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TERRITORIO E DISSESTO IDROGEOLOGICO. UNARGA SI E’ CONFRONTATA A BOLOGNA CON ESPERTI E CARABINIERI FORESTALI

Il salone dello Stabat Mater dell’Archiginnasio di Bologna

Nel centenario della legge forestale “Serpieri”, l’Accademia Nazionale di Agricoltura e il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, hanno organizzato a Bologna, nella prestigiosa sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio, antica sede dell’Università, una giornata per discutere delle criticità dei territori montani e di pianura per proporre, alle numerose autorità dello Stato e degli Enti locali presenti, nuove strategie attuative anche alla luce dei disastri avvenuti in Emilia-Romagna e in Toscana negli ultimi mesi.

L’intervento di Fabrizio Stelluto

Tra i numerosi ospiti, i rappresentanti dell’Agenzia Italia Meteo, dell’Anbi, del Crea, della Fidaf, dell’Uncem, dell’Autorità di Bacino del Po; tra i tanti saluti istituzionali, quelli dei generali Nazario Palmieri, Fabrizio Mari e Giancarlo Gambardella, del già Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e del Ministro delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Il convegno è stata l’occasione per presentare il volume “Foreste, territorio, dissesto”, scritto da Giorgio Amadei, Federico Magnani, Nazario Palmieri e Gilmo Vianello, che, in qualità di coordinatore del programma e di vice Presidente dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, ha chiuso i lavori come li aveva aperti il Presidente Giorgio Cantelli Forti.

I lavori del pomeriggio hanno visto la partecipazione come relatori del Presidente e del Vice Presidente Vicario di UNARGA Roberto Zalambani e Fabrizio Stelluto che così hanno consentito ai numerosi giornalisti presenti di  accedere ai crediti formativi professionali. Parlando con competenza di dissesto idrogeologico dalla parte degli operatori dell’informazione ( Stelluto ) e di giornalismo ambientale nella sfida quotidiana tra emergenze continue, servizio all’opinione pubblica e deontologia professionale ( Zalambani ), i giornalisti del Gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno dimostrato di avere le carte in regola per venire ascoltati e coinvolti nella conoscenza e sviluppo dei Piani attuativi dei progetti di Ripresa e Resilienza.

L’intervento di Roberto Zalambani

Pienamente raggiunto l’obiettivo della giornata: analizzare, partendo dalla Legge forestale “Serpieri” del 1923, la situazione nazionale attuale con i tanti tremendi eventi naturali, così efficacemente raccontati dai media. Le profonde trasformazioni del contesto socio-economico hanno generato rilevanti riconfigurazioni dei sistemi territoriali di riferimento soprattutto in ordine al progressivo spopolamento e abbandono delle aree montane e alla marginalizzazione dei contesti territoriali di riferimento. Infatti, come la “Legge Serpieri” (in sala era presente la discendente del grande statista Beatrice M. Serpieri Misciattelli delle Ripe) offrì una prima sistemazione organica delle diverse disposizioni in materia forestale, con l’obiettivo di coniugare l’attenzione all’economia montana e la necessità di difendere suolo e territorio, attraverso l’ausilio delle competenze e delle professionalità nell’organizzazione forestale dello Stato, anche oggi i recenti eventi accaduti in Emilia-Romagna e Toscana risuonano come campanelli d’allarme che necessitano di essere ascoltati perchè il futuro non ci riservi catastrofi ancora peggiori.

LUANA SPERNANZONI, PRESIDENTE ARGA MARCHE, IN VISITA ALLA FORNERIA MARCHIGIANA DI MORROVALLE (MC)

Marco e Valentina Salvucci

Quella dell’arte bianca è una filiera complessa, impegnativa, tuttavia vi è un fiorire di competenze e passioni che caratterizzano il mondo del pane e che soprattutto coinvolge giovani.

