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IN SICILIA IN AUMENTO LA PRODUZIONE DI ARANCE ROSSE

È iniziata la stagione dell’arancia rossa per Oranfrizer, il primo raccolto “made in Italy” ha raggiunto le tavole in questi giorni. Asia e Nord Europa saranno le destinazioni del 2021. Con l’auspicio che Covid 19 e Brexit non pongano ostacoli logistici all’ingresso dei prodotti. Oranfrizer ha buone premesse, è diventata parte integrante del gruppo internazionale Unifrutti, continuerà con la sua natura glocal a servire l’arancia rossa e gli agrumi per soddisfare l’elevata richiesta del mercato italiano sempre più consapevole delle proprietà benefiche dei frutti freschi e spremuti, ricchi di vitamina C.
Gli italiani, come sempre, sono i primi a gustare l’arancia rossa più precoce che matura negli agrumeti di Sicilia. Si chiama Nucellare, è una cultivar di Tarocco dal gusto vivace con la polpa leggermente pigmentata. È arrivata nella seconda settimana di dicembre, dopo aver raggiunto il giusto livello di maturazione e una lieve pigmentazione. L’attesa delle rosse siciliane che ogni anno cresce nei reparti ortofrutta della GDO non ha mai spinto Oranfrizer ad anticipare i tempi dell’offerta, è più importante tutelare l’alta la qualità dei frutti e renderli disponibili solo quando sono pronti per la raccolta.
Come tutti gli agrumi distribuiti da Oranfrizer, la prima arancia rossa che ha raggiunto i mercati ha la buccia edibile, pertanto – dalla polpa alla scorza – può essere completamente usata in cucina, in totale sicurezza. Alla raccolta delle arance rosse Tarocco Nucellare, seguirà nei prossimi giorni l’arrivo delle arance Moro, le più ricche di antocianine, le più rosse che proprio durante questo periodo stanno sviluppando la loro eccellente pigmentazione, sia nella polpa che sulla buccia.

Con le Moro arriveranno anche i mandarini, facili da sbucciare, delicati e dolci al palato, particolarmente apprezzati dalle famiglie con bambini. Da alcune settimane sono già sui mercati anche il limone primofiore, con la buccia gialla ed abbondante resa in succo e l’arancia bionda Navelina, la prima della nuova campagna agrumaria.

MARIELLA COSSU, UNA VITA AL SERVIZIO DELLA PROFESSIONE

Mariella Cossu e Roberto Zalambani con i dirigenti dell’Assessorato alle politiche agricole della Regione durante l’evento di promozione dei prodotti tipici della Basilicata, svoltosi a Matera nel gennaio 2016

Se ne è andata in silenzio come in silenzio aveva vissuto gli ultimi anni in una residenza sanitaria, barriera invalicabile tra lei, così piena di vita e di iniziative, e la nostra professione, nella sua Sant’Antioco, provincia di Carbonia-Iglesias.

Giustamente il mondo del giornalismo sardo ha onorato la memoria di Maria Maddalena (per tutti Mariella) Cossu, 78 anni, laureata in lettere e giornalista pubblicista iscritta all’Ordine della Sardegna dal 1° dicembre 1989. Per 37 anni ha lavorato all’Ersat, l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo, prima nella segreteria del Consiglio d’Amministrazione e poi nell’Ufficio stampa che ha diretto per 15 anni. Sono gli anni del trasferimento a Cagliari e dell’inizio delle collaborazioni a importanti riviste specializzate. Sono gli anni dell’impegno negli organismi di categoria: per 12 anni componente del Consiglio direttivo dell’Assostampa Sarda, vi ha ricoperto anche le cariche di tesoriere con Presidente Francesco Birocchi e di consigliere del Gruppo Uffici Stampa; nell’Unione Cattolica Stampa Italiana è stata Segretaria regionale con la presidenza di Mario Girau e Tesoriere nazionale dal 2009 al 2016 con la presidenza di Andrea Melodia. “Per noi Mariella è stata una bandiera della stampa agricola e poi ambientale della sua terra e un punto di riferimento costante e sicuro per l’Unaga”, ricorda il Presidente Roberto Zalambani. “Agli inizi della collaborazione con l’Informatore Agrario, La Vita in Campagna e Origini, iniziò a frequentare l’Arga Sardegna del Presidente Flavio Siddi per poi diventarne a sua volta Presidente dal 2010; con tale carica entrò nel Consiglio nazionale di Unaga per poi ricoprire il ruolo di vice Presidente Vicario con Mimmo Vita Presidente e con me Segretario Generale. E’ stata protagonista di tanti incontri e eventi in giro per l’Italia, l’ultimo dei quali nel gennaio 2016 a Matera nel corso di una serata di gala organizzata dall’Assessorato regionale alle politiche agricole per la promozione dei prodotti tipici della Basilicata”, conclude Zalambani sottolineando come avesse anche recuperato una vocazione ambientalista che le consentì di ricevere il Premio “Sentinelle del creato” nel 2009.

