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CALABRIA: LA CIPOLLA ROSSA DI TROPEA IGP SEMPRE PIU’ PRESENTE NELLA RISTORAZIONE

La famosa cipolla di Tropea IGP

di Claudio Venditti, ARGA Calabria

“Siamo molto contenti di proseguire con una primaria catena, 630 ristoranti in tutta Italia, una straordinaria collaborazione che consente di veicolare e utilizzare la cipolla rossa di Tropea IGP negli hamburger gourmet più graditi dai cittadini – consumatori confezionati dalla brigata dei ristoranti e sotto la supervisione di chef stellati”.

Giuseppe Laria

Questo quanto dichiara Giuseppe Laria, Presidente della Coldiretti di Tropea e del Consorzio di Tutela Cipolla Rossa di Tropea IGP, “sono anni intensi, fatti di sacrifici e determinazione. Non ci siamo mai arresi – afferma – e anche con la pandemia abbiamo continuato a credere in quello che facevamo grazie al convinto apporto dei produttori. Siamo molto legati a questo territorio, siamo figli di questa terra e continueremo darle voce con l’amore e la passione incondizionata che ci contraddistingue e con la volontà di continuare sulla ricerca della qualità per esprimere anche la ricchezza, culturale, storica ed enogastronomica dell’areale di produzione di un prodotto che è uno dei simboli della Calabria. Rinnovando la partnership – aggiunge Laria– consolidiamo la presenza nella ristorazione italiana di questa unicità della nostra agricoltura e facciamo conoscere ai giovani questo prodotto tutto calabrese che rappresenta un viaggio nei sapori della nostra cucina che si basa sulla memoria del passato e il rispetto della natura. Il partenariato – conclude il presidente del Consorzio – non rappresenta solo opportunità di vendita, ma anche possibilità di far apprezzare la nostra cultura culinaria  che riporta in prima linea l’iconicità e l’autenticità dei luoghi”.

AUMENTA LA DOMANDA DI ERBA MEDICA DISIDRATATA ITALIANA

Alfeo Carli, presidente del Gruppo Carli

di Anna Mossini, ARGA Emilia Romagna

L’incremento dei costi, dalle materie prime all’energia passando per i trasporti, è uno dei temi caldi di questo inizio anno. Quale sarà allora il trend commerciale dell’erba medica essiccata e disidratata? Ne abbiamo parlato con i rappresentanti di due tra i maggiori produttori italiani: il Gruppo Carli e la Al Dahra Europe, entrambi associati ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi, l’Associazione a cui fanno capo una trentina di impianti di trasformazione per una produzione complessiva che ogni anno sfiora 1 milione di tonnellate e un fatturato di circa 450 milioni di euro. Dopo la Spagna, l’Italia è il secondo maggiore produttore di foraggi essiccati e disidratati a livello europeo, una posizione di prestigio in cui AIFE/Filiera Italiana Foraggi ricopre un ruolo di primaria importanza.

Agostino Migiani, Ceo di Al Dahra Europe

Con una produzione di erba medica essiccata e disidratata che mediamente ogni anno raggiunge le 400mila tonnellate, il Gruppo Carli di San Leo (Rimini), si colloca ai vertici nell’elenco dei maggiori produttori nazionali.

“Oggi i nostri più importanti mercati esteri di riferimento, dove è destinato circa il 65% della produzione, sono rappresentati dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Giappone, dalla Corea del Sud – spiega Alfeo Carli, Presidente del Gruppo – a cui bisogna aggiungere alcuni Stati del Nord Europa. Soprattutto verso il Medio Oriente, Arabia Saudita ed Emirati in primis, o Paesi emergenti come la Cina, viene destinata una grande quantità di erba medica disidratata. Qui esistono infatti le più grandi aziende di bovine da latte a livello globale, con una consistenza numerica di capi che può andare dalle 80mila alle 150mila unità per azienda”.

Politiche che hanno determinato per il Gruppo Carli un notevole aumento delle quote di foraggio esportate e che Alfeo Carli quantifica in un +20%. Quale sarà a suo giudizio l’andamento produttivo e commerciale nel breve-medio periodo?