E’ per questo che l’incontro con Marco Salvucci, titolare insieme alla sorella Valentina della Forneria Marchigiana di Morrovalle (Mc), ci è sembrato sorprendente. Negli anni ’70 il loro nonno dalla mezzadria e dal lavoro campi, allora durissimo, mette in piedi quella che sarà poi l’attività di famiglia. Gaetano, papà dei fratelli Salvucci, ca va sans dire segue le orme del padre e dalla bocca del forno oltre al pane escono anche dolci della tradizione locale. Con l’arrivo della terza generazione nel 2017 si avvia la fase di transizione che apporta qualità e conoscenza. Il sapere viene da lontano e la tradizione si arricchisce di competenza scientifica. Marco ha 30anni, è laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari mentre Valentina lascia nel cassetto la laurea in Management dei beni culturali e anche l’attività di amministratrice della cosa pubblica dove di certo può offrire la sua competenza ma che richiede tanto impegno. Così abbandona il ruolo di assessora al turismo del Comune di Morrovalle ed entrambi diventano titolari di terza generazione del forno familiare che cambia non solo nel nome ma in tutta la strategia gestionale. Comincia così la svolta qualitativa e l’avventura imprenditoriale.
Dopo 37 anni i giovani oltre alla passione familiare, apportano anche scelte rigorose. Scompaiono i semilavorati industriali che avrebbero facilitato la produzione. Dai pochi ingredienti che risultano dalle etichette, spariscono gli additivi e ogni componente che non sia artigianale e di qualità. La scelta ricade ovviamente sulle farine biologiche prodotte nelle Marche, anche tutti gli altri ingredienti sono artigianali e provengono dal territorio. Compresa la segale per produrre “Segaligno” pane 100% di segale integrale marchigiana che proviene dall’azienda Viola che coltiva con metodo biologico cereali e legumi nei pressi di Fermo e che ricerca le varietà che meglio si adattano al cambiamento climatico rispettando il suolo e la sostenibilità ambientale. Marco e Valentina ci hanno messo ben cinque anni ad individuare le aziende dove reperire prodotti per fare dolci “un impegno che non finisce mai” ci dice Valentina – perché sono ingredienti naturali e dunque la produzione non è costante né consistente. Un lavoro che richiede ancora oggi l’impegno di Marco che macina chilometri per reperire prelibatezze locali. Uova, olio, latte, pomodoro, burro… li andiamo a cercare… fin sotto i Monti Sibillini”. Tre parole d’ordine sono il fil rouge del rigore Salvucci: genuino, marchigiano, biologico. C’è da sottolineare che non è per niente facile in una regione come le Marche, dove le aziende sono piccole e non amano le forme associative. “Ho sentito una sorta di richiamo, il desiderio di tornare al laboratorio del forno. Il corso di studi in Management dei Beni culturali, la passione per l’arte, la cultura e la storia restano per me di grande interesse ma mi allontanavano dall’attività in cui sono cresciuta e che amo”. Nel 2023 inizia così il cammino della Forneria Marchigiana, la scelta del rigore assoluto, la svolta in cui credono fortemente mettendo in gioco creatività e sapere. Il sistema fiscale non fa paura. Oltre ai quattro della famiglia (mamma inclusa), lavorano all’arte bianca sei dipendenti sotto 30 anni, contrattualizzati e in regola. La scelta è valorizzare le aziende marchigiane, agricoltori e artigiani che possiedono un conoscenze preziose e sapori ineguagliabili.  “È il motivo per cui, ogni giorno, intraprendiamo nuove sfide nella ricerca e nell’utilizzo di ingredienti marchigiani. Questo è il significato più profondo dei nostri dolci autunnali, un esempio? Fave dei morti, tozzetti al vino cotto sono realizzati con mandorle e noci che vengono da Montegiorgio (FM), fatti in casa come una volta” – ci raccontano i fratelli Salvucci. Che salto potrebbero fare le Marche? “I produttori locali possono fare moltissimo, a cominciare dal miglioramento dell’organizzazione aziendale. Se si superassero limiti organizzativi e culturali, le aziende potrebbero produrre di più riducendo i costi.  Per emergere sul mercato non basta un buon prodotto – aggiunge – serve maggior competenza sia dei processi produttivi che nella gestione del personale.
Qual è l’obiettivo? “Quando riesco a sfornare pane e dolci qualitativamente differenziati, la nostra attività supporta le aziende locali scegliendo ingredienti genuini, i miei collaboratori sono regolarmente retribuiti…e per noi titolari c’è il giusto compenso… – racconta soddisfatto Marco – ecco che sono felicissimo”.

PREMIO “FRANCESCO LANDOLFO”, A NAPOLI LA CERIMONIA DI CONSEGNA AI VINCITORI DELLA XII EDIZIONE

Si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di Giulia Cecchettin, la 23enne veneta uccisa dall’ex fidanzato, la XII edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, celebrato il 28 novembre 2023 all’Istituto di Cultura Meridionale di Napoli.