Unaga si stringe ai famigliari di Mariella e ai dirigenti di Arga Sardegna Celestino Moro Presidente e Maurizio Orrù Segretario in questo momento di profonda tristezza per tanti.

SCOMPARSA DI ARTURO DIACONALE, UN ABRUZZESE NEI FATTI E NON SOLO DI NASCITA

Arturo Diaconale lascia un vuoto nel mondo del giornalismo nazionale, ma anche in quello abruzzese. La sua scomparsa sconcerta tutta la direzione e gli iscritti di Arga Abruzzo (il gruppo giornalistico di specializzazione agro alimentare ed ambientale della FNSI) non solo per la perdita di un professionista di alto livello, ma anche per l’uomo e l’amico. Diaconale, abruzzese di nascita e romano d’adozione, per quanto riguarda la nostra regione aveva favorito la nascita di un Coordinamento editoriale locale de “L’Opinione”, dove è stato Direttore fino all’ultimo.

Così Antonio De Panfilis (direttivo Arga Abruzzo) e Donato Fioriti, Presidente Arga Abruzzo e Vicario Nazionale Unaga (FNSI).

“Parliamo dello storico quotidiano nazionale, di ascendenza liberale, -sottolinea De Panfilis, collaboratore di Diaconale – che aveva avuto i prestigiosi natali per volere di Cavour. La sponda abruzzese, eravamo nella prima metà degli anni duemila, aveva coinciso con uno slancio nazionale di settorializzazione mirata, che seguiva la linea della diffusione parlamentare “brevi manu”. E l’Abruzzo come accennato, vi partecipava in pieno  avendo referenti in tutte le principali città abruzzesi, per volere del suo Direttore.”

“A Diaconale siamo particolarmente grati – aggiunge Fioriti– come giornalisti ambientali FNSI per il ruolo svolto nell’ambito della direzione del “Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga”, negli anni immediatamente successivi”.

“Qui, per mandato ma anche per vocazione,- concludono De Panfilis e Fioriti- fu particolarmente vicino ai temi “green”: dal turismo ambientale a quello ambientale ed enogastronomico, temi che coincidono perfettamente con quelli del nostro gruppo di specializzazione.  Alla famiglia ed agli amici più intimi che lo ricordano con il nostro identico affetto, vanno le più sentite condoglianze”.

GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO, 5 DICEMBRE 2020

Si tratta del convegno nazionale più importante della Giornata e punta a ricordare che, finita l’emergenza Covid-19, resterà l’emergenza ambientale legata ai suoli e alla perdita progressiva della loro biodiversità. I lavori inizieranno alle ore 9:00 e si concluderanno alle ore 13:30.

Unaga ha aderito alla manifestazione e il Presidente Roberto Zalambani svolgerà un intervento intorno alle ore 12 sul tema: “Troppe giornate mondiali! Il dovere dei giornalisti di dare il giusto valore a quelle più importanti”.

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ID webinar: 839 8224 6213  – Numeri internazionali disponibili: https://us02web.zoom.us/u/kcEBh5mwYf. Puoi annullare la tua iscrizione in qualunque momento.

Il 4 dicembre la Giornata mondiale del suolo verrà celebrata presso la FAO dalle ore 13:00 alle ore 14:30. Nell’occasione verrà presentato il Rapporto sullo stato delle conoscenze sulla biodiversità del suolo. Hastag per seguire la cerimonia: #BiodiversitàDelSuolo.