“Le forti ondate di siccità registrate lo scorso anno hanno praticamente dimezzato la produzione di erba medica rispetto alla media degli anni precedenti – puntualizza Carli – il rovescio della medaglia è un aumento della domanda da parte dei Paesi esteri e una lievitazione dei prezzi delle materie prime valutabile in una percentuale compresa tra il  20 e il 35%. Un mix di fattori che ha innalzato proporzionalmente le quotazioni sia di erba medica che di fieno di tutte le qualità. Dal mio punto di vista quindi le prospettive, almeno per l’immediato, sono positive: i prezzi nel breve periodo difficilmente scenderanno, anche in conseguenza agli aumenti dei costi energetici. La grande variabile riguarderà comunque l’andamento climatico. Se i mesi che ci aspettano saranno piovosi, la produzione aumenterà e i prezzi, pur in maniera contenuta, potrebbero subire una contrazione”.

“Con una richiesta sostanzialmente stabile e una produzione destinata a non subire aumenti significativi nel medio-lungo periodo, sono molto ottimista sulla tenuta delle quotazioni dell’erba medica disidratata, che nell’ultima campagna di produzione ha consolidato una media di 220-230euro/tonnellata”. Lo afferma Agostino Migiani Ceo della Al Dahra Europe.

“Una percentuale compresa in una forbice tra il 35 e il 55%  della nostra produzione è destinata all’export – spiega – I nostri clienti di riferimento sono i Paesi del Medio Oriente, in particolare Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dove negli ultimi anni sono sorte numerose e interessanti opportunità. Al Dahra è riuscita  a guadagnare importanti fette di mercato in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Cina. Tutti questi Paesi hanno un grande bisogno di erba medica disidratata e foraggi che in generale vengono utilizzati per  alimentare bovine da latte ma anche bestiame allevato per l’ingrasso”.

CHEF EXPRESS GUARDA OLTRE IL COVID CON NUOVE APERTURE

Chef Express (Gruppo Cremonini) guarda oltre il Covid e continua a investire sulla ristorazione per chi viaggia rinnovando la sua presenza all’interno della stazione di Firenze Santa Maria Novella, una delle più importanti del gruppo Grandi Stazioni Retail.

In uno spazio di circa 700 mq, vicino all’uscita sul lato di Via Valfonda, Chef Express ha aperto un ristorante McDonald’s completamente ristrutturato, e altri due formati di ristorazione che rappresentano una novità assoluta per Firenze: un locale dedicato alla piadineria romagnola a marchio Piadina di Casa Maioli, e la bakery bar-pasticceria Panella. Inoltre, è stato aperto anche un nuovo market Viaggio Italia, con un ampio assortimento food che comprende anche tantissimi prodotti tipici del territorio, come vini, cantucci e pasta tipica.
Panella – Arte del pane dal 1929 è un marchio di panetteria e pasticceria ben conosciuto dai romani che da più generazioni frequentano la storica sede in Via Merulana, inaugurata quasi un secolo fa. Nel 2017 Chef Express ha stretto un accordo di licenza per sviluppare il brand nel settore della ristorazione in concessione, e il locale di S. Maria Novella è l’ottavo aperto, dopo quelli nelle stazioni di Roma Termini, Bolzano, Roma Tiburtina, negli aeroporti di Torino e Fiumicino, nell’Ospedale Gemelli a Roma, e nella grande area di servizio Q8 di Paderno Dugnano (MI). Il formato è presente in S. Maria Novella anche con un chiosco proprio sui binari, con analogo assortimento a disposizione di chi ha poco tempo, ma non vuole rinunciare a uno spuntino di qualità.
Piadina di Casa Maioli è un formato dedicato all’autentica Piadineria Romagnola,  che offre piadine con farciture tradizionali, leggere e gourmet, con materie prime selezionate di alta qualità e la possibilità di scegliere tra impasto spesso (tipico della zona di Cervia) o sottile (tipico della zona di Rimini). Il brand, gestito da Chef Express dal 2019, ha attualmente 6 locali.
Cristian Biasoni, Amministratore Delegato di Chef Express, dichiara: “In una congiuntura difficilissima a causa del perdurare della pandemia, continuiamo a credere e investire in questo mercato con la certezza che, insieme a tutto il settore del trasporto ferroviario, tornerà a crescere, grazie anche al previsto sviluppo della mobilità sostenibile. Operando con marchi propri e in licenza, la nostra azienda ha potuto offrire anche a Firenze una significativa varietà di offerta, proseguendo nella proficua partnership ultraventennale con Grandi Stazioni Retail”. Attualmente Chef Express è presente in 11 grandi stazioni della rete GSR. A breve si concluderanno altre importanti ristrutturazioni nelle stazioni di Roma Termini (Roadhouse Restaurant, McDonald’s, Lavazza e Juice Bar) e Genova Piazza Principe (McDonald’s).