Si sono aggiudicati questa edizione del premio Paola Cacace (Corriere Extra), Francesca Mari (Il Mattino), Francesca Bellino (RaiRadio1), Paolo Picone (Tg I-Talicom), Marco Martone (Ilgolfo24.it), Claudia Procentese (Fanpage.it). La Targa Gianpaolo Necco è stata assegnata a Emanuele Imperiali (Corriere del Mezzogiorno), mentre hanno ottenuto una menzione speciale Salvatore Dare (Metropolis) e Michela Anna Giulia Iaccarino (IlFattoQuotidiano.it).

Al dibattito hanno preso parte il presidente del Cnog, Carlo Bartoli, il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Vittorio di Trapani, il direttore de Il Mattino, Francesco De Core, il direttore responsabile del Roma, Pasquale Clemente, e il caporedattore centrale della Tgr Campania, Oreste Lo Pomo, moderati dal direttore editoriale del Roma, Antonio Sasso.

La figura professionale e umana di Franco Landolfo è stata ricordata dal presidente del Sugc, Claudio Silvestri, dal presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, Ottavio Lucarelli e dal decano dei giornalisti campani, Umberto Belpedio. Geppina Landolfo, figlia di Francesco e presidente dell’Arga Campania, ha sottolineato la grande partecipazione al premio con 47 servizi giornalistici arrivati da tutta Italia.

25 NOVEMBRE 2023 A SAN MINIATO (PI). CORSO PER GIORNALISTI, LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E AGROALIMENTARE

di Franco Polidori, Presidente ARGA Toscana

Ancora disponibilità per il corso per giornalisti (con crediti formativi) che si svolgerà sabato 25 novembre 2023 a San Miniato (Pisa) in occasione della Festa Nazionale del Tartufo Bianco. 

Tema della mattinata (inizio ore 09:30) “La Sostenibilità ambientale e agroalimentare” titolo che è possibile trovare sulla piattaforma riservata (formazionegiornalisti.it) agli iscritti dell’Ordine della Toscana e dell’intera Italia. Le adesioni sono già piovute e restano ancora posti limitati; vi è possibilità di iscriversi sul posto (piazza Duomo San Miniato Area allestita riservata). Il corso è stato coordinato da Fondazione Formazione Ordine Giornalisti Toscana, Odg Toscana, Accademia Georgofili Firenze, ARGA Toscana gruppo specializzato Assostampa, Comando Carabinieri Roma Tutela Agroalimentare, San Miniato Promozione, Comune San Miniato. I relatori saranno i Professori Massimo Vincenzini, presidente Accademia Georgofili Firenze, Zeffiro Ciuffoletti, Emerito Accademia Georgofili, Rossano Ercolini, Presidente Zero Waste Europe, e il Dott Agostino Giannino, ufficiale Rs del Gruppo Comando Generale Carabinieri Roma per la Tutela Agroalimentare.

Tutti quanti terranno un corso articolato sulla sostenibilità ambientale e agroalimentare con le salvaguardie del tartufo, ma anche sulle necessità incombenti di effettuare azioni circa i cambiamenti climatici in corso, passando dalla gestione dei rifiuti, fino alla conservazione dell’ambiente naturale dove nascono le eccellenze agroalimentari con riferimenti alle tutele e alle leggi. Al termine del corso per tutti i giornalisti convenuti sarà offerto e riservato un cooking show gratuito al tartufo bianco accanto ad altre eccellenze agroalimentari.

Per agevolare i giornalisti è stato attivato anche un bus privato e gratuito (tratta Firenze/San Miniato e ritorno, partenza ore 08:20 piazza De Gasperi 1 area sede Rai Toscana). Per aderire occorre, ed è obbligatoria la prenotazione entro il 16 novembre 2023 scrivendo alla mail segreteria@argatoscana.it oppure su Whatspp 3474309768. Dopo il cooking show sarà possibile visitare la mostra della Festa Nazionale del Tartufo attraverso le guide private che accompagneranno i giornalisti per le vie cittadine di San Miniato.

