità del lavoro giornalistico specializzato e di servizio.

A due anni dall’ inaugurazione di Fico Eataly World, la nostra Unione ha svolto i propri lavori nella sala riunioni della Fondazione della Fabbrica Italiana Contadina grazie all’ ospitalità del Parco agroalimentare piu’ grande al mondo e alla collaborazione di aziende e enti di eccellenza: dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano al Consorzio della Mortadella di Bologna, dalla Gelato University Carpigiani alla pasticceria Santi Palazzolo alla William Di Carlo Confetti, da Saca autotrasporti a Emil Banca.

L’ accoglienza di venerdì 13 dicembre, insieme a un’ improvvisa, forte nevicata, ha avuto momenti di eccellenza nella visita guidata al Gelato Museum Carpigiani all’ interno del grande stabilimento di Anzola dell’ Emilia e nella cena di gala con visita archeologica al Teatro Romano di Bologna, il piu’ antico della romanità ed eccezionalmente aperto per ospitare i giornalisti Unaga che hanno potuto degustare alcuni dei prodotti tipici che faranno bella mostra nel progetto di valorizzazione di questa eccellenza storica nel cuore della città e ricevere omaggi predisposti per l’ evento dall’ Associazione Provinciale Panificatori ,da Autentica di Felsina profumi e dal Caffè Filicori Zecchini.

La serata è stata l’ occasione per un intervento del Presidente del Comitato Scientifico Nazionale Mimmo Vita e per la consegna di tessere onorarie Arga Emilia Romagna all’ Amministratore Delegato di Fico Tiziana Primori, al Direttore Scientifico della Fondazione Fico e giornalista Duccio Caccioni e al Direttore amministrativo del Teatro Maurizio Ciracò.

I lavori di Consiglio si sono svolti sabato 14 dicembre e sono stati aperti dai saluti del Presidente dell’ Associazione Stampa Emilia Romagna Matteo Naccari e del Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti dell’ Emilia Romagna Giovanni Rossi. Sono seguite le relazioni del Presidente Unaga Roberto Zalambani, del Segretario generale Gian Paolo Girelli, del tesoriere e responsabile del sito Efrem Tassinato, della responsabile dei rapporti internazionali Lisa Bellocchi, del vice Presidente Vicario Donato Fioriti, della vice Presidente Geppina Landolfo. Nello spazio dedicato alle Arga sono intervenuti Fabrizio Stelluto e Donato Sinigaglia ( Veneto,Trentino Alto Adige ), Franco Polidori ( Toscana ), Luana Spernanzoni ( Marche ), Roberto Ambrogi e Cristiana Persia ( Lazio ), Manuela Lacaria ( Calabria ),Emilio Bonavita ( Emilia Romagna ), gli stessi Landolfo e Girelli in rappresentanza rispettivamente di Campania e Friuli Venezia Giulia. Zalambani ha riferito delle assenze giustificate da impegni associativi e di lavoro dei rappresentanti di Piemonte, Sardegna e Puglia e ha ringraziato il Presidente del Comitato scientifico dell’ Emilia Romagna Pierluigi Nanni per la preziosa opera di supporto all’ organizzazione e alle degustazioni guidate.

Soddisfazione è stata espressa dai partecipanti per la regolarità dei contributi associativi delle regioni nel 2019 con l’ auspicio che quelle nelle quali l’ Arga non è ancora presente possano individuare un giornalista referente in accordo con le rispettive Associazioni della stampa.

Approvato il progetto di trasformazione dell’Acronimo “Unaga” in “Unarga” partendo dal giornale on line che diventa “Unarganews.org” e lanciato il progetto solidale KAADI (Kid Acqua Alta Discovery).

Primo obiettivo del 2020 istituire la conferenza stampa congiunta con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali in accordo con Arga Lazio.