Complessivamente i locali aperti da Chef Express nella Stazione di Firenze S. Maria Novella danno lavoro a circa 90 persone.

Chef Express, società controllata dal Gruppo Cremonini, realizza oltre il 60% dei ricavi nell’ambito delle attività in concessione (stazioni, aeroporti e autostrade in Italia, e a bordo treno all’estero): la società è leader in Italia nelle stazioni ferroviarie, con punti vendita in 49 scali ferroviari, è presente nel settore della ristorazione aeroportuale in 12 aeroporti italiani, e gestisce 54 aree di ristoro sulla rete autostradale italiana e sulle strade di grande comunicazione. Nel mercato della ristorazione a bordo treno la società è leader in Europa con oltre 140 treni serviti quotidianamente in 5 Paesi Europei. Nel canale degli shopping mall, outlet e retail park opera con la società C&P (JV col Gruppo Percassi) che, tra gli altri, annovera in portafoglio il noto brand internazionale di asian food Wagamama. Infine nella ristorazione commerciale controlla le catene casual dining Roadhouse Restaurant, Calavera e Billy Tacos, e la catena anglosasssone Bagel Factory.

ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE ANIE. L’INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA, CHIAVE DI VOLTA DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E DIGITALE

Filippo Girardi

L’Assemblea dei soci di ANIE (industrie elettrotecniche e elettroniche) ha eletto il 24 gennaio 2022 a Milano Filippo Girardi alla guida della Federazione per il prossimo quadriennio. UNAGA augura buon lavoro con l’auspicio di una collaborazione con la stampa specializzata per un’informazione sempre più competente al servizio dei cittadini.

“Il 2022 sarà un anno decisivo. Un anno di grandi sfide in cui si dovrà consolidare la ripresa economica del nostro Paese e renderla strutturale – ha detto Girardi –. Un’occasione unica e irripetibile per accompagnare l’Italia verso uno “Sviluppo Sostenibile” equo e inclusivo e spingere la digitalizzazione della PA, delle imprese e di tutto il tessuto produttivo mettendo al centro le persone: valore indiscusso delle nostre aziende”. Questi i punti centrali del programma, che, insieme al tema dell’aumento delle materie prime e dell’energia e la revisione del Codice dei Contratti pubblici, Girardi affronterà insieme ai tre Vicepresidenti. Fanno parte della squadra i nuovi Vicepresidenti Giordano Bruno, con delega alla Transizione Green e Sviluppo Sostenibile, Renato Martire, con delega alla Innovazione ed Education, Vincenzo de Martino, con delega ai Rapporti interassociativi. Profili di grande spessore professionale e civile che sapranno al meglio affrontare le sfide della ripartenza e le istanze delle imprese associate. Le imprese di ANIE stanno svolgendo funzioni fondamentali per il sistema Paese e saranno ancor più centrali nei prossimi anni in cui, il PNRR, dovrà essere pienamente implementato. Il know-how di ANIE e dei suoi associati potrà fornire un contributo fondamentale per pervenire a infrastrutture più moderne e sostenibili, città ed edifici “intelligenti” e energeticamente più efficienti, oltre all’apporto che possono dare alla digitalizzazione dei sistemi produttivi e della Pubblica Amministrazione.

“L’obiettivo della mia presidenza – conclude Girardi – è rendere ANIE riconosciuta nel Paese come l’insieme delle migliori aziende di innovazione italiana. Innovazione non solo tecnologica ma anche valoriale. Siamo portatori di sviluppo, ricerca, innovazione. Le nostre imprese sono il cuore del PNRR”.

 

ANIE Federazione, con oltre 1.500 aziende associate e circa 500.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 79 miliardi di euro (di cui 30 miliardi di esportazioni). Le aziende aderenti ad ANIE Federazione investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato.

Filippo Girardi, presidente e amministratore delegato di MIDAC Batteries (Soave, Verona). Vicepresidente della Federazione Anie nel precedente mandato, ed è Presidente di ANIE CSI, è inoltre vicepresidente di Confindustria Verona con delega alle relazioni industriali. Nato a Montecchio Maggiore (Vicenza) nel ’67, master in Business Administration presso CUOA Business School, Girardi è presidente e amministratore delegato di MIDAC Batteries dal 2001. Dal 2020 è vicepresidente di Eurobat, l’associazione europea di produttori di batterie, e vicepresidente di Ecopower, Consorzio nazionale per la gestione di accumulatori esausti.