Il link per iscriversi:  https://www.formazionegiornalisti.it/giornalisti/corsi/dettaglio/27c2a0e4-a936-4e4d-bcf2-912574dc5091

15^ EDIZIONE DEL PREMIO CARATI D’AUTORE 2023 AD AQUILEIA (UDINE)

di Ida Donati, Segreteria ARGA Friuli Venezia Giulia

Ha compiuto vent’anni il Premio ‘Carati d’autore’, ideato nel 2002 dai presidenti della stampa agricola (ARGA FVG) Carlo Morandini, dell’Assoenologi FVG, Stefano Trinco, delle Donne del vino, Michela Sfiligoi, per dare il giusto merito a personaggi che hanno dato lustro alle rispettive categorie e nel contempo al Friuli Venezia Giulia, con particolare riguardo alla comunicazione, all’enologia, all’agroalimentare ed enogastronomia.

L’evento delle premiazioni questa volta ad Aquileia, Azienda Vini Brojli della famiglia Clementin, dopo che aveva toccato anche il Veneto orientale, a Casa Gioconda della famiglia Toniatti. Questa volta, per la 15^ edizione, testimonial del mondo dello sport, è stato conferito a Franco Collavino, da trent’anni dirigente dell’Udinese Calcio, che ha mantenuto saldamente l’attaccamento della società bianconera al territorio e al suo Friuli. Collavino, intervistato assieme a Morandini da Claudio Cojutti, tra l’altro Presidente onorario nazionale della stampa agricola, ha parlato del ruolo dello sport a livello sociale, per la formazione dei giovani futuri cittadini.

Singolare scelta dei vertici delle tre categorie professionali, quella che ha visto assegnare il premio per il giornalismo a Rodolfo Rizzi, enologo ora direttore della Cantina di Ramuscello, il quale ha raccolto il Testimone da Claudio Fabbro, maestro nella comunicazione del mondo rurale e del vino, trait d’union come Rizzi tra gli enologi e la stampa. Per gli enologi, Matteo Lovo, presidente regionale dell’Associazione lo ha consegnato a Giorgio Bertossi, dell’Azienda Mulino delle Tolle per la capacità progettuale che lo ha accompagnato nella carriera o ora lo spinge a nuovi importanti investimenti. Marinella Ferigo per l’Unione Cuochi ha premiato Luca Gioiello, che ha saputo valorizzare le sue capacità professionali realizzando un ristorante importante nel cuore storico di Trieste, l’Arco di Riccardo.

La premiazione è stata come sempre occasione di approfondimento, in un talk show condotto da Morandini. Rodolfo Rizzi ha tracciato un quadro della viticoltura regionale, tra un calo del 20 per cento della raccolta vendemmiale bilanciato da una qualità elevata delle uve. Gabriele Cragnolini di Italia Nostra ha introdotto il ruolo ante litteram di Aquileia antica città romana, la quarta dell’Impero, nella valorizzazione e fruizione controllata del territorio. Dando ad Alviano Scarel, ricercatore, già docente e sindaco della città, l’opportunità per rivelare che ad Aquileia si svolsero alcune edizioni delle Olimpiadi dell’antichità.

Collavino ha parlato della funzione dele grandi società calcistiche che stimolano i giovani e la comunità a perseguire gli ideali genuini dello sport.  

UNARGA PROTAGONISTA ANCHE DELL’EDIZIONE 2023 DEL PREMIO NAZIONALE DI GIORNALISMO EIT FOOD. LE PREMIAZIONI A BOLOGNA

I protagonisti del Premio giornalistico e del dibattito alle Scuderie di Bologna

Future Food Institute con la Presidente Sara Roversi ha consegnato nei giorni scorsi, nell’ambito dell’evento C’è +Gusto a Bologna, i primi tre premi relativi al Premio di Giornalismo promosso da EIT Food, l’organizzazione fondata dall’Unione Europea per promuovere innovazione e imprenditorialità nel settore food.. Della Giuria ha fatto parte anche il Presidente di UNARGA Fnsi Roberto Zalambani.