“COLTIVATORI DI EMOZIONI” LA PRIMA PIATTAFORMA DI SOCIAL FARMING PER PRESERVARE LE ECCELLENZE AGRICOLE DEL MADE IN ITALY

di Daniela Paties Montagner, Membro del Direttivo ARGA FVG

“Coltivatori di Emozioni” è la prima piattaforma italiana di social farming realizzata per supportare fattivamente i piccoli produttori agricoli, per la salvaguardia dei territori rurali a rischio di abbandono, ed il recupero di antiche tradizioni contadine, tramite uno strumento di solidarietà: “l’adozione a distanza dei coltivatori e delle loro tradizioni agricole”. Un sistema rivolto sia ai privati che vogliono avvicinarsi alla bellezza e complessità delle attività agricole, sia alle imprese, che tramite il sostegno a piccoli produttori selezionati possono contribuire a preservare e tramandare le eccellenze agricole del Made in Italy. In occasione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile-Sustainable Development Goals (SDG), Coltivatori di Emozioni ha ottenuto il premio Green Pride 2018 come Best Practice, per aver ideato un nuovo ciclo produttivo responsabile a sostegno dell’ambiente e delle microeconomie locali, applicando la tecnologia all’agricoltura per recuperare i terreni incolti, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità di Green Job. L’iniziativa rientra nell’ambito di Agenda 2030, un programma sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 paesi membri dell’ONU ed ingloba 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Coltivatori di Emozioni punta a raggiungerne alcuni tra i quali: -Obiettivo 12: Consumo e produzioni responsabili; -Obiettivo 8: Lavoro dignitoso e crescita economica e Obiettivo 15: La vita sulla terra.

Il progetto è un’iniziativa nata a livello locale in Puglia nel 2016, che si è poi estesa su base nazionale. Sin dall’inizio é stata sostenuta dallo Chef Simone Rugiati, grazie alla condivisione di valori e intenti, quali: portare in tavola prodotti naturali, provenienti da un’agricoltura sostenibile e/o biologica, che rispetti la biodiversità e il benessere del consumatore. “Un viaggio emozionante” articolato in 5 episodi, partendo dai viticoltori dell’IGT Montecastelli in Val di Cecina, ai risicoltori in Lomellina ed i tartufai dell’Oltrepò pavese, per poi passare tra gli uliveti pugliesi e molisani, sino ai produttori di salumi abruzzesi. Si alterneranno racconti, storie ed un momento di convivialità, che riunirà alcuni dei produttori della rete di Coltivatori di Emozioni. Grazie ai canali social di Simone Rugiati e di Coltivatori di Emozioni, verrà documentato questo primo viaggio alla scoperta dell’Italia : https://www.coltivatoridiemozioni.com/tour-delle-emozioni/

Come dichiarato da Paolo Galloso, founder di Coltivatori di Emozioni: «La protezione dei nostri patrimoni e la riscoperta delle coltivazioni tradizionali delle aree rurali italiane costituiscono l’energia che anima il nostro progetto. Tutti noi abbiamo il dovere di salvaguardare le tradizioni e le tipicità italiane. Vogliamo concretizzare i nostri obiettivi, coinvolgendo Simone in questa nuova avventura. Crediamo che attraverso una figura come lui possiamo dare voce ai piccoli produttori italiani e promuovere quei borghi che versano in uno stato di abbandono. Così facendo vogliamo riuscire nel nostro intento ambizioso di creare una rete sostenibile di sostenitori per custodire i nostri tesori che hanno fatto grande l’Italia».

Per ulteriori informazioni: www.coltivatoridiemozioni.com

DISASTRO E ALLUVIONE IN SARDEGNA

di Maurizio Orrù, Arga Sardegna

Situazione drammatica in buona parte del territorio della Sardegna a causa del maltempo. La zona più colpita dell’isola è concentrata nel territorio compreso tra Bitti, Dorgali, Nuoro e la Valle del Cedrino.

Si contano per il momento morti e dispersi. I comparti dell’agricoltura e della pastorizia sarda sono stati colpiti in modo massiccio e violento. “I danni sono davvero ingenti- afferma il Presidente provinciale Coldiretti Nuoro Leonardo Salis – ci sono tantissime strade rurali e ponti distrutti che hanno isolato gli ovili. Molte aziende sono rimaste senza corrente elettrica, non possono utilizzare le mungitrici e sono senza acqua non potendo utilizzare i pozzi. Ettari e ettari di erbai dilavati. Scorte di foraggio e mangime bagnate, stalle allagate”. Un vero disastro.

In Sardegna la macchina dei soccorsi si è subito mobilitata per fronteggiare l’emergenza. La Giunta regionale ha destinato una parte del bilancio a sostegno delle attività coinvolte nel disastro. Secondo Il Presidente della Coldiretti Sardegna “Il primissimo e approssimativo bilancio è già molto pesante. Quello più grave e incommensurabile è la perdita delle vite umane. In questo momento allevatori e agricoltori sono concentrati a limitare i danni e mettere in sicurezza le aziende. Nei prossimi giorni avremo un quadro più preciso che sappiamo già essere molto più pesante”.

Lo scenario del rischio in Italia è assai critico e preoccupante. Infatti sono 7 milioni gli italiani che vivono in zone a rischio alluvioni e frane determinate da alcuni fattori climatici o da spaventose ed illegali cementificazioni, che condizionano la vita e il lavoro.