LE RADICI SICILIANE SI NUTRONO DI INNOVAZIONE

In linea con le strategie di sviluppo sostenibile del Gruppo Unifrutti di cui fa parte, Oranfrizer in Sicilia sta sperimentando nuove tecnologie al servizio dell’agricoltura per ottenere frutti migliori, piante più sane, ottimizzazione delle risorse impiegate e un maggiore rispetto per l’ambiente.

Il processo d’agricoltura di precisione comincia dall’acquisizione di dati con satelliti, droni e misurazioni in campo che consentono di monitorare il suolo e il fabbisogno idrico, lo stato di salute degli alberi, l’umidità del terreno, dell’aria e delle foglie, la quantità di vento e di luce, e le condizioni ambientali avverse. I dati raccolti ed elaborati da software specializzati offrono analisi utili agli agronomi che, in modo più scrupoloso, possono intervenire e migliorare la gestione degli agrumeti e la qualità dei frutti, ottimizzare l’uso dell’acqua e dei fertilizzanti, evitando al massimo gli sprechi. Già da molti anni gli agrumi di Oranfrizer sono completamente edibili, buccia compresa, perché sono il risultato di una difesa integrata, in campo e in post raccolta sono rigorosamente rispettati i limiti imposti dalla legge sull’uso dei pesticidi, con residui molto bassi sul raccolto (al di sotto del 70% rispetto al limite imposto dalla legge). Il livello di controllo aumenterà con queste nuove pratiche di agricoltura di precisione. “Per continuare a coltivare il futuro dell’arancia rossa in Sicilia – afferma Nello Alba, Ceo di Oranfrizer –  intendiamo compiere scelte responsabili e tenere conto dell’impatto che l’uomo e i sistemi di produzione hanno sull’ambiente. Inoltre, mai come negli ultimi anni abbiamo potuto constatare le conseguenze del cambiamento climatico, nei nostri agrumeti si sono alternati lunghi periodi di siccità ed eventi alluvionali. Per condurre grandi imprese agricole, per gestire al meglio le risorse limitate, per difenderle da eventi imprevedibili, stiamo testando sistemi tecnologici avanzati che ci restituiscono informazioni utili e immediate, ci consentono di agire più attentamente a tutela del raccolto, a beneficio della sana e sicura alimentazione, e in modo rispettoso per la natura del nostro pianeta”.

I test sono avviati da Oranfrizer nel 2019, sono tutt’ora in corso e coinvolgono circa trenta ettari di coltivazioni localizzati alle pendici del vulcano Etna, nel cuore della Sicilia Orientale. Le arance sono tra i frutti protagonisti del progetto di Oranfrizer, in particolare quelle rosse. Le cultivar testate sono: le arance rosse Tarocco Ippolito, Sciara e Scirè, le arance bionde Navelina, Navel Powel, Lane Late, ed anche limoni, mandarini e melagrane. L’impegno in campo continua lungo il percorso produttivo, nello stabilimento di confezionamento di Scordia, nella Piana di Catania, che dal 2017 è alimentato al 30% da energia solare, ed al suo interno si stanno materializzando modifiche anche sui packaging che stanno progressivamente cambiando veste, con la riduzione dell’uso della plastica a favore della carta.

Le prime novità sono già sulla tavola, non solo con i frutti, ma anche attraverso la condivisione di informazioni e video digitali che in queste settimane vengono diffuse tra i consumatori all’interno dei reparti ortofrutta nei quali Oranfrizer è presente con un “cesto” di prodotti sempre più ampio di agrumi, frutti, ortaggi e spremute. Le attività nei punti vendita prevedono anche la diffusione di un ricettario a tema. 

Qui il link del video di Oranfrizerhttps://oranfrizer.it/video/it-IT/308/oranfrizer

CHIANTI E UZBEKISTAN SEMPRE PIU’ VICINI. IN GIOCO RAPPORTI COMMERCIALI, UN FESTIVAL SULL’UVA E UN’UNIVERSITA’ DELL’ENOLOGIA

di Franco Polidori, Presidente ARGA Toscana

Il Chianti e il suo vino fa tendenza e lo conoscono tutti persino nel lontano Uzbekistan. Ritano Baragli, Presidente del Consorzio della Cantina Sociale Chianti Colli Fiorentini di Val Virginio a Montespertoli, che è anche vicepresidente del Consorzio Chianti del Presidente Busi, ha avuto visita e ricevuto una delegazione uzbeka che è giunta nella cittadina della provincia fiorentina.