I lavori, presentati da giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine Professionale, potevano riguardare temi come alimentazione sana e a prezzi accessibili; sostenibilità nel settore agroalimentare; Innovazione nell’agroalimentare; educazione nell’agroalimentare; alimentazione orientata al consumatore; Imprenditorialità agroalimentare; collaborazione interaziendale nell’agroalimentare; importanza economica del settore agroalimentare; digitalizzazione nell’agroalimentare; Il settore agroalimentare come protagonista dell’attuale, complesso, periodo storico. Si può dire che il primo vincitore dell’edizione di quest’anno è stato proprio il Future Food Institute: grazie anche alla collaborazione con Unarga, Unione nazionale Giornalisti agroalimentari e ambientali, Gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Sono stati raccolti 103 lavori, inviati da 57 giornalisti, con un aumento del 120% rispetto all’edizione precedente. Sul podio, a Palazzo Re Enzo, davanti alla giuria, sono saliti, nell’ordine: Margherita Fronte, per il lavoro Il Richiamo della carne, Paola Pellai, per il lavoro Patate, lattuga e libertà, e Anna Fregonara per il lavoro La Milk farm del futuro. EIT Food è un’organizzazione pan-europea, co fondata dall’Unione Europea per promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità.

Roberto Zalambani con Miriam Sastre di Eitfood e Stefania Petruzzelli di Future Food Institute

Delle otto comunità dell’innovazione dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) è quella che accelera l’innovazione per costruire un sistema alimentare orientato al futuro che produca cibo sano e sostenibile per tutti. Le giornate bolognesi sull’innovazione al femminile in agricoltura hanno consentito di premiare, nell’ ambito del progetto europeo Empowering women in Agrifood – EWA due progetti sui 10 che erano stati selezionati. Il primo premio è stato vinto da Diana Zagarella, fondatrice di Olivair, una startup che produce un drone dedicato alla raccolta di frutta pendente. Il vento prodotto dalle eliche del drone agisce imponendo vibrazioni sui rami che fanno cadere i frutti. Il secondo premio, invece, è andato a Martina Riolino, fondatrice di Zoé Food Evolution, un concept di fast food di cucina vegana. Zoé si concentra sulla lavorazione in negozio della pasta fresca e dei condimenti, ottenendo così alimenti curati, freschi, sani, biologici (ove possibile) e a chilometro zero. L’evento ha offerto l’opportunità di esplorare il settore agroalimentare e di apprendere dalla condivisione di conoscenze con i migliori talenti del settore. È stata un’occasione unica per partecipare a un’esperienza che mira a ispirare e a influenzare il settore agroalimentare europeo.

Le imprenditrici italiane protagoniste di Empowering women in agrifood – EWA

Il programma EWA – Empowering women in Agrifood 

EWA è un’iniziativa di EIT Food promossa in 11 paesi (Estonia, Grecia, Italia, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Turchia, Romania e Ucraina) con l’obiettivo di far emergere lo straordinario potenziale dell’imprenditoria femminile, risolvendo alcune tra le più importanti sfide del settore agroalimentare: superare il divario di genere ancora esistente, promuovere la presenza femminile in posizioni dirigenziali e e aumentare il numero delle start-up guidate da donne. Le ragazze che hanno partecipato al progetto:

Serena Vacca, Tiziana Mori, Elena Umanità, Martina Riolino, Alessandra Loi, Stefania Sellitti, Isabel Marin, Giorgia Volpe, Diana Zagarella si sono ritrovate insieme alle giornaliste vincitrici del Premio, alle Scuderie di piazza Verdi a Bologna per un dibattito conclusivo alle due giornate bolognesi che ha visto la partecipazione per UNARGA del Presidente Roberto Zalambani e del Presidente dei Revisori Emilio Bonavita che hanno sottolineato il formidabile apporto che le donne professioniste, nella progettazione in agricoltura e nella comunicazione, per dare una speranza al nostro futuro.

MODENA: INDICAZIONI GEOGRAFICHE DEI VINI E DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI. CONVEGNO SUL NUOVO TESTO UNICO EUROPEO DI TUTELA

Parla Enrico Corsini al convegno tenutosi a Modena. Alla sua sinistra Paolo De Castro

A partire dal 2024  produttori e agricoltori potranno contare su un nuovo Testo Unico europeo sulle produzioni di qualità che prevede un rafforzamento del ruolo dei Consorzi e della protezione delle indicazioni geografiche per DOP ed IGP, nonché maggiore trasparenza verso i consumatori. Sarà in particolare introdotto l’obbligo di indicare in etichetta di qualsiasi DOP ed IGP il nome del produttore per eliminare lo sfruttamento indebito della reputazione delle nostre IG. Anche in rete, grazie ad un sistema di geoblocking di contenuti illeciti in internet. Il nuovo Testo Unico per la qualità europea – ha concluso – sarà l’unico atto legislativo di questa legislatura a supporto di un settore agricolo ed agroalimentare sempre più competitivo, sostenibile, integrato e capace di creare valore aggiunto”. 