NELLA SIBARITIDE CRISI PROFONDA PER LE CLEMENTINE IGP CALABRIA

La raccolta delle clementine nella Sibaritide

di Claudio Venditti, consigliere Arga Calabria

La campagna agrumicola 2020/2021 risente di una profonda crisi. I prezzi alla produzione sono bassissimi; le clementine IGP Calabria realizzano in campagna un prezzo che non copre nemmeno i costi di produzione; le forti piogge dei giorni scorsi hanno determinato danni consistenti. “Per coprire i costi di produzione e raccolta – ci ha dichiarato Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – ci vogliono almeno 35/40 cent. a kg! E’ un conto economico per gli agricoltori che è drammatico, denuncia”. La crisi causata dal Covid, i limiti alla movimentazione delle merci e delle persone, la chiusura dei ristoranti, le temperature più alte della media stagionale che hanno accorciato i tempi di maturazione, con le piogge alluvionali che hanno determinato la cascola del frutto in una percentuale fra il 30 e il 40%, hanno compromesso il reddito degli agricoltori. 

“Il territorio della Sibaritide – aggiunge Aceto – , che impernia la sua economia proprio sulle clementine, è soggetto ad un tracollo senza precedenti a cui si aggiunge il “solito” atteggiamento della Grande Distribuzione Organizzata che non riconosce agli agricoltori prezzi remunerativi. La Coldiretti invita i cittadini-consumatori e gli operatori economici a aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano, privilegiando negli approvvigionamenti arance e clementine made in Calabria al 100% e gli altri prodotti agroalimentari del territorio.

Auspica inoltre “un patto etico di filiera” tra il mondo della produzione e della distribuzione per garantire almeno i costi di produzione e di raccolta. Abbiamo altresì chiesto al Dipartimento Agricoltura – riferisce Aceto – l’esigenza di predisporre un Piano Agrumi regionale e di attivare misure specifiche per contrastare la crisi quali ritiro di prodotto, insieme al MIPAAF, da destinare alla distribuzione gratuita e agli indigenti.

L’ipotesi dei ritiri potrebbe configurarsi oltre che per il prodotto fresco anche per il succo che renderebbe più gestibile la particolare emergenza. Speriamo in un bando per ritiri di generici di “succhi di frutta” che, se opportunamente utilizzato, potrebbe, seppur parzialmente, ristorare il settore”.

UNAGA ADERISCE AL “PATTO DI SPELLO” PER L’ENO-OLEOTURISMO ITALIANO

Roberta Garibaldi

Il 26 novembre è stato siglato il “Patto di Spello” tra Città del Vino, Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino e dell’Olio e Federazione Italiana Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori. Anche Unaga partecipa alla promozione attraverso le colleghe giornaliste di ADD Comunicazione. La Ministra alle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova ha dato la sua disponibilità alla creazione di una cabina di regia nazionale. Soddisfazione ha espresso il Presidente della Fige (Federazione Italiana Giornalisti Enogastronomici ) e Consigliere nazionale Unaga Ugo Iezzi.

Teresa Bellanova

L’accordo siglato tra le quattro più importanti organizzazioni italiane che si occupano di turismo enogastronomico è stato fortemente voluto a seguito della recente emanazione della legge sull’enoturismo e sull’oleoturismo.
A fotografare l’attuale stato dell’arte è intervenuta Roberta Garibaldi, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e docente di Tourism management che ha affermato: “ Nell’ultimo decennio è cresciuta la rilevanza del cibo, del vino, dell’olio, nel turismo: oggi la quasi totalità dei viaggiatori compie esperienze a tema nel corso della propria vacanza, con il 45% degli italiani e il 53% degli stranieri che visitano una destinazione con motivazione primaria l’enogastronomia. Nonostante la grave crisi che ha colpito il turismo del nostro Paese, con un calo dei pernottamenti stimato a -49%, il turismo enogastronomico, ha saputo mantenere e crescere il suo appeal e le prospettive nei prossimi anni sono di un ulteriore rafforzamento. L’enogastronomia può e deve essere un asset trainante dello sviluppo del turismo dell’Italia durante e dopo il COVID-19. Le azioni sinergiche che usciranno dal tavolo di lavoro, imprimeranno sicuramente una svolta, tanti saranno i temi da affrontare per lo sviluppo del settore: rafforzare le attività di analisi e di comunicazione, sviluppare l’offerta di sistema agevolandola sia attraverso la normativa che attraverso incentivi finalizzati, stimolare l’innovazione, la digitalizzazione, la sostenibilità”.
“Protagonisti di questo patto, non sono semplici associazioni di rappresentanza di istituzioni e aziende – ha detto Paolo Morbidoni, Presidente della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria e della Federazione nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori – ma aggregano i soggetti che partendo da zero in questi ultimi venti anni hanno costruito dal basso l’enoturismo e l’oleoturismo italiano”.
Michele Sonnessa – Presidente Associazione Nazionale Città dell’olio ha ribadito come siano ormai diversi anni che le “Città dell’Olio hanno scelto di puntare sul turismo dell’olio promuovendo iniziative importanti come la Camminata tra gli olivi e il Primo Concorso nazionale Turismo dell’Olio”. Il Presidente Floriano Zambon ha presentato l’ Associazione Nazionale Città del Vino che nata nel 1987, riunisce circa 450 Comuni italiani ed enti territoriali ed opera per la promozione e la valorizzazione dei territori del vino attraverso progetti di marketing territoriale.