Delegazione uzbeka al gran completo dal vice governatore della Regione Tashkent Jashmhid Shoakmedov, il Console Onorario Leonardo Comucci e da una funzionaria dell’ambasciata uzbeka in Italia. L’Uzbekistan è un Paese dell’Asia Centrale, ex repubblica sovietica. È noto per le moschee, i mausolei e i luoghi legati alla Via della Seta, l’antica rotta commerciale che collegava la Cina al Mar Mediterraneo. Samarcanda, la città più importante lungo la Via, ospita un importante esempio di architettura islamica: il Registan, una piazza delimitata da tre scuole religiose decorate con ricchi mosaici e risalenti ai secoli XV-XVII.  Il Direttore del Consorzio Vino Chianti Marco Alessandro Bani ha mostrato alla delegazione le fasi della produzione, quelle promozionali, tutela e vigilanza nonchè le regolamentazioni che recitano le qualità del vino prodotto. Non potevano mancare per l’occasione alcune degustazioni. L‘Uzbekistan produce grossi quantitativi di uve, per lo più destinate al consumo diretto come frutta, solo infatti una quota del 20 per cento è destinata alla vinificazione. L‘Uzbekistan accoglierebbe molto volentieri il vino toscano di queste parti e sta pensando di organizzare in Oriente un Festival dell’Uva nella capitale TashKent nel 2022 in autunno e ha chiesto un supporto organizzativo.

Dunque un progetto concreto tra cui spicca inoltre un’Università dell’Enologia, altro progetto che le due aree così lontane nei confini ma vicini negli intendimenti vorrebbero prevedere a breve.

LIEVITA IL PREZZO DELLA PASTA, MA IL PIATTO CHE RAPPRESENTA L’ITALIA NON E’ UN LUSSO

di Luana Spernanzoni, Presidente ARGA Marche

A schizzare verso l’alto il prezzo della pasta, con un aumento che in pochi mesi ha raggiunto il 38%, ci hanno pensato più fattori. Come denunciato nei giorni scorsi dal Sole24Ore, il prezzo del grano è cresciuto del 90%, al quale si è aggiunto l’aumento dei costi delle altre materie prime e il drammatico rincaro delle bollette energetiche.

Ma il piatto nazionale per eccellenza, costa comunque poco.  Una porzione di pasta industriale si attesta sui 20 centesimi. Il piatto di spaghetti della migliore semola italiana, lavorata con cura e lentamente essiccata a costa circa 60 centesimi. Lo conferma Carlo Latini, pioniere della selezione varietale dei grani, che dal 1991 ha ripreso la coltivazione del grano Senatore Cappelli, antica varietà italiana selezionata da Nazareno Strampelli padre della genetica, che produce a filiera corta nelle Marche la “Pasta Latini”, marchio artigianale tra i più rinomati in Italia.

Lo conferma anche il Pastificio Agricolo Mancini a Monte San Pietrangeli (FM), che rappresenta un’altra eccellenza nel panorama della pasta di grano duro. “Non acquistiamo grano ma lo coltiviamo direttamente, siamo riusciti così a mantenere il prezzo della pasta bloccato per tutto il 2021. Sebbene da gennaio 2022 il listino è stato rivisto del 10-15%, per compensare gli aumenti dei costi di produzione e, soprattutto, del significativo rialzo dei costi di coltivazione, i consumatori attenti non tradiscono il marchio Mancini e riteniamo che non ci sarà un cambiamento di abitudini.”

E bene sottolineare che il caffè bevuto al bar ha un incremento del 50%, raggiungendo il prezzo di 1,5 euro a tazzina, mentre il piatto principe della dieta mediterranea, piacere della tavola e presidio di valori del territorio, nonostante i rincari, è ben al disotto.