Lo ha dichiarato l’Europarlamentare Paolo De Castro, amico di UNARGA e delle ARGA e relatore al Parlamento Europeo del Regolamento su DOP e IGP, intervenendo il 27 ottobre 2023 a Modena a un importante convegno su questo tema, svoltosi presso la Camera di Commercio, patrocinato dall’ ente camerale unitamente a Masaf, Regione Emilia-Romagna, Comune e Provincia di Modena e organizzato da Piacere Modena, struttura consortile di riferimento per le DOP e IGP modenesi, presieduta da Enrico Corsini che è anche il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

Al convegno è intervenuto tra gli altri il Presidente di UNARGA Fnsi Roberto Zalambani.

Il valore delle DOP e le IGP è dimostrato da questi numeri. Nel mondo sono 3285, di cui 1660 relative al comparto cibo e 1625 relative al vino. Solo in Europa sono 3064, di cui 1451 cibo e 1613 vino. Tra i Paesi più rappresentati c’è l’Italia – che conta ben 848 DOP e IGP, dove a prevalere è il comparto del vino con 527 indicazioni geografiche sul comparto cibo che ne conta 321 – e, all’interno di essa la regione più rappresentativa è senz’altro l’Emilia Romagna, che da sola conta 45 DOP e IGP di cui 30 di vino e 15 di cibo. Spicca la provincia di Modena, con 27 prodotti DOP e IGP di cui 21 nel comparto cibo e 6 nel comparto vino.

Piacere Modena (la cui sede verrà visitata il 27 novembre 2023 dalla stampa specializzata) è un progetto di valorizzazione del territorio, della sua tradizione, della sua storia, veicolato dal grande valore che hanno i prodotti agroalimentari DOP e IGP. Ma anche il brand della società a cui aderiscono i principali consorzi di tutela delle DOP e IGP della stessa provincia di Modena. Il progetto nasce con il sostegno della Camera di Commercio di Modena e dei Consorzi di tutela ed il suo principale compito è quello di promuovere il territorio sul mercato nazionale e internazionale, nonché accrescere la conoscenza dei prodotti e della loro filiera.

I giornalisti visiteranno, guidati dal Presidente Corsini, anche l’Impianto di imbottigliamento dell’ Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

LA NAZIONALE ITALIANA FORMAGGI AL CAMPIONATO MONDIALE IN NORVEGIA NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETA’

La squadra del Parmigiano Reggiano al completo

di Gabriele Arlotti, giornalista ARGA UNARGA

34° edizione del World Cheese Awards a Trondheim, sui fiordi norvegesi. Da venerdì 26 a sabato 27 ottobre, 260 giurati di una quarantina di paesi del mondo valuteranno 4504 iscritti a quello che è il più grane concorso al mondo di formaggi.

Nei maxi spazi del suggestivo Spektrum Center dapprima i giurati individueranno tra i vari formaggi gli ori, gli argenti e i bronzi. Quindi i Supergold (il migliore tra gli ori del tavolo) e, infine, il vincitore assoluto.