Nicola D’Auria – Presidente Nazionale Movimento Turismo del Vino e dell’Olio, ha chiesto una forte collaborazione tra le Istituzioni e i settori vinicoli, oleicoli, alimentari e turistici per garantire al nostro Paese il ruolo leader a livello internazionale. 

EIMA INTERNATIONAL RITORNERA’ IN PRESENZA NEL 2021

EIMA International, la rassegna mondiale della meccanica per l’agricoltura, la cura del verde e la relativa componentistica, di cui Unaga è uno dei partner per la comunicazione, terrà la sua 44ma edizione, presso il quartiere fieristico di Bologna, dal 19 al 23 ottobre 2021.

Questa la decisione maturata il 25 novembre scorso dal Consiglio d’Amministrazione di FederUnacoma Surl – la società di servizi dell’ associazione italiana dei costruttori che è organizzatrice diretta dell’ evento – al termine di un’ attenta valutazione circa il calendario delle esposizioni internazionali, le disponibilità del quartiere fieristico di Bologna, la stagionalità delle lavorazioni agricole, ma soprattutto in base alle proiezioni sull’ evoluzione della pandemia Covid 19 e sulle strategie di contenimento messe in atto dai Governi.

La rassegna dell’EIMA, che avrebbe dovuto tenersi nel novembre di quest’anno e che era stata spostata al febbraio 2021 a causa dell’ emergenza sanitaria e del divieto di svolgere manifestazioni fieristiche, viene così ulteriormente spostata, e collocata in un momento dell’ anno nel quale si spera che l’emergenza sanitaria possa essere avviata a soluzione anche grazie all’ avvio delle previste campagne di vaccinazione.

I vertici di FederUnacoma puntano a realizzare un evento di alto contenuto dal punto di vista tecnologico e commerciale, che possa rappresentare anche simbolicamente un momento di rinascita dopo le travagliate vicende del 2020 e il perdurare dell’emergenza ancora previsto nella prima metà del prossimo anno.

EIMA International tornerà al proprio posizionamento ordinario con la 45ma edizione, già fissata per il novembre 2022.

4 DICEMBRE 2020, L’EUROPA CHE VERRA’ SU ZOOM CON ARGAV DEL VENETO E TRENTINO ALTO ADIGE: ISCRIZIONI APERTE

Sarà difficile dimenticare questo 2020. L’epidemia per Covid-19, oltre ad aver causato centinaia di migliaia di decessi in tutto il mondo e messo in un angolo tanti aspetti che tengono in piedi il tessuto sociale delle comunità, ha provocato un autentico sconquasso all’economia globale, compresa quella dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea.

In questi mesi le Istituzioni comunitarie non sono rimaste a guardare; ora però i Paesi europei attendono il varo degli strumenti economici annunciati, indispensabili per una rapida ripresa.

È all’interno di questo quadro che si sviluppa il webinar di ARGAV (Associazione Regionale Giornalisti Agroambientali del Veneto e Trentino-Alto Adige)

L’EUROPA CHE VERRÀ

venerdì 4 dicembre 2020, ore 18:00-19:30

Si parlerà di Bilancio europeo 2021-2027, strumenti economici collegati e politiche di grande interesse per l’intera collettività, a partire dalla futura Politica Agricola Comune (PAC) post 2020.

Interverrà:
Laura Ambrosino, responsabile Media e Comunicazione della Commissione europea – Rappresentanza a Milano.

Per partecipare all’incontro clicca qui:

https://us02web.zoom.us/j/83805387524?pwd=SFFmdHhZRE4vVkRBV1MxZEhHcEN6Zz09

oppure

vai su www.zoom.us, clicca su “Join a meeting” (barra in alto, a destra), quindi inserisci:

Meeting ID: 838 0538 7524
Passcode: ARGAV2020