LICOFARMA ESTRAE IL LICOPENE DAL POMODORO, CONSIDERATO L’ORO ROSSO PER LA SALUTE

Il Team Licofarma da sx a dx: Ing. Consiglio Rescio, Dr.ssa Ada Moschettini, Ing. Leonardo Rescio e Mirella Colazzo

di Tiziano Argazzi, Consigliere ARGA

L’azienda salentina è l’unica al mondo ad aver brevettato questo processo ad alta tecnologia con utilizzo della sola anidride carbonica supercritica. Si è chiuso in bellezza il 2021 per l’azienda salentina Licofarma srl (www.lycopenestore.it), l’unica al mondo ad aver brevettato l’estrazione del licopene con metodo innovativo non inquinante dal pomodoro, considerato l’oro rosso per la salute e la  bellezza,  con un nuovo processo ad alta tecnologia e non inquinante, con la sola anidride carbonica supercritica. Il relativo brevetto, di prodotto e processo, vale non solo in Europa, ma anche in Cina, Giappone, India, Messico, Stati Uniti e Canada.

Il licopene è una sostanza naturale presente in alcuni alimenti di origine vegetale, tra cui albicocche, carote e pomodori. I pomodori sono quelli più ricchi di questa sostanza dalle spiccate proprietà antiossidanti, caratteristica molto utile nel combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari ed anche alcune forme tumorali. L’azienda che ha sede a Galatina (Le) è attualmente partner – assieme ad altre 14 prestigiose realtà della ricerca e dell’innovazione scientifica italiana – di un importante progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il progetto in questione, che si chiama Percival (che sta per Processi di EstRazione di bioprodotti da sCarti agroIndustriali e VALorizzazione in cascata, vede capofila il Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia Scarl con sede a Brindisi. Gli altri partner sono sei Università degli Studi (Ferrara, Torino, Tuscia, l’Aquila, Bari Aldo Moro e Foggia) due fondazioni (Edmund Mach e Medes) e sei aziende private, tra cui Licofarma. Percival richiede un investimento globale di quasi otto milioni di euro di cui poco più di sei milioni destinati alla ricerca industriale, mentre oltre un milione e mezzo è riservato allo sviluppo sperimentale. Il progetto è nato nell’ambito della chimica verde e punta ad attuare in pieno l’economia circolare, basata su recupero, efficienza di processo e rispetto dell’ambiente come auspica l’Unione Europea che si è prefissata di raggiungere questo obiettivo tra meno di vent’anni.

Licofarma Srl è leader nella tecnologia di estrazione di principi attivi antiossidanti con anidride carbonica in condizioni supercritiche. Per tale ragione nell’ambito del progetto Percival si occuperà dell’estrazione di principi attivi da varie matrici vegetali con processi che fanno uso di anidride carbonica supercritica; i principi attivi ottenuti saranno anche testati in nuovi formulati nutraceutici e cosmetici di eccellenza.  

MACCHINE AGRICOLE: MERCATO IN CRESCITA NEL 2021. FEDERUNACOMA PREPARA UN’EIMA DA RECORD

Il mercato delle macchine agricole chiude il 2021 con un saldo nettamente positivo. I dati elaborati dall’Ufficio Studi di FederUnacoma, sulla base delle immatricolazioni fornite dal Ministero dei Trasporti, indicano crescite consistenti per tutte le tipologie di mezzi.

Le trattrici segnano un incremento del 36% rispetto al 2020, in virtù di quasi 24.400 unità vendute, un quantitativo che riporta il mercato su livelli elevati dopo anni nei quali la media delle immatricolazioni si era attestata al di sotto delle 19 mila unità. Incrementi consistenti anche per le mietitrebbiatrici, che dopo il picco di vendite avuto nel mese di giugno (100 macchine, pari ad un incremento del 33%) hanno registrato un calo nella seconda metà dell’anno chiudendo tuttavia con un bilancio positivo: 392 unità complessive per un attivo del 30%.

Nella seconda metà dell’anno anche i rimorchi hanno evidenziato un calo delle immatricolazioni, mantenendo comunque a fine dicembre un attivo del 20,4% grazie a 9.464 unità vendute; mentre le trattrici con pianale di carico registrano proprio a dicembre un buon incremento della domanda e chiudono l’anno con un totale di 673 unità, pari ad una crescita del 19,3%. La tipologia di macchina con la percentuale d’incremento più consistente è quella dei sollevatori telescopici, che nel 2021 raggiungono le 1.491 unità, con un attivo del 56%.