La casara testimonial della Nazionale Italiana Chiara Sorboni

Lo scorso anno in Galles, dei 98 Super Gold assegnati da questo mondiale ben due furono per la Nazionale italiana formaggi (Caciocavallo Silano DOP e Stracciatella affumicata del Caseificio Artigiana – D’Ambruoso Francesco), gruppo premiato con 16 medaglie in tutto, e due per la Nazionale del Parmigiano Reggiano (Centro Rubbianino e Gavasseto Roncadella), che ha incassato complessivamente 92 premi.
Quest’anno per sfondare il muso del 50° riconoscimento internazionale dalla fondazione (2019), la Nazionale italiana formaggi si affida a una selezione di tutto rispetto delle produzioni casearie italiane. Tra queste si spazia da un Grana Padano di 40 mesi allo Scamorzone Stagionato, dal Pecorino Romano Dop al Brenta, dall’Asiago al furmain di un tempo il “Nostrano” d’Appennino, dalla Burrata alla Gorgonzola Dop. Nelle varie edizioni spagnole, inglesi e italiane del concorso sono già andate a premio eccellenze della tradizione lattiero casearia Italiana: la Fontina, lo Squacquerone, la Treccia, il Cremino, la Ricotta e molti altri. Fanno parte della Nazionale italiana formaggi Caseifici di diverse regioni italiane Granterre, Dismano, La Quercia, Ambrosi, Latteria Soresina, Latterie Vicentine, D’Ambruso Francesco, il Carro.
Grande attesa, anche, tra i 98 caseifici della Nazionale del Parmigiano Reggiano che quest’anno festeggia la decima partecipazione al World Cheese Awards ed è forte di 534 riconoscimenti internazionali in 22 anni di attività. Sono rappresentate tutte le province del comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano: Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova. La bellissima Chiara Sorboni (Az. Agricola dall’Aglio) è la testimonial 2023/2024 per questo gruppo di caseifici. In Norvegia, anche, sarà previsto l’incontro con la realtà ucraina di ProCheese. A loro è stato devoluto l’incasso delle vendite delle maglie della Nazionale italiana del Parmigiano Reggiano degli scorsi anni.

I 3500 euro raccolti dagli agricoltori italiani sono stati devoluti alla fattoria “Lyman Goat” della regione di Kherson, contribuendo fattivamente a ricostruire questa azienda dove anche gli animali sono stati uccisi durante i bombardamenti russi. “Forti, coraggiosi e indipendenti questi allevatori hanno un chiaro progetto per lo sviluppo di un’eco fattoria, anche dopo la recente tragedia nella regione di Kherson”.

PERUGIA: FRANTOI APERTI IN UMBRIA PER FESTEGGIARE IL NUOVO EXTRAVERGINE

La presentazione a Perugia dell’ edizione 2023 di “Frantoi Aperti” in Umbria

di Simona Maggi, Presidente ARGA Umbria

Si alzerà il 28 ottobre 2023 il sipario sulla XXVI edizione di Frantoi Aperti in Umbria, l’ormai celebre manifestazione che, fino al 26 novembre, festeggerà l’arrivo del nuovo olio extravergine d’oliva. Ad aprire l’evento nel primo fine settimana di Frantoi Aperti saranno, sabato 28 e domenica 29 ottobre: Assisi  che sarà protagonista con Unto–Unesco, natura, territorio, olio; Spoleto che per il 29 ottobre proporrà la camminata tra gli olivi; Todi dove è in programma “Colori et olio” (dal 28 ottobre al 1° novembre) e Tuoro sul Trasimeno che proporrà la “Festa dell’olio”.

Sparsi per tutta la regione poi, i borghi e le città d’arte, su cui si accenderanno i riflettori nei successivi quattro fine settimana di Frantoi Aperti: il 4 e 5 novembre a Giano dell’Umbria si terrà “La Mangiaunta” (3, 4 e 5 novembre); Gualdo Cattaneo il borgo dei Castelli proporrà “Sapere di pane, sapore di olio”; Trevi  la “Capitale dell’olio” proporrà “Festivol, Trevi tra olio, arte, musica e papille”, mentre ad Assisi proseguirà Unto nei castelli e nel territorio. Il terzo fine settimana di Frantoi Aperti, 11 e 12 novembre, ad accogliere i visitatori saranno Assisi (Pg) con Unto nei castelli e nel territorio; Bettona  con “Bettona produce eccellenze: olio extravergine…e non solo!” (sabato 11 novembre); Campello sul Clitunno con la “Festa dei frantoi e dei castelli” che animerà il Castello di Acera domenica 12 novembre; Castel Ritaldi “Il Paese delle fiabe”, dove è in programma “Frantotipico”, mentre a Magione si terrà “Olivagando”. Il quarto fine settimana, 18 e 19 novembre, protagonisti saranno i borghi di: Assisi  con Unto nei castelli e nel territorio; Arrone con “Amor d’olio”; Campello sul Clitunno, con la “Festa dei Frantoi e dei Castelli” che animerà in particolare la Piazza della Bianca (domenica 19 novembre); e Spello con “L’Oro di Spello – Festa dell’olivo e sagra della bruschetta” (dal 17 al 19 novembre). A chiudere questa edizione di Frantoi Aperti in Umbria, nel fine settimana del 25 e 26 novembre, saranno Assisi con “Unto nei Castelli del territorio”, Amelia  dove si terrà il “Tour degli olivi giganti patriarchi nel territorio Amerino Tipico” (domenica 26 novembre) e Spoleto che proporrà “Eat – Enogastronomia a Teatro” (dal 23 al 26 novembre). Altre iniziative legate alla promozione dell’olio sono poi in programma nei comuni che si affacciano sul lago Trasimeno: Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano,
Piegaro e Tuoro. I cinque weekend di Frantoi Aperti si susseguiranno poi con un nutrito programma di iniziative che, pur vedendo al centro dei riflettori come protagonisti indiscussi i frantoi e l’olio evo, proporranno ai visitatori una variegata gamma di possibilità esperienziali, all’insegna dei trekking ed esperienze artistiche tra gli ulivi e alla scoperta delle bellezze architettoniche dei borghi medievali umbri e della conoscenza del vasto patrimonio agroalimentare ed enologico dell’Umbria, senza trascurare l’ambito musicale e dell’intrattenimento ludico. Ad intervenire alla presentazione della manifestazione sono stati: Paolo Morbidoni (Presidente dell’Associazione Strada Olio evo dop Umbria che organizza); Roberto Morroni (Assessore all’agricoltura della Regione Umbria); Daniela Tabarrini direttrice della Strada dell’Olio evo dop umbri e dell’agenzia Add comunicazione ed eventi; Angela Canale che ha presentato il format di degustazione di olio “Assaggi di Storie.

Degustazioni di Oli e di prodotti unici”; Loretta Bonamente che ha presentato il nuovo spin off “Trekking e fiabe tra gli Ulivi”, Fabrizio Croce che ha raccontato il programma musicale “Suoni dagli ulivi secolari”; Luciano Loreti di YouMobility – Il portale della mobilità partner tecnico dell’evento, alcuni rappresentanti delle Amministrazioni comunali e dei Frantoi che aderiscono a Frantoi Aperti. Alla promozione di alcuni eventi collaborano ARGA Umbria e UNARGA.

IL 16 OTTOBRE 2023 E’ STATA LA GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE MA NON BASTANO LE AFFERMAZIONI DI BUONA VOLONTA’ A SFAMARE CHI HA BISOGNO

di Fabrizio Stelluto, Vice Presidente Vicario UNARGA

C’era un’evidente distonia tra la cornice da show televisivo della celebrazione ufficiale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, svoltasi nella sede della FAO a Roma ed i drammatici dati forniti: l’obbiettivo “fame zero” entro il 2030 era e rimarrà un’utopia (a dirlo, Antonio Guterres, Segretario Generale O.N.U.); non solo: la popolazione in insufficienza alimentare sta addirittura aumentando, grazie a governi, che privilegiano le spese militari a quelle della cooperazione.

La Direttrice Generale del Programma Alimentare Mondiale (una delle tre agenzie ONU, che si occupano di alimentazione e che hanno sede nella Capitale) ha denunciato la riduzione delle risorse. Tema della Giornata 2023, promossa dalla FAO e  che si articolerà in una serie di appuntamenti nel corso della settimana, è “L’acqua è vita, ci nutre”; ha affermato il Segretario Generale della FAO, Dongyu: “Senza acqua non c’è cibo e senza sicurezza idrica non c’è sicurezza alimentare.” La realtà è che l’inquinamento delle risorse idriche continua ad aumentare e la loro accessibilità è sempre più difficile a causa dei cambiamenti climatici.

A dire parole ferme ci hanno pensato i “soliti noti” (il Presidente della Repubblica, Mattarella, presente in sala e Papa Francesco, che ha inviato un messaggio): “L’acqua è cibo. Trasformarla in elemento di conflitto o speculazione è un delitto”; con loro, il Presidente dell’Irlanda, Higgins: “La disponibilità d’acqua potabile è calata del 20% in 10 anni e 2 miliardi e mezzo di persone sopravvivono in stress idrico.”

A portare una nota positiva è stata la Ministra dell’Ambiente degli Emirati Arabi Uniti, Almheiri, che ha preannunciato mirabolanti conclusioni per la conferenza COP 28, che si terrà in Qatar: speriamolo dopo 27 “quasi fallimenti”, ma purtroppo concordare un futuro equo per il Pianeta non è certo facile come assoldare i campioni dello sport.