Complessivamente, quella del 2021 è una crescita record – sottolinea la Federazione dei costruttori – che non soltanto recupera il deficit verificatosi nel 2020 a causa della crisi pandemica, ma che migliora sensibilmente la performance del settore rispetto alle ultime stagioni, evidenziando una ripresa della domanda di macchinari agricoli di nuova generazione.

“Una spinta agli investimenti è venuta dagli incentivi fiscali per il 4.0 – spiega il Presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – vale a dire per quelle tecnologie elettroniche avanzate che nella meccanica agricola trovano applicazioni sempre più ampie, dai sistemi satellitari ai protocolli Isobus fino alla sensoristica e ai sistemi di rete; ed è positivo che il Governo abbia mantenuto questi incentivi anche per l’anno 2022”. “Il rinnovo del parco macchine è una priorità per il nostro Paese – sostiene Malavolti – e necessita di sostegni molto consistenti: oltre a quelli per il 4.0, servono anche i contributi che possono venire dai Piani di Sviluppo Rurale cofinanziati dall’Unione Europea e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che gestisce i fondi comunitari del Next Generation e che dovrebbe presto entrare nella sua fase operativa, tutti strumenti che favoriscono l’introduzione di innovazioni tecnologiche, migliorando la funzionalità, la compatibilità ambientale e la sicurezza dei mezzi meccanici”.

Un importante biglietto da visita in attesa di Eima “The Event” che riempirà tutti gli spazi della grande Fiera di Bologna dal 9 al 13 novembre 2022 e che vedrà, come sempre, una forte partecipazione di giornalisti specializzati italiani e stranieri anche tramite la nostra Unione.

INNOVATIVA INFORMAZIONE REGIONALE PER UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Una copertina dei Bollettini informativi tematici di Veneto Agricoltura

di Renzo Michieletto, Vice Presidente vicario ARGAV

E’ stato pubblicato il secondo numero del 2022 del Bollettino Colture Erbacee, newsletter informativa di Regione del Veneto e Veneto Agricoltura inviata gratuitamente via mail e disponibile anche sul sito internet dell’Agenzia regionale (www.venetoagricoltura.org). Si tratta di un utilissimo e pratico strumento di aggiornamento rivolto a tecnici e agricoltori impostato, come i “gemelli” Bollettino Cimice Asiatica e Bollettino Apistico, su modelli previsionali sempre più potenti e affidabili, che consentono la gestione dei diversi fattori agronomici con i quali le aziende agricole devono ogni giorno fare i conti.

“La piattaforma di bollettini informativi mirati che Regione del Veneto e Veneto Agricoltura stanno mettendo in piedi – ricorda l’Assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner –  va ad integrare, potenziare e omogeneizzare l’attività informativa regionale già presente da molti anni. Unico nel suo genere nel panorama nazionale, sempre più questo innovativo servizio informativo tematico diventerà per gli agricoltori veneti la base previsionale per individuare le migliori soluzioni agronomiche da adottare. La Regione è al fianco dei suoi agricoltori anche attraverso l’attivazione di nuovi servizi in linea con i più moderni strumenti tecnologici”.

Per quanto riguarda le colture (e le avversità) oggetto di analisi del Bollettino Colture Erbacee, Veneto Agricoltura sta lavorando per migliorare ulteriormente le modalità operative allo scopo di fornire alle aziende agricole informazioni sempre più specifiche in tempo reale. A questo bollettino si affiancano, infatti, anche una serie di servizi video in onda settimanalmente su alcune emittenti regionali e disponibili anche sul canale YouTube di Veneto Agricoltura.

La conferma della validità di questa tipologia di informazione mirata arriva anche dai riscontri positivi registrati da un’altra newsletter: il Bollettino Cimice Asiatica, realizzato da Regione e Veneto Agricoltura con il sostegno di alcuni Enti di ricerca, dedicato alle problematiche (e alle possibili soluzioni) legate alla presenza della cimice, autentica calamità per diverse colture, in particolare frutticole.

Lo stesso discorso vale per il Bollettino Apistico, realizzato nell’ambito del progetto europeo Interreg “Beediversity”, le cui comunicazioni tecniche si stanno rivelando di grande utilità per gli apicoltori e la salvaguardia del delicato ambiente in cui questi fondamentali insetti impollinatori vivono.

Tutti i bollettini vengono inviati per e-mail (seimila contatti), e qualora necessario integrati anche con SMS; come accennato, possono anche essere scaricati dal sito internet di Veneto Agricoltura.